La chiamata in piazza per il pianeta: il prossimo 5 dicembre ritorna la grande onda verde

Oltre dieci organizzazioni ambientaliste hanno deciso di fare un grande evento in piazza del Popolo a Roma per richiamare l'attenzione sulla crisi climatica
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October 23, 2026
La chiamata in piazza per il pianeta: il prossimo 5 dicembre ritorna la grande onda verde
Giovani in piazza contro il cambiamento climatico, in una manifestazione del 2015/ ANSA
"Andiamo in piazza perché abbiamo bisogno di un futuro". Dopo più di dieci anni dall’ultima grande manifestazione ambientalista,  il prossimo 5 dicembre più di dieci organizzazioni si incontreranno in piazza del Popolo a Roma per riportare in primo piano la questione climatica.
Dopo un'estate torrida, la più calda di sempre, che è solo un primo piccolo segnale di quello che sarà, il pianeta ha iniziato un declino che rischia di essere inarrestabile: sappiamo già che in cui alcune aree sarà invivibile per l’uomo che sarà costretto a muoversi in altri territori diversi. Oltre due miliardi di persone a rischio migrazione entro il 2070. I più piccoli di oggi pagheranno il prezzo più alto di questa crisi climatica che non hanno provocato loro. Il messaggio è forte e deve essere ascoltato.
Promossa da ASviS, Fondazione Symbola, Future Food Institute, Greenpeace Italia, Kyoto Club con i suoi Green Heroes, Legambiente, Marevivo, Venice Climate Week e WWF Italia, la manifestazione riunirà esponenti del mondo scientifico, dell’arte e della cultura, insieme ad amministratori locali, rappresentanti dei territori, del volontariato, delle imprese e delle nuove generazioni
Una piazza aperta a tutte e tutti, per parlare di clima a partire dalla sicurezza delle persone, dalle esperienze dei territori e dalle soluzioni già disponibili. "La Terra chiamò", è la manifestazione nazionale nata per riportare la crisi climatica al centro del dibattito pubblico dopo un’estate che ne ha mostrato ancora una volta gli effetti sulla salute, sui territori e sulla vita quotidiana.
Sul palco si incontreranno scienza, amministrazioni locali, volontariato, imprese, nuove generazioni, arte e cultura, insieme alle testimonianze di chi ha vissuto direttamente gli effetti del caldo estremo e degli altri eventi meteorologici dell’estate 2026. Al centro della giornata, le risposte già possibili alla crisi climatica e quattro richieste rivolte al Governo e alle forze politiche italiane: riportare il clima in cima all’agenda politica, riconoscendo la crisi climatica come una questione che riguarda la sicurezza del Paese; accelerare la mitigazione, abbandonando i combustibili fossili, aumentando la produzione da fonti rinnovabili e riducendo le emissioni; accelerare l’adattamento, proteggendo territori, mare e persone maggiormente esposte agli impatti di un clima che cambia; applicare il principio “chi inquina paga”, chiedendo alle aziende fossili di contribuire al finanziamento della transizione e delle politiche di adattamento. Nelle prossime settimane, le associazioni coinvolte lavoreranno per far confluire le richieste in un manifesto condiviso da presentare al Governo e alle forze politiche italiane.

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