Catturato l'uomo ricercato per l'omicidio del capotreno

di Simone Marcer, Milano
Si chiama Jelenic Marin, ha 36 anni ed è croato. Era stato fatto scendere a Fiorenzuola dal personale del treno perché infastidiva i passeggeri
January 6, 2026
La Polizia scientifica interviene sul luogo dell'uccisione del capotreno / Foto Schicchi
Una foto tratta dal profilo Facebook di Alessandro Ambrosio, capotreno 34enne ucciso a coltellate alla stazione di Bologna, 6 gennaio 2026 / Ansa / FACEBOOK ALESSANDRO AMBROSIO
È stato fermato martedì sera a Desenzano dalla polizia l’uomo che ha ucciso a Bologna il capotreno Alessandro Ambrosio, 34 anni, accoltellato mortalmente lunedì sera nel piazzale della stazione. Jelenic Marin, 36 anni, croato, con precedenti per porto d’armi da taglio e senza fissa dimora, dopo essere salito su un treno per Milano, era riuscito a far perdere le proprie tracce per diverse ore, fino alla cattura. In tasca aveva un biglietto da Tarvisio a Villach, oltre la frontiera austriaca. Jelenic aveva già attraversato i confini nazionali il 30 dicembre, quando era stato controllato alla frontiera di Trieste, e il 10 novembre, sempre a Tarvisio. Jelenic ha infatti una lunga lista di precedenti (almeno cinque denunce per porto abusivo di coltello) ed era stato raggiunto da un provvedimento europeo (in quanto cittadino Ue) di allontanamento dallo Stato italiano emesso il 23 dicembre dal Prefetto di Milano, a cui doveva ottemperare entro dieci giorni. Il provvedimento era stato emesso dopo che era stato trovato in possesso di un coltello da cucina da 24 centimetri. Sempre con un coltello viene trovato dalle forze dell'ordine il 30 dicembre a Pavia: l'arma gli fu sequestrata, fu denunciato e poi rimesso in libertà. A ottobre invece devastò un supermercato a Udine. Venne inoltre controllato sempre a Milano, in stazione Centrale e a Lambrate il 19 maggio e il 2 settembre scorso. L’omicidio è avvenuto intorno alle 18.30 di lunedì nel piazzale Ovest della stazione di Bologna, che conduce al parcheggio dei dipendenti. Il capotreno sarebbe stato aggredito alle spalle, e poi accoltellato mortalmente all’addome.
Il capotreno ucciso è stato ritrovato a terra da un dipendente di Italo, che ha chiamato la polizia ferroviaria. L’allarme è scattato intorno alle 19.00. Sul posto, oltre alla Polizia ferroviaria, la Scientifica e la squadra Mobile bolognese (che indaga con i colleghi di Milano), con il medico legale, coordinati dal pm di turno Michele Martorelli. Nel frattempo Jelenic Marin è riuscito a salire su un treno per Milano (le telecamere lo inquadrano mentre cammina in stazione a Bologna). Ma prima ancora di arrivare a Piacenza, intorno alle otto di sera, a Fiorenzuola, il 36enne, che era particolarmente alterato, è stato fatto scendere dal personale del treno perché infastidiva i passeggeri. Quindi è stato affidato ai carabinieri che lo hanno controllato e identificato senza però trattenerlo (non era stata diramata ancora la nota di ricerca).
Verso mezzanotte polizia ferroviaria e carabinieri sono intervenuti in forze nella stazione di Piacenza: le informazioni in loro possesso davano quasi per certa la presenza Jelenic Marin sul 3930. Ma lui invece su quel treno non c’era. Era già a Milano. Le telecamere lo inquadrano infatti alle 22.40 in piazzale Duca D’Aosta, davanti alla stazione di Milano Centrale. Le ricerche sono proseguite per ricostruire il percorso del fuggitivo, che dopo essere arrivato in stazione a Milano, ha preso il tram numero 4 per andare al Niguarda, dove ha dormito nella sala d'attesa dell'ospedale, come talvolta sono soliti fare i senza dimora. Al mattino ha ripreso il tram per tornare in stazione ed è salito su un bus che lo ha portato a Desenzano, dov'è avvenuta la cattura. 
Alessandro Ambrosio al momento dell’aggressione non era in servizio e si stava recando nel parcheggio dei dipendenti di Trenitalia, in viale Pietramellara. Le immagini della telecamera lo ritraggono mentre viene seguito dal suo uccisore. Una dinamica che ricorda quanto avvenne il 3 novembre scorso a Milano, quando un 59enne con precedenti e in cura psichiatrica, pedinò una donna di 43 anni che non aveva mai visto né conosciuto e le piantò un coltello da cucina in un fianco, ferendola gravemente in piazza Gae Aulenti, in centro città.
«Mio figlio non aveva nemici non aveva litigato con nessuno, questo è un delitto inspiegabile. Non ha mai fatto del male a una mosca», ha detto Luigi Ambrosio, padre di Alessandro, anche lui ex dipendente di Trenitalia, da poco in pensione. Suo figlio lavorava come capotreno sugli Intercity di Trenitalia, aveva una laurea in Statistica ed era un musicista. «Ambro», come veniva chiamato dai suoi amici di Anzola, suonava infatti la chitarra nel centro culturale del comune di 12mila abitanti del Bolognese.
Per oggi è stato proclamato uno sciopero di 8 ore, dalle 9 alle 17, del personale del trasporto ferroviario dell'Emilia-Romagna. L’astensione dal lavoro è stata proclamata dalle segreterie regionali delle organizzazioni sindacali e la mobilitazione si svolge «al di fuori delle fasce di garanzia stabilite per il trasporto regionale», perciò non sono previsti treni regionali garantiti. Trenitalia, invita i passeggeri a informarsi prima di partire. Insieme allo sciopero è previsto un presidio spontaneo in Piazza Medaglie d'Oro, antistante l'ingresso della stessa stazione con le lavoratrici e i lavoratori a partire dalle 10. Le stesse organizzazioni sindacali hanno anche chiesto un incontro in Prefettura sul tema della sicurezza nelle stazioni.
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini si è detto «profondamente addolorato» e ha espresso «affettuosa solidarietà alla famiglia della vittima e ai suoi colleghi». In una nota, il ministro, conferma di voler portare a 1.500 le donne e gli uomini in divisa di Fs Security.

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