Strade, l'emergenza continua: «Meno rischi con un migliore design urbano e l'IA»
Il Rapporto di The Urban Mobility Council: In Italia i sinistri crescono del 4,1%, concentrandosi nelle città. Le nuove sfide tecnologiche per la sicurezza basate su big data e modelli predittivi

L'Italia è ancora fragile e insicura sulle sue strade. Secondo i dati del 2° Rapporto di «The Urban Mobility Council» (TUMC), il think tank promosso dal Gruppo Unipol in collaborazione con Isfort, nel 2024 nel nostro Paese si sono registrati ben 173.364 incidenti stradali con lesioni, con un incremento del 4,1% (circa 7.000 in più) rispetto all'anno precedente. I feriti hanno raggiunto quota 233.853 (+4,1%), mentre il numero delle vittime si è sostanzialmente stabilizzato a 3.030 decessi (-9 rispetto al 2023).
A preoccupare è soprattutto lo scenario cittadino: il 73,2% dei sinistri e il 69,3% dei feriti si concentrano infatti nelle aree urbane, colpendo in particolar modo gli utenti vulnerabili come pedoni, ciclisti e motociclisti. Una vera e propria «pandemia silenziosa» – per usare le parole di Jean Todt, Inviato Speciale dell'Onu per la Sicurezza Stradale – che comporta anche un drammatico costo economico e sociale stimato in circa 20 miliardi di euro all'anno tra spese sanitarie, perdite di produttività, danni materiali e oneri assicurativi.
Di fronte a questa emergenza, la quinta edizione del Forum TUMC 2026, intitolata "Le strade per una mobilità sicura. Dall'impegno globale alla dimensione locale", ha tracciato le linee guida per un cambio di paradigma radicale, fondato sull'intelligenza artificiale e su una nuova pianificazione urbanistica. La svolta tecnologica porta la firma del Politecnico di Milano, che ha presentato il modello predittivo "RoadSafeAI 2.0". Superando la logica tradizionale che analizza i sinistri ex post, questo algoritmo elabora milioni di dati telematici automobilistici e flussi di traffico in tempo reale. Il sistema genera così mappe dinamiche del rischio capaci di prevedere le aree urbane più pericolose (con test di successo a Milano, Genova e Napoli) e individuare le zone a maggiore intensità di frenate brusche con margini d'errore minimi. Si tratta di uno strumento decisionale cruciale per consentire ai comuni di pianificare interventi mirati.
Sul fronte urbanistico, la ricerca del MIT Senseable City Lab, guidato da Carlo Ratti, ha dimostrato come la sicurezza dipenda strettamente dal design delle nostre città. Analizzando i "near misses" (i mancati incidenti visibili solo tramite telematica), lo studio evidenzia che le strade larghe e rettilinee incentivano guide aggressive, mentre i tessuti urbani più densi, raccolti e dotati di piste ciclabili fisicamente separate favoriscono comportamenti prudenti e riducono drasticamente i rischi.
Per tradurre la ricerca in impatto reale, Unipol ha annunciato una partnership globale con Jean Todt e la finalizzazione di un protocollo d'intesa con la Polizia Stradale per campagne informative congiunte. L'obiettivo comune, ribadito dal manager di Unipol Enrico San Pietro e dal coordinatore del think tank Stefano Genovese, è accelerare la costruzione di un ecosistema nazionale integrato: non limitando la mobilità, ma governandola attraverso dati condivisi, infrastrutture intelligenti e una profonda responsabilità collettiva.
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