martedì 12 maggio 2020
Slitta ancora il Cdm per il maxi decreto da 258 articoli. Congedi e voucher babysitter raddoppiano. Soldi per salute, sicurezza, imprese. Ma intesa ancora lontana sui permessi per gli immigrati
Immigrati nei campi

Immigrati nei campi - Lapresse

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Si allontana la faticosa intesa tra M5s e Pd sulla regolarizzazione dei lavoratori stranieri. Il capo politico dei pentastellati Vito Crimi arriva a smentire l'annuncio dell'accordo annunciato dal premier Giuseppe Conte. E se comunque va avanti il preconsiglio sul decreto rilancio, non è affatto scontato che il Consiglio dei ministri - che avrebbe dovuto tenersi già ieri - si riunisca in serata. Complice il testo corposo - oltre 400 pagine - ma anche per i vari nodi sul tavolo. A cominciare sicuramente da quello della regolarizzazione. Sul resto l'accordo dovrebbe tenere: niente Irap a giugno; bonus vacanze fino a 500 euro; reddito d'emergenza in due tranche; premi fino a 1.000 euro per medici e infermieri; 2,5 miliardi per le imprese che devono adeguarsi alle norme; via la tassa sui tavoli all'aperto.

Il braccio di ferro è sempre più politico. Palazzo Chigi in una nota spiegava che «nella notte di domenica le delegazioni delle forze di governo hanno raggiunto, alla presenza del Presidente Conte, un accordo politico su vari temi e misure da inserire nel decreto in corso di formazione. Tra questi temi è stato ampiamente discusso anche quello della c.d. "regolarizzazione dei migranti", su cui - affermava la Presidenza del Consiglio - è stata raggiunta una sintesi politica rimettendo alla ministra Lamorgese il compito di tradurla sul piano tecnico-giuridico».

Ma Vito Crimi racconta tutt'altro: nella riunione di domenica sera sui «lavoratori stagionali, avevo dato a nome del M5s la disponibilità a modificare i testi - scrive su Facebook - al fine di trovare una soluzione condivisa da tutte le parti. Benchè migliorati, i testi non hanno ancora incontrato la mia approvazione. Le notizie emerse in senso contrario sono evidentemente il frutto di maldestre forzature da parte di altri che hanno cercato di far credere ciò che non è». Una smentita durissima della posizione espressa a nome di Giuseppe Conte.

Tra i punti irrinunciabili per i pentastellati ci sono la regolarizzazione solo per i lavoratori sul territorio italiano che sono stati registrati e "foto segnalati" prima di marzo, ovvero quando il governo ha attuato il lockdown, e poi nessuno scudo penale per il datore di lavoro. Anche se il Pd dice che sono esplicitamente esclusi gli imprenditori agricoli condannati per caporalato. Nel M5s, è noto, si agitano più anime: quella più "progressista" vicina a Roberto Fico, quella più chiusa a qualsiasi regolarizzazione, una terza cauta che vorrebbe evitare di bloccare tutto il decreto e rinviare piuttosto il dibattito in aula in fase di riconversione.

L'ultima bozza del maxi decreto legge è robusta e articolata. Conta ben 258 articoli, ancora modificabili last minute . Nella bozza, visionata da Avvenire, il ventaglio di misure previste è molto ampio: si va da interventi in materia sanitaria e di sicurezza, al sostegno alle imprese e all'economia, fino alla tutela del risparmio e del settore creditizio.

Le misure: no Iva per mascherine, assunzione per 10mila infermieri

Quasi 10mila infermieri in più, con contratti dal 15 maggio al 31 dicembre, anche per la creazione dell’infermiere "di famiglia o di comunità". La misura è contenuta nella bozza del decreto, che dispone inoltre la realizzazione di altri 3.500 posti di terapia intensiva strutturali e di risorse per riqualificare 4.225 posti letto di terapia semi intensiva, che si possano riconvertire in caso di nuova emergenza. Verrebbe inoltre rafforzata la medicina territoriale e la sorveglianza, anche nelle Rsa, e nel 2021 Asl e Servizio sanitario nazionale potranno assumere gli infermieri a tempo indeterminato. Ancora, nella bozza è previsto un premio fino a 1.000 euro per tutti gli operatori sanitari, medici, infermieri, tecnici, in prima linea contro il Coronavirus. Come richiesto a gran voce da più parti, è disposta la cancellazione dell'Iva su mascherine, gel disinfettanti e su tutti i dispositivi di protezione anti-Coronavirus nel 2020. Dal 2021, i medesimi prodotti avranno l'Iva agevolata al 5%. La norma vale anche per ventilatori polmonari e altre strumentazioni e dispositivi medici. L'imposta verrà azzerata anche su strumenti per la diagnostica, come i tamponi, e sulle attrezzature degli ospedali da campo. Senpre in campo fiscale, è prevista la cancellazione definitiva delle clausole di salvaguardia che prevedevano aumenti di Iva e accise a partire dal 2021 e viene confermato il rinvio al 2021 di sugar e plastic tax.

