La morte di Valentino (dopo Armani) è la chiusura di un ciclo per la moda italiana
Lo stilista italiano, famoso in tutto il mondo, aveva 93 anni. Ha vestito star di Hollywood e del mondo politico. Gli analisti finanziari: con il suo addio, finisce l'epoca dei fondatori storici di griffe di lusso

«Amo la bellezza non è colpa mia». Era un’ossessione la sua, quella per il bello. E lo ricordano tutti così oggi: con i suoi abiti rosso Valentino, il colore iconico che ha contraddistinto tutte le sue creazioni. Il mondo della moda piange il suo ultimo “Imperatore”: Valentino Garavani, alias Valentino, è morto ieri a Roma, all’età di 93 anni. Valentino è uno dei marchi che ha contribuito a rendere grande la moda italiana nel mondo. Nato a Voghera, l’11 maggio 1932, scompare con lui, il creatore dell’omonimo marchio, che amava il lusso e Roma, dove aveva lasciato il cuore, pur scegliendo Parigi per sfilare. In piazza Mignanelli, appena dietro piazza di Spagna, Valentino aprì l’atelier nei primi anni Sessanta, il più frequentato dalle lady del jet set internazionale. Da Voghera, a Parigi, poi Milano e infine Roma. Il successo di Valentino è planetario: ha vestito le donne più belle del mondo. La lista di donne che hanno fatto brillare il suo stile sulle passerelle del mondo è lunga e leggendaria. Dalla magia dei red carpet di Hollywood alle sale da gala più esclusive, Valentino ha vestito regine, attrici, modelle e dive, trasformando ogni apparizione in un momento indimenticabile di eleganza e glamour.
Star tra le star, l’imperatore della moda aveva Nancy Reagan, Marella Agnelli e Liz Taylor come amiche. Sophia Loren, Aretha Franklin, Brooke Shields e Anne Hathaway erano alla sua corte. Tutte le supermodelle hanno sfilato per lui. Jackie Kennedy indossa un abito da sposa Valentino al suo matrimonio con Aristotele Onassis il 20 ottobre 1968. L’abito scelto era un bianco nella punta avorio, tonalità inusuale per l’epoca, quando il candido colore era considerato adatto esclusivamente alle prime nozze, simbolo di purezza. La scelta di Jackie fu coraggiosa e innovativa: un bianco morbido e raffinato, che rompeva convenzioni sociali e dettava nuovi standard di eleganza.
Ma anche follie e megalomanie. Un primato su tutti: almeno otto star hanno ricevuto un Oscar indossando una sua creazione. Come Julia Roberts nel 2001, l’attrice indossava un abito Valentino elegante, audace e perfettamente scenico. Valentino non creava semplicemente vestiti: disegnava momenti che restano nella memoria collettiva. Anche l’attrice italiana d tutti i tempi, Sophia Loren, ha scelto Valentino per molte occasioni pubbliche e premi, vestendo abiti dai tagli raffinati e tonalità luminose, dal bianco all’oro, all’iconico rosso. Valentino non è stato solo esempio di stile ma anche uno degli stilisti più ricchi al mondo con maxiyacht, chalet in Svizzera e case in tutto il mondo. L’atelier romano rimane un punto fermo, almeno quello, rispetto ai passaggi di proprietà del marchio, venduto nel 1998 alla casa tedesca Hdp, rilevato nel 2002 dal Gruppo Marzotto, passato al fondo Permira e infine nel 2007, alla moglie dell’emiro del Qatar, la potente sceicca Sheikha Mozah. Ultimo passaggio di mano nel 2023 con il gruppo Kering che ha acquisito il 30% del capitale per 1,7 miliardi di euro, con l’opzione di raggiungere la totalità dell’acquisizione entro il 2029. Ed è sempre al civico 23 di piazza Mignanelli che Valentino e il suo socio Giancarlo Giammetti hanno aperto nel febbraio 2025 la Fondazione Garavani Giammetti, con lo scopo di ospitare mostre di arte e moda e dare sostegno alla formazione di giovani stilisti. «La morte di Valentino Garavani arriva dopo quella di Giorgio Armani e non è solo una coincidenza temporale. È la chiusura simbolica di un ciclo industriale e culturale in cui il lusso italiano nasceva da una persona, prendeva forma in un’estetica riconoscibile e rimaneva legato, nel bene e nel male, alla volontà del fondatore» commenta Gabriel Debach, market analyst di eToro. Fra i numerosi messaggi di cordoglio giunti non appena è iniziata a circolare la notizia della morte, annunciata dalla Fondazione che porta il suo nome e quello di Giancarlo Giammetti, c’è anche quello della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. «Valentino, maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana. Oggi l’Italia perde una leggenda, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni. Grazie di tutto» scrive sui social la premier.
La morte di Valentino ha fatto il giro del mondo in pochi minuti. I grandi media americani lo hanno ricordato con una serie di articoli e commenti. Il New York Times lo definisce “l’ultimo dei grandi couturier del XX secolo”. Per il Wall Street Journal se ne é andato l’ ”ultimo imperatore della moda”. “Valentino, lo stilista del gotha”, lo definisce il francese Le Figaro, mentre La Bbc parla di Valentino come “uno dei giganti della moda del XX secolo”La camera ardente sarà allestita mercoledì e giovedì, dalle 11 alle 18 in piazza Mignanelli, storica sede della maison; i funerali venerdì alle 11, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.
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