Niscemi, le case in zona rossa saranno demolite
di Giulio Isola
La Protezione civile prevede un intervento drastico: sull'area non si potrà più costruire. Serviranno 5 milioni e 800 mila euro.

A Niscemi non ci saranno sconti né scorciatoie. Nel Paese siciliano che frana gli immobili ricadenti in zona rossa "sono destinati alla demolizione e l'area risultante sarà successivamente mantenuta libera da edificazione. Il perimetro della zona rossa è in corso di definizione e aggiornamento sulla base degli esiti delle attività di indagine geologica e geotecnica, di monitoraggio strumentale del territorio e studi di valutazione della pericolosità dell'area". La decisione emerge dal piano degli interventi di demolizione degli edifici e concessione degli indennizzi elaborato dalla Protezione civile.
"La mappatura - si legge nel documento - potrà essere aggiornata o ridefinita con successivi atti, sulla base delle risultanze tecniche che emergeranno dalle attività di indagine e monitoraggio. Fino alla definizione definitiva della zona rossa, le disposizioni del piano di demolizione si applicano agli immobili ricadenti nelle aree individuate provvisoriamente come a elevata criticità, secondo le delimitazioni tecniche disponibili alla data di adozione del presente atto". I cittadini evacuati a seguito della frana, dopo che la zona rossa è stata ridotta, sono 500.
La Protezione civile stima che per procedere alle demolizioni degli immobili nel comune in provincia di Caltanissetta saranno necessari circa 5 milioni e 800 mila euro mentre per il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti, saranno necessari all'incirca 15 milioni e 800 mila euro. Complessivamente saranno necessari 22 milioni per procedere alle demolizioni nella fascia di sicurezza di 50 metri. Per quanto riguarda i contributi per la delocalizzazione, la disponibilità di risorse, in attesa che vengano definiti in maniera puntuale i singoli contributi, è pari a 53 milioni di euro.
"Tutte le stime economiche - prosegue la nota - sono fortemente suscettibili di variazioni in relazione agli esiti delle attività definitive di perimetrazione dell'area interdetta e conseguentemente dall'identificazione degli edifici presenti all'interno della stessa, per ognuno dei quali dovrà essere sviluppata una specifica scheda identificativa. L'attività verrà sviluppata nei singoli piani attuativi". Dai contributi sono esclusi gli immobili privi di legittimità urbanistica, quelli abusivi e quelli che hanno già ricevuto eventuali contributi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA






