Resta il blocco con Madrid su Schengen, con Berlino si collabora sui “dublinanti”: cosa sta succedendo

Ancora tensione tra Italia e Spagna. Tajani: «Valutiamo quando riaprire, la priorità è prevenire il terrorismo»
La Germania abbassa i toni.
Google preferred source
August 17, 2026
Migranti sventolano bandiere spagnole e cartelli con la scritta "Asilo" nell'exclave di Ceuta
Migranti sventolano bandiere spagnole e cartelli con la scritta "Asilo" nell'exclave di Ceuta/ REUTERS
Il temuto assalto di Ferragosto a Ceuta con una nuova ondata di migranti non c’è stato. Gli sbarchi nell’exclave spagnola in Marocco sono stati ampiamente contenuti dalle autorità di Madrid, ma per normalizzare i rapporti tra i due Paesi dopo la sospensione di Schengen, l’Italia si prende ancora qualche giorno. Così come altro tempo passerà per sbloccare l’impasse con la Germania sul caso dei “dublinanti”.
Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares assicura collaborazione e sostegno permanenti con i partner europei con cui resta in contatto. Nel frattempo, per gli italiani diretti in Spagna restano i controlli dei documenti, fino a che il nostro Governo non ripristinerà il regime degli accordi europei. Una «misura ritorsiva», continuano a definirla le forze di maggioranza, e ieri lo ha ribadito la responsabile immigrazione di FdI Sara Kelany, sostenendo che la linea «virtuosa» di Giorgia Meloni ha restituito Lampedusa ai suoi abitanti, destinata altrimenti - dice - a essere la Ceuta d’Italia.
Non la vedono allo stesso modo le opposizioni, che parlano piuttosto di egoismo, rincorsa alle politiche di Vannacci e destabilizzazione delle «certezze dell’Ue». Dal Pd, Sandro Ruotolo teme che, abbandonata «la solidarietà» che ha contraddistinto l’Europa, si torni a «Stati e staterelli l’uno contro l’altro».
Da Avs, Angelo Bonelli accusa la premier di aver sospeso Schengen aprendo di fatto «crisi diplomatiche in Europa».
Ma è il ministro degli Esteri Antonio Tajani a spiegare il motivo del rinvio della riapertura, ipotizzata subito dopo Ferragosto, nel caso non si fosse verificata una nuova ondata di arrivi incontrollati. «La sicurezza dei confini e la prevenzione contro il terrorismo sono due priorità del Governo - dice il vicepremier di FI -. Ecco perché stiamo valutando con grande attenzione quando riaprire Schengen. Dipende tutto da come evolverà la situazione a Ceuta, che rimane però ancora molto preoccupante». Parole che potrebbero derivare dall’atteso rapporto dei servizi di sicurezza sui respingimenti dei migranti accampati a Ceuta, previsto nella giornata di ieri.
Resta dunque la tensione con il Governo di Pedro Sanchez, convinto che la gestione dell’exclave spagnola spetti solo a Madrid, e certo che venga trattata come una priorità interna.
Per l’Italia, però, c’è anche il fronte tedesco, con i richiedenti asilo identificati in Italia e poi migrati in Germania che il governo tedesco intende far riportare nel nostro Paese, come previsto dagli accordi di Dublino. Con la Germania si è tentato di collaborare senza arrivare a strappi, «in stretta collaborazione e con reciproca fiducia sulle politiche sui migranti», conferma la portavoce del ministero dell'Interno tedesco Sonja Kock. Ma a breve (probabilmente domani) Berlino potrebbe espellere in Italia uno dei tre “dublinanti” in questione, vale a dire una donna somala di 22 anni. Il Viminale potrebbe stoppare la procedura, secondo quanto trapela da Roma. Sebbene anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi confermi che con la Germania «non c’è alcun braccio di ferro», certo anche dell’ottimo rapporto con il suo omologo, il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt.
Stando alle indiscrezioni dal ministero di Matteo Salvini, dunque, si tratterebbe di far valere la questione procedurale legata alle date, visto che il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo è entrato in vigore il 12 giugno scorso. Ma i tre immigrati che il Governo tedesco vorrebbe rispedire in Italia in quanto Paese di primo approdo, sono entrati in Germania prima di quella data.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire