«La Meraviglia del Sud non si ferma». Sostegno alle regioni colpite dal ciclone Harry
Il ministero stanzia 5 milioni per promuovere le destinazioni ferite dal maltempo attraverso una comunicazione mirata. Santanché: al danno subito non si aggiunga il peso di un racconto sbagliato. L'incontro in Bit con i rappresentati delle regioni Sicilia, Sardegna e Calabria. I numeri positivi del settore, fra impatto economico e presenze. Oggi la chiusura della fiera

«Welcome to Sud Italia». Ci sono ancora le ferite, certo. Il ciclone Harry che si è abbattuto sulle coste di Sicilia, Calabria e Sardegna lascia segni che non si sono ancora rimarginati, ma «la Meraviglia del Sud Italia – e di tutta l’Italia – non si ferma. E, per assicurarcene, dobbiamo tutelare le nostre destinazioni turistiche, anche dal punto di vista comunicativo e narrativo, affinché al danno subito non si aggiunga il peso di un racconto che rechi con sé irreparabili e ingiusti danni d’immagine». Dalla Borsa Internazionale del turismo che si chiude oggi alla Fiera di Rho Milano, il ministro Daniela Santanchè lancia un messaggio di fiducia. In un incontro con gli Assessori regionali al Turismo della Sicilia Elvira Amata, della Sardegna Franco Cuccureddu e della Calabria, Giovanni Calabrese, insieme all’Ad di Enit Ivana Jelinic, ha annunciato che il ministero stanzierà 5 milioni di euro a sostegno del turismo nei territori colpiti dal ciclone Harry e che con Enit e le Regioni interessate in occasione della fiera Itb di Berlino (in programma dal 3 al 5 marzo) presenterà azioni di promozione mirate. Accanto ai fondi che il governo sta stanziando per sostenere comuni e imprese e permettere una pronta ripresa delle attività e dei servizi, non è da trascurare il tema della comunicazione per assicurare una narrazione volta a rassicurare turisti, cittadini e operatori, garantendo la presenza e la vicinanza delle istituzioni e scongiurare che ai danni materiali subentri la beffa, l’aggravante di ulteriori danni d’immagine per i territori interessati, compromettendo la prossima stagione turistica. Da qui si stanno programmando una serie di attività internazionali per riposizionare lo storytelling delle destinazioni colpite, con il coinvolgimento di content creator a livello globale, l’attivazione di media tour ad hoc, focalizzandosi sui principali mercati di riferimento di queste regioni quali Usa, Regno Unito, Germania, Svizzera, Polonia, Repubblica Ceca, Francia, Benelux, Spagna e Austria. Uno spazio di promozione sarà dedicato anche a Casa Sanremo a cui Enit parteciperà in occasione del Festival della canzone italiana. La scelta della fiera di Berlino poi è strategica nell’ottica di un mercato estero – quello tedesco – fondamentale per l’industria turistica e l’economia delle tre Regioni protagoniste. La Germania, infatti, è il primo mercato internazionale per Sardegna (2,1 milioni di pernottamenti) e Calabria (mezzo milione di pernottamenti) e il secondo per la Sicilia (1,17 milioni di pernottamenti) secondo i dati Istat del 2024. «Siamo in prima linea per raccontare in tutto il mondo le meraviglie del nostro Paese e del Sud Italia come in questo caso. Sicilia, Calabria e Sardegna sono mete uniche, che richiamano ogni anno turisti da tutto il mondo e dobbiamo preservarle, raccontando le cose nel modo giusto – ha aggiunto Jelinic –. Vogliamo dare la giusta narrazione di questi territori, invogliando i viaggiatori a visitarli, a immergersi nelle loro offerte, investendo in loco, dando così anche uno slancio all’economia locale».

