L'edicola abbandonata rinata grazie al teatro in miniatura: «Adesso vogliamo comprarla»
Sei spettatori alla volta e 15 minuti a spettacolo nello spazio reinventato a San Severo (Foggia). Il regista Gravino: nell'era delle distanze digitali, torna al centro il contatto umano

C’è un piccolo miracolo che da qualche giorno pulsa tra le vie silenziose del comune di San Severo, nel Foggiano. Una vecchia edicola chiusa da anni è tornata a vivere in una forma del tutto sorprendente, trasformandosi nel teatro più piccolo al mondo: il “Teatro Edicola”. Dentro pochi metri quadrati, dove un tempo si sfogliavano notizie, oggi si respirano storie. E basta lo spazio di sei sedie per far nascere qualcosa di raro: un incontro, uno sguardo, un’emozione condivisa. L’idea nasce dalla compagnia Teatro Foyer ’97, guidata dal regista Francesco Gravino, in vista della Giornata mondiale del Teatro del 27 marzo, con l’intento di reinventare uno spazio dimenticato trasformandolo in un luogo di incontro. «Non volevamo solo creare uno spettacolo – ha spiegato Gravino – ma un’esperienza. Qui il pubblico non assiste semplicemente: respira con gli attori, è parte della scena». La scelta di uno spazio così ridotto non è casuale: «Questo è un teatro di prossimità. In un’epoca di distanze digitali, riportiamo il contatto umano al centro». Gli spettacoli, della durata di circa 15 minuti, sono pensati proprio per questa dimensione intima: sei spettatori alla volta, a meno di un metro dagli attori. Anche l’amministrazione comunale di San Severo ha sostenuto l’iniziativa, vedendola come un esempio concreto di rigenerazione urbana. «Recuperare un’edicola abbandonata e restituirla alla città sotto forma di presidio culturale è un segnale forte», hanno sottolineato i rappresentanti del Comune. Secondo l’amministrazione, il progetto dimostra come piccoli interventi possano avere un grande impatto: «Non servono grandi investimenti per creare cultura, ma idee capaci di coinvolgere la comunità».
L’edicola, da simbolo di abbandono, diventa così simbolo di rinascita. In questo contesto, l’esperienza di San Severo assume un valore che è anche civico. La città, come molte aree della Capitanata, è spesso raccontata per le sue fragilità: presenza della criminalità organizzata, disagio sociale, marginalità urbana. È proprio in territori come questo che iniziative culturali di piccola scala possono avere un impatto che va oltre l’evento in sé. L’esperimento di San Severo si inserisce, inoltre, in un fenomeno molto più ampio: la crisi delle edicole in Italia. Negli ultimi anni, migliaia di chioschi hanno chiuso in tutto il Paese, travolti dal calo delle vendite dei giornali e dalla trasformazione digitale dell’informazione. Secondo i dati di settore, documentati anche dal report “Le edicole del futuro, il futuro delle edicole”, il numero delle edicole è passato da circa 35mila nel 2005 a circa 20mila nel 2024, con una perdita del 42,8%, lasciando vuoti urbani spesso inutilizzati. Questi spazi, un tempo punti di riferimento nei quartieri, oggi rappresentano una sfida per le città: cosa farne? Il “Teatro Edicola” offre una risposta: trasformarli in presìdi culturali, sociali o creativi. Visto il successo dell’iniziativa, la compagnia sta valutando di riprogrammare nuovi spettacoli in modo continuativo e di acquistare l’edicola. San Severo, con il suo teatro in miniatura, lancia così un messaggio che va oltre i suoi confini: la cultura può nascere ovunque, anche negli spazi più piccoli. E forse proprio da lì può ripartire.
© RIPRODUZIONE RISERVATA






