L'altra Rogoredo è fatta di poesia, scuola e teatro

di Marco Castellini
Nel quartiere di Milano non c'è solo il famigerato bosco della droga: dall’oratorio parrocchiale, con il centro di ascolto, allo spazio Coop che ospita mostre collettive fino al festival “Strade di poesia”, molte iniziative coinvolgono tantissimi volontari e sfatano pregiudizi e luoghi comuni
March 29, 2026
L'altra Rogoredo è fatta di poesia, scuola e teatro
Mercatino dell'associazione Vivi Rogoredo
Ne senti il nome e subito ti viene in mente il bosco, non quello delle favole ma quello della droga. Pensandoci, Rogoredo sembra circondato da un recinto che delimita un’area dove a prosperare sono la tossicodipendenza e la criminalità. Eppure, se nei racconti delle cronache il quartiere alla periferia di Milano sembra soltanto una zona buia, ci sono tante piccole luci ad illuminarla: i suoi abitanti.
«Non possiamo negare le problematiche ma nemmeno si può dire che qui ci sia soltanto lo spaccio – riferisce Stefania Maggi, dell’associazione Vivi Rogoredo –. Noi amiamo il luogo in cui viviamo e tutta la comunità non ci ha mai fatto mancare il suo appoggio». Stefania e gli altri associati organizzano mercatini in favore di associazioni benefiche, attività di cura delle strade e, in accordo con il Municipio, si occupano della piantumazione di alberi e cespugli nelle aree verdi del quartiere. Il gruppo è inoltre famoso per i suoi incontri di lettura pensati sia per i bambini che per gli anziani, a cui seguono poi dei piccoli laboratori creativi. Ma il vero periodo di gioia per i più piccoli arriva sempre durante il Natale. «Babbo Natale ci ha dato il permesso di usare una cassetta situata negli spazi della Rogoredo 84 Asd per raccogliere le letterine dei bambini a cui Babbo Natale risponde sempre», spiega ancora Stefania sorridendo. Ma anche gli anziani aspettano il loro regalo. «Abbiamo attivato da anni il progetto “Adotta un nonno”, con il quale raccogliamo le lettere dei più anziani e chiediamo agli abitanti di contribuire a creare per ognuno di loro una smart box personalizzata che contenga ciò che il “nonno” ha richiesto».
La parrocchia della Sacra Famiglia in via Monte Peralba è guidata da don Danilo Marcodoppido che, giunto a Rogoredo da pochi mesi, ha già preso coscienza del problema della tossicodipendenza. «Capita che queste persone si presentino alla nostra porta, specie durante l’inverno. Io dò loro cibo e riparo e, se posso, e ascolto le loro storie – racconta don Danilo –. Quando vengono qui si sentono protetti ed è capitato che qualcuno mi chiedesse di essere indirizzato verso le comunità di recupero. Ma la cosa importante da tenere a mente è che si tratta di persone e che, come tali, hanno una loro dignità». Negli spazi dell’oratorio è presente un centro di ascolto per persone in condizioni di fragilità. «L’80% di chi si rivolge a noi sono donne straniere sole con figli, alcune delle quali abbandonate durante la gravidanza – afferma spiega Elvira, una delle responsabili –. Se prima le persone che venivano da noi lo facevano principalmente per bisogni primari come cibo e vestiario, oggi a pesare su queste famiglie è anche l’emergenza abitativa e il problema di trovare un lavoro». Tali problemi vengono aggravati anche dal deficit linguistico; ecco perché spesso il primo consiglio dato a queste persone è quello di frequentare la sezione locale di “Scuola senza Permesso”, una rete associativa premiata lo scorso anno con l’Ambrogino d’oro, il cui scopo è quello di favorire l’integrazione degli stranieri attraverso l’insegnamento della lingua italiana. «Ad operare qui in parrocchia siamo circa 30 formatori per più di cento allievi. A volte riceviamo talmente tante richieste che siamo costretti a bloccare temporaneamente le iscrizioni», riferisce Annalisa, una delle volontarie.
Una vera istituzione è lo spazio Coop di via Freikofel 7, dove trovano spazio esposizioni artistiche aperte al pubblico gratuitamente. Qui sono state esposte anche opere poetiche, come la mostra collettiva “Strade di poesia” in collaborazione con il Festival internazionale della poesia di strada di San Donato Milanese, realizzata dall’associazione “Verde Festival”. Da anni questo gruppo organizza rappresentazioni di poesia slam con autori provenienti da tutta l’Italia in spazi non abituali come cortili condominiali, giardini, supermercati, strade e bar. Anche il teatro è una realtà molto presente grazie alla compagnia Quattro gatti, la cui poetica si rifà a una celebre frase del famoso clown Jango Edwards: «quando ridiamo siamo tutti uguali, non esiste età, sesso, razza, credo e colore… il sorriso è universale e tutti lo capiscono ovunque». La compagnia, in collaborazione con la rete “Tessere Legami” che raccoglie gran parte delle realtà attive a nel quartiere, aveva organizzato lo scorso anno “Prova a prendermi”, una grande caccia al tesoro a squadre. «È stata una grande occasione per far conoscere Rogoredo e le sue sfaccettature – racconta Momò, una delle responsabili della compagnia –. Veniva gente da tutta Milano e questo ha permesso davvero di far conoscere il quartiere, uscendo dai pregiudizi che lo circondano».
Forse il problema della droga non sarà risolto in breve tempo, ma a Rogoredo il presidio più efficiente resta quello dei suoi stessi abitanti che, con la loro attività stanno dando una lezione importante: per abbattere il pregiudizio bisogna conoscere, e soprattutto agire. E loro lo fanno ogni giorno.

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