Cadaveri in mare e naufragi: è stato un altro Ferragosto di morte nel Mediterraneo
Undici cadaveri galleggianti sono stati ritrovati in mare. Altri sei migranti sono stati gettati in mare dai trafficanti in piena notte. Altri ancora sono stati speronati e minacciati. Il bilancio di un tragico fine settimana

«Mentre Ferragosto riempie le spiagge, nel Mediterraneo centrale si continuano a contare i morti». Chi opera soccorsi in mare sintetizza così il fine settimana appena trascorso, segnato dal ritrovamento di undici corpi morti galleggianti tra le coste della Libia e Lampedusa, dal salvataggio di sei persone gettate intenzionalmente nelle acque del Mediterraneo dalle milizie libiche e da continue intercettazioni e speronamenti da parte delle unità armate della cosiddetta guardia costiera libica ai danni di gommoni carichi di persone migranti e navi dei soccorritori.
I primi a trovare corpi nel Mediterraneo sono stati, venerdì scorso, gli operatori della ong tedesca Sea-Watch. Erano sei persone che, nel cuore della notte, erano state gettate in mare dai trafficanti. L’equipaggio della nave Sea-Watch 5 è riuscito a raggiungerli tempestivamente, a trarli in salvo nell’arco di pochi minuti e a iniziare la rotta per portarli sulle coste italiane. «Da anni vediamo in mare situazioni del genere e ogni volta le denunciamo alle autorità – commentavano i soccorritori –. Perché l’Italia non sta facendo nulla? Ovunque i confini rimarranno chiusi, ci saranno trafficanti a mantenere il potere sulle persone che cercano protezione. La politica dei porti chiusi sta di fatto arricchendo i trafficanti».

Mentre la Sea-Watch 5 portava in salvo i sei migranti gettati in mare, l’altra nave della ong tedesca, l’Aurora 2, ieri ha intercettato un altro barchino sovraffollato in pericolo nelle acque del Mediterraneo centrale. A bordo si trovavano 36 persone sopravvissute al viaggio in mare, tra cui anche un neonato, che sono state tutte trasbordate sulla nave dei soccorritori. Ieri sera, però, le autorità italiane hanno assegnato all’Aurora 2 il porto di sbarco di Pozzallo, in provincia di Ragusa, mettendo in crisi i soccorritori: «Non abbiamo abbastanza carburante per raggiungere il porto – commentano dalla nave –. I sopravvissuti devono poter sbarcare subito a Lampedusa». In seguito alla segnalazione della ong, le autorità italiane hanno permesso lo sbarco sull'isola di Lampedusa, dove al momento si trovano al sicuro tutte e 36 le persone soccorse.
Strage di Ferragosto: undici corpi galleggianti in mare
Una vera e propria strage è, invece, quella a cui hanno assistito sabato gli operatori a bordo dell’aereo della ong Sos Mediterranée, che durante un sorvolo di ricognizione hanno individuato undici corpi galleggianti in mezzo al Mediterraneo centrale. A pochi minuti dalla segnalazione, si sono attivate le ricerche via mare dei soccorritori di Sea-Watch che, invece di riuscire a portare in salvo i cadaveri per le operazioni di riconoscimento, ha assistito al ripetuto speronamento di un gommone carico di migranti in pericolo da parte di unità armate libiche. «È noto come le milizie della cosiddetta guardia costiera libica non intervengano per aiutare le persone in pericolo – spiega l’ong Mediterranea saving humans commentando le stragi del fine settimana appena trascorso –, ma si muovano solo per ostacolare i soccorsi e deportare i naufraghi verso l’orrore dei centri di detenzione in Libia». Non solo: secondo i soccorritori, i morti in mare e gli speronamenti «non sono episodi separati. I corpi senza vita sono il solo segnale rimasto di un “naufragio fantasma”. Difficile stimare quante donne, uomini e bambini ne siano rimaste vittime».

L’ultimo episodio del fine settimana è avvenuto invece al largo delle spiagge di Su Giudeu, all’estremo sud della Sardegna in provincia di Cagliari. La vittima, stavolta, è una ragazza italiana. Una turista di diciassette anni, che ieri sera si muoveva nei pressi della boa a bordo di un sup, è rimasta gravemente ferita dopo essere stata colpita da un barchino con a bordo un gruppo di persone migranti algerine. Al momento, la ragazza si trova in gravi condizioni in ospedale a Cagliari e riporta diverse fratture dovute all’incidente e al principio di annegamento. I migranti, invece, hanno raggiunto Tuerredda, nella provincia del Sud Sardegna, dove sono stati intercettati dai carabinieri che hanno avviato le procedure di identificazione. La persone ritenuta scafista invece, un cittadino algerino di 28 anni, è stato subito arrestata con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e lesioni gravissime. Poco altro si sa delle condizioni degli altri migranti e della loro rotta dall'Algeria alla Sardegna, alternativa a quella che conduce in Spagna. In totale, secondo le rilevazioni dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), dall’inizio dell’anno le persone disperse nel Mediterraneo sono 1.647. Secondo Mediterranea saving humans, si tratta di vittime di «trafficanti e criminali con cui il governo italiano e le istituzioni Ue collaborano per attuare le loro politiche di “controllo delle frontiere” – concludono i soccorritori –. Anche le vittime della strage di Ferragosto hanno per questo responsabilità politiche e morali ben precise».
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