Reddito d'emergenza in due tranche e 500 euro per vacanze

Le famiglie che non beneficiano di altri sussidi riceveranno il Rem, il reddito di emergenza, da erogare in due quote tra i 400 e gli 800 euro ciascuna, in base al nucleo familiare. Il nuovo strumento verrà gestito dall'Inps e la domanda andrà presentata entro la fine di giugno. Per riceverlo, è previsto un limite di Isee di 15mila euro e di patrimonio entro i 10mila (tetto aumentabile però fino a 25mila in base al nucleo e alla presenza di disabili). Nella bozza, tuttavia, non è ancora indicato l'ammontare della copertura di bilancio necessaria a finanziarlo. Inoltre, alle famiglie con reddito Isee non superiore a 35mila euro potranno avere un credito di 500 euro per le vacanze, utilizzabile dal 1° luglio al 31 dicembre 2020, da un solo componente per nucleo familiare. L'importo scenderà a 300 euro per i nuclei di 2 persone e a 150 per una sola persona. Sarà fruibile nella misura del 90% in forma di sconto sul corrispettivo dovuto e per il 10% in forma di detrazione di imposta nella dichiarazione dei redditi.

Famiglia, confermati congedi e voucher babysitter raddoppia

Non sono stati accolti gli appelli a inserire l'assegno per figlio. Nel maxi-decreto vengono però rafforzate le misure già previste nel Cura Italia. I congedi straordinari retribuiti al 50 per cento per i figli sino a 12 anni possono arrivare sino a un massimo 30 giorni, e sono godibili per il periodo che va dal 5 marzo al 31 luglio 2020. Permane il divieto di licenziamento di un genitore che si astiene dal lavoro in presenza di un figlio che ha meno di 16 anni, fermo restando l'assenza in famiglia di altre persone che possono assistere il minore o ricevono forme di sostegno al reddito. Il voucher baby sitter potrà essere suddiviso anche in più tranche sino a 1.200 euro, secondo la bozza. Potrà essere erogato direttamente al richiedente e potrà essere utilizzato anche per i centri estivi.

Investimenti per la riapertura delle scuole in sicurezza

In arrivo un miliardo in due anni per l’Istruzione, col vincolo di destinare le risorse alle misure di contenimento dell’epidemia nelle scuole statali. Il testo attuale del dl stanzia 400 milioni per il 2020 e 600 per il 2021. In arrivo anche aiuti per il "sistema 0-6 anni" con un contributo complessivo di 65 milioni per chi gestisce in via continuativa i servizi educativi (come gli asili nido) e alle istituzioni scolastiche dell’infanzia non statali, come sostegno economico per la riduzione o mancano versamento delle rette.

Fondi per artigiani e piccole imprese

Nel testo sono individuati contributi a fondo perduto per Pmi, artigiani, commercianti e autonomi fino a 5 milioni di ricavi o compensi. Il ristoro spetterebbe se ad aprile 2020 si siano registrati cali di almeno 2/3 del reddito, rispetto ad aprile 2019. E si calcola sulla differenza tra questi due mesi in base a tre fasce: 25% per chi ha fatturato o ricavi fino a 100mila euro; 20% tra 100mila e 400mila euro; 15% fino a 5 milioni. Il minimo sarebbe¨comunque di 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per gli altri. La domanda dovrà essere rivolta all’Agenzia delle Entrate. Inoltre, nella bozza del decreto è previsto un credito d'imposta dell'80%, per un massimo di 80 mila euro, per le spese di investimento necessarie per la riapertura in sicurezza delle attività economiche. La misura riguarda gli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del COVID-19: interventi edilizi per il rifacimento spogliatoi, mense, spazi medici, ingressi e spazi comuni; ma anche arredi di sicurezza o acquisto di tecnologie per l'attività lavorativa o apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti. Ancora, ci sarà un credito d'imposta (fino al 60% dell'affitto) per le imprese con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni, che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi ad aprile 2020 di almeno il 50%. Per gli alberghi, il credito è previsto indipendentemente dal volume di affari. Nei giorni scorsi, lo ricordiamo, i ministri dell'Economia Gualtieri e dello Sviluppo Patuanelli in Parlamento avevano parlato di ristoro integrale per tutte le attività.

Centri estivi e attività coi bambini

Sempre secondo la bozza, sarebbero in arrivo 150 milioni per potenziare i centri estivi e per contrastare la povertà educativa. Le risorse andrebbero ai Comuni per rafforzare (anche in collaborazione con istituti privati) i centri estivi diurni, i servizi socioeducativi territoriali e i centri con funzione educativa e ricreativa per bambine e bambini tra 3 e 14 anni. Il 10% dei fondi andrebbe al finanziamento di progetti mirati per contrastare la povertà educativa nel periodo dell'emergenza.

Garanzie per le Banche

Nella bozza si prevede, da un lato, che il Mef possa concedere, per i prossimi 6 mesi, garanzie dello Stato fino al valore nominale di 15 miliardi su nuove passività degli istituti di credito. Dall'altro, sono previsti aiuti - garanzie e misure fiscali - agli acquirenti di piccole banche sotto i 5 miliardi di attività che dovessero essere sottoposte, dopo l'entrata in vigore del decreto, a liquidazione coatta amministrativa.

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