giovedì 26 agosto 2010
Visita del Colonnello in occasione del secondo anniversario del Trattato di Amicizia tra Italia e Libia. Malumori tra opposizione e finiani per le «amicizie pericolose» di Berlusconi e tra i leghisti per le partecipazioni di soggetti libici in Unicredit.
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Accompagnato da una squadriglia di cavalieri arabi e dalla sua inseparabile tenda beduina, Muammar Gheddafi sbarcherà domenica a Roma per i festeggiamenti del secondo anniversario del Trattato di Amicizia tra Italia e Libia.Ingabbiare lo "straripante" colonnello in un'agenda predefinita appare pressocchè impossibile, ma stavolta la visita, salvo sorprese, pare indirizzata verso una maggiore sobrietà, per non offrire spunti polemici a quanti - non solo dall'opposizione - stanno insistendo da giorni sulle "amicizie pericolose" di Silvio Berlusconi all'estero. Emblematico il "teatro" scelto per le celebrazioni ufficiali, lunedì 30, a due anni esatti dalla firma dell'Accordo di Bengasi: la caserma dei Carabinieri "Salvo D'Acquisto" a Tor di Quinto. Sarà quello il momento-clou della visita, preceduto probabilmente da una puntatina - nel pomeriggio - all'Accademia libica, dove è in programma un convegno ed una mostra fotografica sulla storia della Libia con storici ed intellettuali. Alla "Salvo D'Acquisto" invece l'appuntamento è per le 21, dopo la sospensione del digiuno previsto dal mese di Ramadan. Davanti a Gheddafi e a Berlusconi si esibiranno un gruppo folkloristico libico accompagnato da una trentina di cavalieri arabi, in uno spettacolo equestre che culminerà con le figure disegnate dal Carosello dei Carabinieri. E sempre in caserma il premier offrirà una cena in onore del suo ospite, ultimo appuntamento fissato in agenda, con Gheddafi che dovrebbe lasciare la Capitale già nella giornata di martedì. Le polemiche attorno all' "amicizia speciale" tra Berlusconi e Gheddafi (rinfocolate negli ultimi giorni dai finiani) non sono comunque piaciute all'ambasciatore Gaddur: «Dispiace» ha confidato il diplomatico che quel legame sia diventato «oggetto di lotta politica». «Credo che il rapporto tra la Libia e l'Italia sia diventato più grande di tutto quello che si scrive e si dice...». E anche i mal di pancia della Lega sulla crescente partecipazione di soggetti libici in Unicredit sono, secondo Tripoli, ingiustificati. «Noi - ha chiarito Gaddur - abbiamo degli strumenti e delle società che investono in tutto il mondo: la Lybian Investments Authority (Lia), la Lybian Arab Foreign Investments (Lafico), la Banca centrale. E con l'Italia abbiamo ormai un ottimo rapporto. Perchè non sfruttare le opportunità di investimento che ci sono? Tanto più che entriamo in questo mercato rispettando le leggi italiane, senza alcuna volontà di forzarle o aggirarle».Al di là delle polemiche, comunque, prosegue il boom degli affari tra Roma e Tripoli, e non solo per petrolio e gas, settori guida degli investimenti italiani. In questi giorni si sta riunendo la commissione paritaria italo-libico per dare il via libera al progetto di autostrada costiera (1700 chilometri) che le aziende italiane dovranno costruire in Libia con la gran parte dei 5 miliardi di dollari di "risarcimenti" previsti dal Trattato: si sono presentate 21 società (Impregilo in testa) ed entro il 30 ottobre l'appalto sarà assegnato.Il barometro dei rapporti, insomma, continua a segnare sereno stabile. E presto saranno stampati i nuovi passaporti libici: tra le immagini che in filigrana decoreranno le pagine dei nuovi documenti ci sarà quella di Berlusconi e Gheddafi che si stringono la mano subito dopo la firma del Trattato. «Abbiamo chiesto di recente l'autorizzazione al premier, che ce l'ha data con piacere. Nei prossimi mesi, il nuovo passaporto sarà in circolazione», ha assicurato Gaddur.
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