In piazza arrivano le tende contro l'azzardo: «Il vero gioco crea comunità»

Domenica 34 Caritas diocesane promuovono “La tenda del buon gioco” contro la dipendenza da scommesse e slot. Don Marco Pagniello: «Piaga che porta a isolarsi e impoverisce»
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May 28, 2026
In piazza arrivano le tende contro l'azzardo: «Il vero gioco crea comunità»
Un ragazzo alle slot machine / SICILIANI
Uno degli slogan più diffusi tra le associazioni che si oppongono al grande e dannoso affare dell’azzardo, è «L’azzardo non è un gioco». Domenica 34 Caritas diocesane scendono in piazza per dimostrarlo concretamente con informazioni e giochi veri. È l’iniziativa “La tenda del buon gioco”, promossa da Caritas italiana nell’ambito del progetto “Vince chi smette”. Come ci spiega don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana. «È un’iniziativa di animazione per far conoscere i pericoli dell’azzardo e per dire che il gioco è altro, è ciò che crea comunità e non isolamento e impoverimento». La “Tenda” vuole dunque essere «un’occasione per far crescere la coscienza delle nostre comunità per poi essere sempre più massa critica per chiedere passi avanti al governo». Perché «aumentano sempre di più le persone che chiedono aiuto per disintossicarsi e questo richiederebbe più risorse».
Di fronte a questi drammi, «la via è quella che indica il Papa nella sua prima Enciclica, “sporcarci le mani”, formando e informando. Sono sempre i più deboli che ci cadono e quindi per noi è un dovere intervenire, non possiamo far finta di non sapere». Qualche esempio di quello che verrà proposto domenica. A Roma, l’iniziativa sarà dalle ore 9 alle 13, presso la parrocchia Santa Maria del Soccorso, in via Debussy 3, area di via Tiburtina, tra le più “affollate” dall’azzardo nella Capitale. «Sotto un gazebo – ci spiega Eleonora Fusco, coordinatrice del progetto – ci saranno dei tavoli con tanti giochi come “Concept”, “Effetto mandria”, “Dobble””. Sotto un altro gazebo giovani operatori pastorali della parrocchia illustreranno i risultati di una mappatura dell’azzardo sul territorio. La diocesi di Gaeta, come ci ricorda il direttore della Caritas, don Alfredo Micalusi, già da dieci anni fa attività in piazza per sensibilizzare sul tema. «Che è sempre più grave – avverte –. Nell’ultimo anno nel nostro territorio la spesa solo dell’azzardo on line è cresciuta di 60 milioni di euro. Sospettiamo che dietro ci siano le mafie». Così sotto le “tende” in piazza Aldo Moro a Formia i volontari della Caritas faranno un volantinaggio coi dati dell’azzardo sul territorio. Contemporaneamente saranno proposti giochi veri come dama, scacchi, campana, pallavolo, mentre l’associazione “Piccolo Principe” farà disegnare coi gessetti sui marciapiedi. Ad allietare la giornata le musiche dei ragazzi delle scuole superiori. «La risposta in questi anni è stata buona – sottolinea don Alfredo –. Abbiamo agganciato molte persone come problemi di azzardo e le abbiamo aiutate. Ci chiamano alcuni sindaci per andare anche da loro». Ma sono soprattutto i ragazzi ad essere coinvolti. Con storie imprevedibili. «Una ragazza si è messa a piangere. Ci ha detto che la sua famiglia ha una sala giochi. Lei vede le persone che si rovinano e ci ha detto che ha provato a farle smettere».
E di vittime ne incontrano anche gli operatori della Caritas della diocesi di Oppido-Palmi, in provincia di Reggio Calabria. «Per questo abbiamo preparato dei materiali informativi intitolati “Giocati dalla speranza”», ci spiega il direttore Michele Vomera. Saranno distribuiti a Taurianova, all’interno dell’evento Agrifest dove la Caritas ha uno stand sulle iniziative del Progetto Policoro. Saranno poi proposti giochi tradizionali. «Quelli in cui parli con un’altra persona e non con una macchina. E fai squadra, non sei solo». Sarà esposto anche un grande tabellone dove scrivere un pensiero e fare una foto, che poi sarà pubblicata sul sito della Caritas. Accanto un fumetto che racconta la storia di un ragazzo che riesce a uscire dal gioco patologico e dice: “La vera vittoria non è vincere soldi ma riprendersi la vita”».
Anche a Como, nel pieno centro storico, in piazza Piercesare Bordoli, la tenda dalle 11 alle 17 non sarà un semplice stand informativo, ma uno spazio aperto di ascolto e confronto, pensato per incontrare cittadini, famiglie e giovani, offrendo occasioni di dialogo e strumenti di accompagnamento. L’obiettivo, dice il direttore della Caritas diocesana Rossano Breda, «è contrastare la normalizzazione dell’azzardo, ormai diffusissimo».
Dall’autunno 2025 è stato attivato uno sportello, al Centro Cardinal Ferrari, si sono svolti un’ottantina di colloqui con giocatori e familiari. Parallelamente sono stati promossi incontri nelle parrocchie, nei Centri di ascolto, nelle scuole e nelle associazioni. Dal Nord all’estremo Sud, diocesi Ugento-Santa Maria di Leuca dove a Tricase la “Tenda” diventa “Smash all’azzardo e alle dipendenze”, con tornei di Mini tennis e Pickleball. Ci sarà poi un momento informativo con interventi del direttore della Caritas don Lucio Ciardo e un operatore del Serd. Ai ragazzi saranno distribuite delle fiches, come quelle che si usano a poker, e saranno invitati a inserirle, a loro scelta, dentro delle scatole che rappresentano altri tipi di spesa: istruzione, salute e cura, famiglia, anziani, giovani, sport, cultura.

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