Con oltre mille espositori da 54 paesi, fra stand tradizionali e le arene della nuova formula del Travel Market Fest, la fiera si conferma un luogo dove confrontarsi, fare bilanci, ragionare sulle tendenze e ovviamente promuovere destinazioni di viaggio. Un settore cruciale, quello del turismo, nel tessuto socioeconomico italiano. Come evidenzia Enit, il turismo nel 2025 ha avuto un impatto del 13,2% sull'occupazione e di 237,4 miliardi di euro sul Pil: numeri che le stime per i prossimi dieci anni danno ulteriormente in crescita, con previsioni per il 2035 a 282,6 miliardi di Pil e una ricaduta del 15,7% sull'occupazione. Su questi dati è significativo il contributo del turismo internazionale: i viaggiatori in arrivo dall'estero, infatti, l'anno passato hanno investito per turismo ben 60,4 miliardi di euro in Italia e, da qui ai prossimi 10 anni, questa spesa potrebbe sfiorare gli 80 miliardi. Numeri che mostrano come le unicità italiane siano apprezzate in tutto il mondo, posizionando il nostro Paese davanti a competitor quali Francia e Grecia (seconda solo alla Spagna) per presenze sia internazionali, 255 milioni nei primi 11 mesi 2025, che totali, 456 milioni (sempre tra gennaio - novembre '25). Dato che trova riscontri anche nel Monitoraggio Enit condotto presso i tour operator esteri, 8 su 10 hanno riconosciuto un incremento di vendite nel '25 verso la destinazione Italia (9 su 10 addirittura tra quelli oltreoceano); gli stessi tour operator già notano un simile andamento per il primo trimestre del '26 con circa il 60% di questi che riscontra una crescita delle prenotazioni verso le nostre mete. Mentre le proiezioni ministero Turismo sull'intero anno indicano più di 480 milioni di presenze complessive.
Un sentiment positivo che si nota a cascata praticamente in tutte le regioni d’Italia, con numeri da record, dalla Puglia alle Marche, dalla Lombardia alla Basilica, dalla Sicilia alla Sardegna che per la prima volta, nel 2025, ha superato la soglia “psicologica” dei 20 milioni di presenze. «La stagione che si è chiusa - ha detto l'assessore del Turismo, Franco Cuccureddu - è stata davvero esaltante, con numeri eclatanti un più 15% che si somma al più 15% dello scorso anno, sfiorando circa 22 milioni di presenze». E si punta già a migliorare ulteriormente i numeri: «Presentiamo 13 cartelloni con circa 500 eventi complessivamente. Ma quest'anno abbiamo anche due eventi fuori bando che sono davvero importantissimi per la Sardegna. Uno è il ritorno dopo 15 anni del Giro di Sardegna di ciclismo a febbraio. Abbiamo delle squadre che si stanno allenando e stanno occupando già i nostri hotel dell'interno della Sardegna e poi a maggio l'apertura della 38esima America's Cup di vela, che partirà proprio da Cagliari con la disputa della prima delle regate preliminari e sarà un buon viatico per la finale che si terrà a Napoli nel luglio 2027». E poi l'implementazione delle azioni avviate già da diversi anni sul fronte della valorizzazione dei borghi caratteristici e dei cammini, con la manifestazione "Noi camminiamo in Sardegna".
E se la Sicilia consolida il proprio posizionamento tra le principali destinazioni turistiche europee, con una crescita dei flussi anche nel 2025 (+2,8% rispetto al 2024) e un progressivo rafforzamento della destagionalizzazione, il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, nel sottolineare «una crescita complessiva a doppia cifra» negli ultimi anni, aggiunge: «Non basta dire quante persone vengono a visitarci. Dobbiamo capire come vivono la Puglia, quali esperienze cercano, che tipo di relazione instaurano con i territori che attraversano». «Accanto a Bari e Lecce – ha proseguito – crescono Foggia, Taranto, Brindisi, la Bat. E crescono molti comuni dell'entroterra». Ma il punto è che «oggi convivono due Puglie turistiche. C'è una Puglia che in alcuni periodi dell'anno è satura e soffre il peso del turismo. E c'è una Puglia ancora inesplorata che può strategicamente incrociare tutte le leve che i dati ci mostrano. Ed è qui che si apre la Puglia dei prossimi anni, qui comincia la nostra visione sul turismo che vogliamo. Un turismo che distribuisca i flussi, che accompagni le persone fuori dai luoghi saturi, che rafforzi servizi, economie e comunità locali. Una Puglia inattesa, la Puglia dell'entroterra, dei cammini, della montagna, dei borghi». Una "ricetta" che vale per tutto il territorio italiano. Dove ci sono aree, pensiamo agli Appennini, in cui la valorizzazione di un turismo dei borghi è una questione di sopravvivenza stessa.
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