Fabrizio era un "gigante buono" ed è morto durante il suo generoso servizio
Oggi sulla spiaggia di Andora verrà celebrata una Messa per ricordare l'uomo che assisteva i bagnanti della Fondazione Sacra Famiglia. Fabrizio Valente, 62 anni, il 25 agosto scorso ha perso la vita nel tentativo di salvare due persone

Fabrizio era il “gigante buono” per antonomasia. Un uomo dalle spalle larghe che ci metteva l’anima in tutto quello che faceva. Il volto e un fisico scolpito da “marines” nato ai bordi della periferia milanese, a Cesano Boscone. Un sorriso solare e un cuore grande e generoso, sempre rivolto dalla parte degli altri. Questi i segni particolari di Fabrizio Valente, 62anni, un piccolo grande eroe esemplare, specie in questi tempi trafitti dall’egoismo, dalla malvagità e dalla pandemica indifferenza. Una vita pirotecnica: non a caso, oltre alle anime fragili, Fabrizio si dedicava anche alla produzione di fuochi d’artificio. Ma durante la stagione estiva, dal 15 maggio al 15 settembre, metteva il costume e con il fischietto al collo diventava il “bagnino Fabrizio”. Per 12 anni è stato un’istituzione, il factotum della spiaggia della Marina di Andora, una delle due sedi liguri, l’altra è quella di Loano, creata e gestita dalla Fondazione Sacra Famiglia. Storica organizzazione del non profit sociosanitario.
“Da 130 anni investiamo nell’essenziale”, lo slogan che si legge sul sito della Fondazione. Una realtà efficiente e ultrafunzionale nata nel 1896 e attiva con 20 sedi dislocate in Lombardia, Piemonte e Liguria, con oltre 60 servizi sociosanitari a sostegno dei 58.500 utenti e ospiti seguiti quotidianamente da 2.200 tra medici, psicologi, assistenti sociali, terapisti, educatori, infermieri, Oss e Asa. E a questo esercito di professionisti vanno ad aggiungersi i circa 600 volontari che prestano il loro tempo e la loro preziosa opera assistenziale ad anziani (il 54%), minori (il 7%) e il resto a persone affette da patologie importanti o da altre fragilità. Di molti di loro, in estate si prendeva cura Fabrizio, accompagnando in acqua gli ospiti in carrozzina e assistendo i bagnanti della spiaggia di Andora. Gli stessi che, basiti, il 25 agosto hanno assistito al suo ultimo tuffo. Un volo d’angelo in acqua per tentare di salvare la vita a due coniugi che stavano annegando.

Uno slancio rapido, altruista e vitale, come sempre, il suo, finito in un abisso di lacrime e rimpianti. Un gesto valoroso, quanto vano, che purtroppo non ha evitato la tragedia: quel marito in affanno forse era già privo di sensi quando Fabrizio si è gettato in soccorso costringendolo a un salvataggio impossibile. Uno sforzo immane che è stato fatale anche per il suo cuore impavido di salvatore seriale. Ma potevano essere tre le vittime di questo tragico scenario marino da ferie d’agosto se l’amico e collega bagnino Werther Secchi non fosse stato altrettanto rapido e generoso nel riportare a riva, sana e salva, la moglie del signore deceduto assieme a Fabrizio. «Ha speso la vita ad aiutare gli altri, e così l’ha conclusa. Lo affidiamo a Dio e ci stringiamo attorno alla figlia e ai suoi cari in questo momento di dolore e smarrimento». Questo il ricordo a caldo espresso dal presidente della Fondazione Sacra Famiglia, monsignor Bruno Marinoni che oggi, a sette giorni dalla scomparsa di Fabrizio, celebrerà una Messa (alle 10) alla spiaggia di Andora per ricordare il “grande amico” di tutti. «Fabrizio era un uomo sensibilissimo, attento alle fragilità dei nostri ospiti con i quali entrava facilmente in empatia mettendosi subito a disposizione per qualsiasi loro richiesta», continua Marinoni, che parla anche a nome dei tanti che nel tempo sono diventanti amici veri e sinceri del “gigante buono” del lido della Sacra Famiglia.

«Ricorderemo sempre la sua energia incrollabile, la simpatia che sapeva illuminare le giornate e la sua immensa generosità verso tutti. Fabrizio non era solo un bagnino, ma un amico che ha lasciato un segno profondo con il suo impegno e la sua umanità. Grazie di cuore, Fabrizio», ha scritto sul sito della Fondazione Sacra Famiglia il direttore delle sedi liguri, Marco Arosio. Al ricordo affettuoso di chi lo ha conosciuto e apprezzato si è aggiunto con gradita sorpresa della Fondazione l’encomio di Stato. «Quella di Fabrizio Valente è una storia fatta di sacrifici e disciplina. Ha scelto di mettere in pericolo se stesso per donarsi agli altri incarnando lo spirito di coraggio che ha sempre contraddistinto gli italiani», è il messaggio postato su “X” dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, il quale per onorare la memoria di Fabrizio ha annunciato che sosterrà la proposta del presidente della Federazione italiana Nuoto, Paolo Barelli, di conferirgli la medaglia al Valor Civile. Il ricordo di Fabrizio rimarrà impresso come un’orma sulla sabbia di quella spiaggia dove ha sacrificato la sua vita, ma anche sulla strada che da Andora conduce a Sanremo. Il tracciato dove, il 17 settembre, anche il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, si unirà alla carovana di “Fra’ Bike”: i 200 partecipanti in sella alle biciclette speciali progettate per abbattere le barriere e affrontare la staffetta ciclistica che percorrerà i 48 km de “La Classica del Sorriso” dedicata al “gigante buono”. Aiutare gli altri e farlo con il sorriso, è il grande insegnamento che lascia Fabrizio Valente, questo piccolo grande eroe esemplare del nostro tempo.
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