Le luminarie di Scorrano accendono la Puglia nel segno di santa Domenica
Dal 4 al 7 luglio, nel piccolo centro del Salento la magia di uno spettacolo unico al mondo: 2 milioni di lucine colorate, montate su strutture fantastiche, alte fino a 35 metri, fanno da cornice alle celebrazioni per la Patrona

La piazza gremita ormai da un paio d’ore attende l’accensione delle luci e alle 21,30, dopo gli ultimi riverberi del sole, comincia una festa che lascia tutti a bocca aperta. Nelle passate edizioni l’hanno visitata oltre 200mila persone a sera, da tutta Italia e dall’estero. È proprio in questi giorni – dal 4 al 7 luglio - che il paese di Scorrano (Lecce), 7mila abitanti nel cuore del Salento, sale alla ribalta con la magia di uno spettacolo unico al mondo e che si protrae fino all’alba. È la Festa di Santa Domenica: messe e processioni al mattino (quella solenne dalla Chiesa Madre il 6 luglio alle 09,15) e uno spettacolo di luminarie per tutta la notte. Notte magica, a dir poco, e Santa Domenica “ringrazia”.
Come e quando nasce la festa in suo onore? Originaria di Tropea, in Calabria, Domenica morì nel 287 d.C. e fu acclamata Santa nel ‘400. Si narra che nel 1600 per salvare gli scorranesi dalla peste apparve in sogno a un’anziana chiedendole che ogni persona guarita accendesse una lampada a olio in suo onore. Pochi anni prima dell’apparizione il paese salentino era stato visitato dalla regina di Polonia, Bona Sforza, e per l’occasione erano state addobbate delle grandi strutture in legno rivestite di fiori. Ispirandosi a simili impalcature gli scorranesi a partire dal ‘600 cominciarono a festeggiare anche Santa Domenica, dapprima con candele e lampade a olio, ma dopo l’avvento dell’elettricità con una montagna di lampadine a incandescenza. Dal 2007, segno dei tempi, il tungsteno è stato sostituito da milioni di led a basso consumo. Immaginate quindi di trovarvi a Scorrano sommersi tra 2 milioni di lucine colorate, montate su strutture fantastiche, alte fino a 30-35 metri ciascuna. Miracoli della modernità uniti alla maestria tecnica e artigiana di alcune aziende di luminarie salentine, un “comparto” che esporta luminarie in tutto il mondo.







Situato a 34 km a sud di Lecce, altrettanti dalla costa Ionica e 20 dall’Adriatico, Scorrano torna a vivere la magia della festa patronale con un centro storico abbellito da addobbi luminosi durante le quattro lunghe notti d’inizio luglio, scandite anche da musica in piazza, fuochi d’artificio, bande musicali, messe mattutine e serali e concerti dal vivo. Non mancano decine di bancarelle di souvenir, artigianato locale, dolci, cibo espresso, prodotti come le friselle salentine o la Scapece di Gallipoli, che è un impasto giallo di pesce marinato con mollica di pane, aceto e zafferano. Per palati forti.
Il cuore “pagano” della manifestazione è piazza Vittorio Emanuele, in cui si fatica a farsi largo tra la folla. Il polo religioso della festa è la Chiesa Madre, un tempio barocco del XVI-XVII secolo in una struttura rivestita di pietra leccese, a stretto contatto con il Palazzo dei Duchi Guarini, dove la processione mattutina del 6 luglio fa un tradizionale passaggio nel cortile in omaggio ai discendenti della nobile famiglia. Il sostegno dei Guarini - e dei Frisari prima - ha garantito infatti lo svolgimento dell’evento durante le carestie e i momenti più difficili della storia. La processione del 6 luglio comincia alle 9,15 con l’accompagnamento della banda musicale, mentre minuti prima della partenza sulle gradinate della chiesa sono bandite quattro curiose aste in dialetto strettissimo, per assegnare l’ordine dei posti ai 4 “fortunati” che porteranno a spalla la Santa e il baldacchino. Nel frattempo in chiesa, Domenica viene rivestita di gioielli e banconote, donazioni dei fedeli a supporto della Festa che gli scorranesi cominciano a organizzare mesi prima con collette casa per casa, offerte in busta chiusa - tipo santini - e versamenti ai volontari che s’aggirano tra la folla, nei giorni di luglio, con scatole iconizzate.
L’8 luglio, spente le luminarie, Scorrano torna alla normalità ed è allora che possiamo visitare con calma le sue attrazioni: i resti di Porta Terra – un tempo ingresso alla cittadina dalla cinta medievale - la stessa Chiesa Madre e il bel palazzo Frisari a corte chiusa, oggi dei duchi Guarini; che sono anche produttori di olio e vini di qualità. Le nove aziende di luminarie del Salento, tra Maglie, Alessano e Corigliano d’Otranto (De Cagna, Mariano Light, Santoro, Paulicelli, Perrotta e altre) riprendono invece le attività di routine. La Festa di Santa Domenica è un omaggio collettivo e una vetrina pubblica. L’originale settore delle luminarie (19 aziende in tutta la Puglia) esporta ovunque i suoi prodotti, dalla Cina al Canada, e lavora anche per grandi marchi della moda. Luminarie ad alta specializzazione, di folclore e di design. Nel 2023 sono state candidate a Patrimonio Unesco, ora in attesa del riconoscimento. Santa Domenica, pensaci tu.
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