mercoledì 14 dicembre 2022
Gli auguri di Natale alla sua squadra di calcio neopromossa in serie A si trasformano nell'eterno cliché delle ragazze come trofeo per i vincitori. Non solo risate, anche proteste
Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi - Reuters

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Al senatore Silvio Berlusconi vorremmo dire: adesso anche basta. Non conta se c’è un pubblico, il suo pubblico, seduto intorno al grande tavolo della cena natalizia con la squadra e gli sponsor del Monza calcio, di cui è proprietario, che ride e sembra apprezzare. La verità è che la sua battuta avrebbe meritato un gelido silenzio e magari qualche cenno esplicito di disapprovazione. Altro che applausi e risate.

La promessa (anzi, letteralmente, la "stimolazione") lanciata ai calciatori del neopromosso Monza di far arrivare un "pullman di trxxx negli spogliatori" (per gli appassionati di enigmistica: le x si sostituiscono con tre diverse vocali) in caso di vittoria con squadre blasonate come la Juve e il Milan, be', è qualcosa di veramente fuori dal tempo, prima ancora che moralmente discutibile.

Un membro della Camera "alta" del Parlamento, un uomo che con il suo partito sostiene il governo della Repubblica, un uomo che un anno fa si candidava e l'attuale maggioranza sosteneva come presidente della Repubblica, continua a riproporre lo squallido cliché che lo ha reso una macchietta all'estero già decenni fa? Non sono bastati processi per le "cene eleganti" con ragazze convocate da amici e sodali, per farlo desistere da certe inclinazioni che per altro gli sono valse pure un divorzio? Ancora più semplicemente: l'età ormai veneranda non suggerisce parole più sobrie?

Donne come trofeo per calciatori vittoriosi: una battuta così sembra rivelare due cose.

Una: l'ancoraggio a una forma di umorismo da Bar Sport (con rispetto parlando) che forse (forse!) era divertente ai tempi eccessivi del Drive In, ma che oggi non fa ridere più nessuno, a eccezione di chi vuole mostrare piaggeria verso il padrone.

Due: una visione delle donne deviata più che antiquata, perversa più che maschilista, che evidentemente nella mente di Berlusconi è ancora dominante. Non crediamo invece a un allentamento dei freni inibitori causata dall'età e dai malanni. Non una perdita di lucidità dell'ultraottuagenario senatore, dunque, ma semmai una estrema, disdicevole coerenza.

La parole del patron del Monza Calcio, rilanciate da un video ripreso con un telefonino (ma si vede la presenza di un operatore con la telecamera, quindi Berlusconi era ben consapevole di venire registrato e magari anche questo ha vellicato la sua verve pecoreccia) hanno suscitato prevedibili critiche. Laura Boldrini, senatrice dem, ha parlato di «becero sessismo usato come goliardia», Carlo Calenda ha twittato «che schifezza. E che tristezza». Severa anche Chiara Appendino, che chiede alla premier Giorgia Meloni e «a tutte le donne e gli uomini della maggioranza di governo» di «prendere le distanze» e di condannare «queste ignobili parole».

Il video con il discorsetto di Berlusconi, che intendeva essere un atto di incoraggiamento ai giocatori all'arrivo del nuovo allenatore «bravo, simpatico, gentile e capace di stimolare i nostri ragazzi», ma non tanto quanto lo potrebbe fare un pullman carico di donne in vendita, ha fatto il giro del web. Colpiscono le risate dei giocatori (niente da obiettare, davvero?) e l'impassibilità un po' terrea della compagna Marta Fascina. Lo stesso Berlusconi, forse imbeccato dal suo entourage, ha postato dopo diverse ore un tweet in cui si stupisce del chiasso provocato da una "semplice battuta da spogliatoio, scherzosa e paradossale", mostrando di non capire che battute di questo genere, che insultano pesantemente le donne e le riducono a un immaginario a senso unico, non hanno più cittadinanza (se mai l'hanno davvero avuta), tanto più se a pronunciarle è un uomo di Stato.

Questa storia piuttosto misera avrebbe avuto un altro finale se qualcuno avesse alzato la manina e avesse detto, magari sorridendo: «Ma cosa dice, senatore? Le donne a noi piace conquistarle e farle innamorare, non pagarle né averle in regalo. E poi, lo sa che c'è anche un reato che si chiama favoreggiamento della prostituzione? Ah sì, scordavamo, questo dovrebbe saperlo, visto i trascorsi giudiziari che hanno riguardato la sua cerchia di amicizie». Ma nessuno, alla cena natalizia del Monza Calcio, ha alzato la manina. Solo risate.

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