L’inchiesta su Crans-Montana si è allargata. Ecco chi è finito sotto accusa e perché
Dopo i coniugi, gestori del Constellation, indagati anche il responsabile della sicurezza pubblica del Comune svizzero e il suo predecessore. Tajani insiste: «Vogliamo giustizia»

Si allarga l’indagine sul rogo di Capodanno a Crans-Montana, che provocò 40 morti (di cui 6 giovani italiani) e 116 feriti. Sotto la lente della procura vallese adesso c’è anche chi avrebbe dovuto verificare che il bar Constellation fosse in regola con le normative, effettuando i controlli previsti. Dopo i coniugi Jacques e Jessica Moretti, gestori del locale, risultano infatti indagati anche l’attuale responsabile comunale per la sicurezza pubblica Christophe Balet e il suo predecessore Ken Jacquemoud. Balet è il funzionario comunale che il 3 gennaio ha trasmesso agli inquirenti la documentazione urbanistica e amministrativa relativa al Constellation. Jacquemoud, ora responsabile della sicurezza del comune di Val d’Illiez, è stato chiamato in causa dall’avvocato Mickael Guerra, legale di alcune famiglie delle vittime, che chiede il suo interrogatorio: «In qualità di ex funzionario e tenuto conto della sua posizione gerarchica, - scrive l’avvocato Guerra alla procura di Sion - egli sarà in grado di riferire utilmente in merito ai controlli effettuati presso i luoghi incriminati e di fornire informazioni utili su elementi determinanti per l’istruttoria».
Secondo quanto filtrato, la Procura avrebbe già individuato diverse mancanze amministrative e vuole ora vederci chiaro sulle presunte lacune nei controlli, ammesse anche dallo stesso sindaco Christophe Féraud, che qualche giorno dopo la strage aveva detto di «non sapere» perché per ben 5 anni nessuno era andato a dare un’occhiata a estintori e uscite di sicurezza del Constellation. Un mistero che aveva alimentato polemiche e anche sospetti, con la stampa locale impegnata a mettere in evidenza un intreccio di rapporti personali che avrebbero potuto compromettere le indagini stesse. «Non si arriverà alla verità, qui giocano a golf tutti insieme…» aveva sibilato uno degli avvocati dei familiari, Romain Jordan, spingendosi a chiedere di affidare il processo a un giudice di un altro cantone.
In attesa di sentire i due nuovi indagati (forse il 6 febbraio), ieri la Procura di Sion ha sentito la donna che il 31 dicembre del 2019 girò, all’interno del Constellation, un video - trasmesso dalla televisione svizzera Rts dopo la tragedia - in cui si vedono le bottiglie di champagne con l’ormai famigerata candela pirotecnica che si avvicinano al soffitto e si sente un cameriere del locale (che dovrebbe essere sentito oggi) gridare “Attention à la mousse! Faites gaffe à la mousse”, cioè “Attenzione alla schiuma! Occhio alla schiuma!”, alludendo al pericolo di incendio del soffitto ricoperto di materiale fono assorbente. Un grido d’allarme che si è rivelato un triste presagio di quello che sarebbe accaduto sei anni dopo.
Dalle aule di giustizia, il Constellation continua a rimbalzare nei salotti della politica e della diplomazia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che nei giorni scorsi aveva usato toni duri, ha chiarito che con la Svizzera non c’è stato «nessun incidente diplomatico, soltanto pretendiamo che si faccia giustizia». Tajani ha evidenziato che «si possono anche criticare certe decisioni che riguardano un cantone che, di fronte a una tragedia come quella di Capodanno, ha tardato sulle indagini, ha rimesso in libertà su cauzione irrisoria (200 mila franchi) due persone che sono oggettivamente responsabili». Dopo aver aperto all’ipotesi di «cambiare magistrato, andare con il giudice di un altro cantone», ha sottolineato di aver chiesto indagini congiunte «perché ci sono morti e feriti italiani, non è una questione secondaria per noi». In campo anche la Regione Lombardia: il governatore Attilio Fontana si è detto pronto a costituirsi parte civile, visto che due vittime e molti feriti sono lombardi. Più cauto invece il sindaco di Milano Beppe Sala. «Mi pare difficile, secondo la legge svizzera può farlo solo chi ha avuto un danno diretto. Ma saremo comunque al fianco delle famiglie». Intanto a Cesena è stata dimessa Eleonora Palmieri, la 29enne riminese ferita nell’incendio. Le sue condizioni di salute sono state definite “buone”. A Dubai, dove è in visita ufficiale, il presidente Sergio Mattarella ha incontrato il papà di Emanuele Galeppini, promessa del golf morta nel rogo, che risiedeva con la famiglia nel Golfo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA






