Mark Ruffalo: «Il mio incontro con papa Leone XIV e la lotta contro la nuova Babele»

di Mark Ruffalo
L'attore americano ha scritto ad Avvenire una lettera in cui racconta l'incontro con papa Leone XIV ed espone le sue riflessioni sull'impegno per l'ambiente e sulla Magnifica Humanitas
Google preferred source
June 10, 2026
Mark Ruffalo: «Il mio incontro con papa Leone XIV e la lotta contro la nuova Babele»
Mark Ruffalo con la compagna Sunny all'incontro con papa Leone XiV
Ho avuto il profondo privilegio di incontrare papa Leone XIV e sono rimasto colpito dalla sua chiarezza morale e dalla sua forza. Nella sala udienze, mi sono trovato davanti al primo Papa americano, che irradiava una dolcezza innata e mostrava la sua indole calma. Io e la mia compagna Sunny, inizialmente,gli abbiamo chiesto di pregare per una persona cara, affetta da una grave malattia. Lui ci ha ascoltato con profonda compassione. Vedere il Papa che ti guarda negli occhi e promette di pregare per qualcuno che ami è incredibilmente commovente. L'ho anche ringraziato per il suo intervento a favore della missione umanitaria della Global Sumud Flotilla. Quando gli organizzatori Saif Abukeshek e Thiago Avila sono stati illegalmente intercettati, imprigionati e maltrattati nel tentativo di portare aiuti al sofferente popolo palestinese, l'intervento del Papa ha infatti contribuito a ottenerne la liberazione. Ero al suo cospetto sia come artista sia come attivista, portando con me le lotte che molti di noi combattono da anni. La nostra conversazione, in linea con la sua nuova, storica enciclica, Magnifica Humanitas, ha messo a nudo la sfida cruciale del nostro tempo: la comunità contro il colonialismo, il "potere condiviso" (power with) contro il "potere di dominio" (power over).

Due doni contro gli idoli della modernità

Per l’occasione, ho portato a Sua Santità due doni che rappresentano il lavoro di una vita.
• Il primo, un simbolo universale per noi registi: un ciak del film che ho appena finito di girare. Ne sembrava sinceramente entusiasta.
• Il secondo è stata una padella antiaderente priva di PFAS, i famigerati "inquinanti eterni".
Avevo sentito dire che Papa Leone ama cucinare. Questo dono era un modo per far sì che potesse cucinare in sicurezza, ma anche per accendere i riflettori su questo tema. Da quando ho girato "Cattive Acque (Dark Waters)" anni fa, la regolamentazione e la bonifica di queste sostanze chimiche — collegate a tumori e malattie, e ormai presenti nel sangue di ogni creatura sulla Terra — sono diventate un pilastro del mio attivismo. Proteggere l'acqua dagli inquinanti eterni e dal fracking del gas mi ha portato a stringere un legame profondamente significativo con i protettori indigeni dell'acqua, inclusi quelli di Standing Rock, minacciati da un oleodotto dopo generazioni di colonialismo ed espropriazioni.
Ho sollevato la questione della responsabilità della Chiesa nell'aver creato questo schema mentale di oppressione coloniale. Abbiamo parlato delle Bolle Papali del XV secolo e della "Dottrina della Scoperta", che è all'origine del colonialismo nel mondo, avendo fornito la giustificazione morale per il saccheggio delle terre indigene, trattando gli esseri umani come capitale e degradando le loro società. Papa Francesco ha giustamente ripudiato questa dottrina nel 2022, e il Vaticano ha compiuto sforzi simbolici per restituire antichità sacre. Ho chiesto a Papa Leone di continuare questo vitale processo di guarigione per la nostra famiglia nativa in Nord America e oltre, restituendo gli oggetti storici e religiosi ancora in possesso del Vaticano. Il Papa si è detto completamente d'accordo e si è assunto la responsabilità per conto della Chiesa. Ha inoltre riconosciuto che, nonostante il suo predecessore abbia iniziato questo percorso, c'è ancora molto da fare.

L'algoritmo come nuova arma coloniale

Pochi giorni dopo il nostro colloquio, il Pontefice ha presentato la Magnifica Humanitas, annunciata come un'enciclica sull'intelligenza artificiale, ma che in realtà dimostra quanto profondamente papa Leone comprenda la mentalità coloniale alla base degli attuali sistemi di oppressione, inclusa l'IA. E, cosa fondamentale, chiede scusa per la quota di responsabilità della Chiesa nel plasmarli. La Magnifica Humanitas ci aiuta a capire che, per valutare la vera natura della Silicon Valley, non dobbiamo guardare a un microchip, ma ai vecchi porti dell'Atlantico da cui venivano imbarcati e brutalizzati gli schiavi, e alla violenza disumanizzante di europei e americani contro i popoli indigeni. L'IA non è un improvviso miracolo tecnologico, bensì l'arma più recente e affilata di un'eterna campagna dei potenti per conquistare, catalogare e sminuire l'anima umana e l'ambiente naturale.
Il Papa condanna quella che definisce la "sindrome di Babele", il sogno di potere e controllo dei tecnocrati che ridurrebbe l'infinito mistero della vita umana a un algoritmo, ottimizzato per metriche di rendimento e profitto aziendale. La storia biblica di Neemia, un esule che torna nella sua città in rovina, organizza le famiglie e la comunità per ricostruirla, si pone in netto contrasto con questa sindrome. Da un lato, la tracotante concentrazione di potere dedita all’estrattivismo e all'accaparramento delle risorse naturali, dall'altro il potere distribuito attraverso l'organizzazione comunitaria: questa è la scelta centrale che l'enciclica ci impone.
L'IA non è caduta dal cielo come un meteorite impazzito per sconvolgere una civiltà altrimenti pacifica. È uno specchio che riflette i nostri vizi storici più oscuri. Gli algoritmi ottimizzano l'ingiustizia, non la inventano. L'IA è perfettamente coerente con chi promuove l'estrazione del profitto e lo sfruttamento sistematico dei più deboli.
Come artista, sono particolarmente sensibile al fatto che il prodotto intellettuale collettivo di milioni di persone — intere vite di lavoro creativo, scrittura, pensiero e filosofia depositate online come risorsa per l'intera umanità — venga saccheggiato e plagiato senza consenso. L'IA vorrebbe estrarre il genio collettivo dell'umanità, blindarlo in un codice aziendale e rivendercelo a caro prezzo, creando muri anziché ponti verso la conoscenza. Papa Leone presenta giustamente questo processo come un modello coloniale di saccheggio applicato direttamente alla mente umana, esplicitamente progettato per rubare posti di lavoro e sostituirci con una versione senz'anima di noi stessi. Tutto questo per concentrare ricchezza e potere in sempre meno mani.
Il caos di questa nuova Babele non è solo digitale; è violentemente fisico. Per mantenere l'enorme potenza di calcolo richiesta da questa "rivoluzione" dell'IA, i baroni della tecnologia, i signori dei combustibili fossili e i signorotti della guerra hanno stretto un'alleanza devastante, trasformando i nostri beni comuni in una discarica ambientale. Milioni di litri di acqua dolce, risorsa sempre più scarsa, vengono sprecati ogni giorno solo per raffreddare i server di pochi ricchi. Si prevede che i data center in tutto il mondo consumeranno più energia di molte nazioni messe insieme, alimentando una domanda insaziabile di energia che si traduce, con la nostra politica attuale, in una massiccia richiesta di combustibili fossili. Questa enorme impronta di carbonio spinge l'umanità sempre più verso il baratro della catastrofe climatica. La corsa al gas ha devastato comunità in tutto il mondo, comprese quelle del Texas e della Louisiana, dove popolazioni vulnerabili e già inquinate subiscono l'ulteriore violenza di un'estrazione di gas che minaccia la salute.
L'Italia, dopo il blocco del gas russo, ha promesso di comprare il gas di Trump, finanziando il suo sistema di devastazione proprio quando dovrebbe voltare le spalle a questi accordi dittatoriali e corrotti. Questa spinta verso il "predominio energetico", questa corsa sfrenata ai combustibili fossili, in opposizione alla scelta sana, stabile, economica e pacifista delle rinnovabili, alimenta un militarismo frenetico, mandando in frantumi alleanze storiche e provocando spargimenti di sangue catastrofici. Mentre il nostro tempo stringeva, sentivo le lancette correre. C'era ancora così tanto di cui volevo discutere. Volevo parlare di come ottenere vera giustizia e risarcimenti per i sopravvissuti agli abusi sessuali del clero. Volevo parlare della salute delle donne, dei diritti riproduttivi e della piena uguaglianza all'interno delle strutture della Chiesa.
Ma mentre lo guardavo, ho scelto di evocare il Magnificat della Vergine Maria: «Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili». Papa Leone ha annuito dolcemente e mi ha ricordato scherzando che c'erano 40.000 persone ad aspettarlo in Piazza San Pietro. Abbiamo riso, e me ne sono andato pieno di immensa gratitudine per un messaggero autentico, il cui cuore è sinceramente dedito alla dignità umana.

Un programma d'azione condiviso

Il messaggio del Papa sta dando coraggio alle persone, credenti e non credenti. La speranza non è uno stato passivo, ma un mandato all'azione collettiva. Nell'enciclica, il Papa ci indica la figura biblica di Neemia, tornato in una Gerusalemme in rovina. Non ha cercato di salvarla da solo: ha organizzato la comunità, ha diviso il lavoro e insieme hanno ricostruito le mura di una città coesa. Se vogliamo combattere le nuove forme di colonialismo — che provengano dalle compagnie di combustibili fossili, dalla Silicon Valley, dai dittatori o da tutti loro uniti in un complotto — dobbiamo agire come i costruttori di Neemia. E dobbiamo rifiutare la caotica torre di Babele che innalza mura attorno a pochi ricchi e lascia fuori tutti gli altri. Dobbiamo costruire insieme una città che promuova eguali opportunità e rispetto della dignità umana e dell’ambiente. O combattiamo questa disumanizzazione di massa adesso, o la combatteremo quando sarà in gioco la nostra stessa sopravvivenza.
Seguendo la via tracciata dalla Magnifica Humanitas e, prima ancora, dalla Laudato si', possiamo dividerci il lavoro:
- Organizzarsi a livello locale: Possiamo organizzarci a livello locale per rifiutare l'estrattivismo dell'IA e difendere l'unicità della creatività umana. Possiamo sostenere i sindacati, i sindacati degli scrittori e i creatori che lottano contro il plagio dell'IA, trattando il pensiero, l'arte e la filosofia umana come un tesoro sacro che non può essere colonizzato o rivenduto. Dobbiamo far sentire la nostra voce, manifestare e interrompere i legami con le forze politiche e i consigli di amministrazione aziendali che ci spingono verso la sorveglianza e la guerra assistita dall'IA.
- Scegliere la pace e rifiutare l'occupazione in ogni sua forma: rifiutare la logica delle guerre per l'energia e l'occupazione. Contestare i modelli di sviluppo basati sull’estrazione di combustibili fossili che, attraverso il mercato e il dominio delle risorse, creano povertà, instabilità, inquinamento. Lavorare, dunque, per smantellare gli accordi speculativi sui combustibili fossili e sul gas — come quelli che vengono imposti in tutta Europa — e pretendere una svolta immediata e vincolante verso le energie rinnovabili in nome della salute, del clima e della pace. Rimanere fermamente solidali e offrire ospitalità a chi è colpito dall'inquinamento e a chi è costretto a fuggire a causa del collasso climatico e delle guerre alimentate dai combustibili fossili e da un'IA distopica.
Dividere i nostri movimenti in obiettivi gestibili non significa frammentare il nostro scopo. Come i costruttori di Neemia, stiamo costruendo un potere unito e collettivo per vivere indipendenti e liberi da dittature, miliardari e colonizzatori. Il popolo ha bisogno della Chiesa, e le persone hanno bisogno l'una dell'altra. Smettiamola di arricchire i miliardari che costruiscono macchine di sorveglianza e di morte. Riapriamoci al nostro mondo comune e costruiamo una città che appartenga a tutti noi.
Versione italiana a cura di Rinascimento Green

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire