L'Ees manda in tilt gli aeroporti: "Code fino a 3 ore, va sospeso"

Sotto accusa il nuovo sistema digitale per il controllo degli ingressi extra Ue. Appello delle associazioni del trasporto aereo al governo: "Ripercussioni pesanti sulla gestione, serve flessibilità""
April 23, 2026
L'Ees manda in tilt gli aeroporti: "Code fino a 3 ore, va sospeso"
Disagi in aeroporto / EPA
Non c’è tregua per il trasporto aereo. Come se non bastasse la scarsità di carburante causata dalla guerra in Iran, a complicare le cose ci si è messo anche il nuovo sistema comunitario per la registrazione dei passeggeri extra Ue in ingresso e in uscita dall'area Schengen, che sta mandando in tilt gli aeroporti europei.
Le associazioni italiane del trasporto aereo Assaeroporti, Aeroporti 2030, Iata, Ibar e Aicalf hanno scritto al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, per sollecitare un intervento urgente sul fronte europeo per rivedere l'Entry/Exit System (Ees), pienamente operativo dal 10 aprile. Le associazioni, che rappresentano congiuntamente gestori aeroportuali e vettori operanti in Italia, chiedono che venga concessa agli Stati membri "la possibilità di sospendere, anche totalmente, l'utilizzo del sistema in presenza di livelli di congestione tali da compromettere la regolarità delle operazioni aeroportuali". Negli aeroporti italiani ed europei si registrano infatti tempi di attesa decisamente sopra la media ai controlli di frontiera: si arriva fino a tre ore, "con pesanti ripercussioni sulla gestione dei flussi e sull'ordine pubblico che potrebbero aumentare durante i picchi di traffico estivo".
La richiesta, spiegano le associazioni in una nota, nasce dalle criticità operative già emerse con l'entrata a pieno regime dell'Ees. "Nonostante la proficua collaborazione con il Ministero dell'Interno, che ha messo in campo tutte le azioni consentite dalla normativa per limitare quanto più possibile le criticità operative negli scali nazionali, gli attuali meccanismi richiedono un adeguamento in termini di flessibilità, per garantire una gestione più efficiente e fluida dei flussi dei passeggeri", sottolineano.
Tra le principali criticità segnalate, le associazioni rimarcano “il rallentamento significativo - e in alcuni casi il blocco - degli e-gates, strumenti chiave nel processo di digitalizzazione e snellimento dei controlli di frontiera. Una situazione che rischia di compromettere l'efficienza operativa degli aeroporti proprio nei momenti di maggiore traffico”.
L’Ees è stato introdotto per consentire un maggior controllo degli ingressi in Ue: in pratica sostituisce il classico timbro sul passaporto con una procedura digitalizzata. Quando una persona arriva in uno scalo vengono registrati i dati del documento, viene scattata una foto del volto e vengono raccolte le impronte digitali. In più si registrano data e luogo di entrata nel Paese (o uscita): tutti i dati finiscono in un database comune accessibile alle autorità di frontiera. Oltre a una verifica più efficace dell’identità, l’Ees permette di rilevare con precisione se il cittadino extra Ue ha superato il periodo di permanenza consentito. Misure pensate per ottimizzare le procedure burocratiche e migliorare la sicurezza, che però necessitano di un maggior rodaggio. Anche se per la verità la sperimentazione è in corso da tempo, con risultati significativi. "Da quando è iniziata la sua introduzione graduale nell'ottobre 2025 – ha spiegato il commissario agli affari interni e alla sicurezza dell’Ue Magnus Brunner - ha registrato oltre 51,5 milioni di ingressi e uscite e segnalato più di 27.000 rifiuti di ingresso, tra cui oltre 700 minacce alla sicurezza. Ora è attivo presso tutti i valichi di frontiera esterni dell'Ue. Ciò segna un importante passo avanti nel rafforzamento della sicurezza dei cittadini europei e nella gestione delle frontiere esterne dell'Ue".
I Paesi che stanno affrontando i maggiori problemi sono Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Grecia. L'allarme è suonato dopo il caso dei cento passeggeri che domenica scorsa erano rimasti a terra all'aeroporto di Milano Linate senza riuscire a imbarcarsi su un volo EasyJet per Manchester. La compagnia low-cost aveva ritardato il decollo di 52 minuti per consentire a quante più persone possibile di superare i controlli, ma l'aereo era stato costretto a partire quando l'equipaggio aveva raggiunto il limite massimo di ore di servizio consentite dalle normative sulla sicurezza. Dei 156 passeggeri previsti, solo 34 erano riusciti a salire a bordo e il caso era finito sui media del Regno Unito, viste le tante famiglie britanniche coinvolte. I nuovi controlli si applicano anche ai cittadini dell'isola, come previsto dopo la Brexit, e la vicenda delle code negli scali ha scatenato una polemica, arrivata fino nel Parlamento di Westminster.

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