Campobasso celebra "Giannino": il 90enne che cura le tombe dei bimbi mai nati

di Igor Traboni, Campobasso
Da oltre 25 anni, si occupa dell’area del cimitero dedicata ai piccoli morti subito dopo il parto o feti di aborti spontanei: 200 croci anonime. «Sono i miei bambini»
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May 28, 2026
Campobasso celebra "Giannino": il 90enne che cura le tombe dei bimbi mai nati
Il premio in Comune per "Giannino"
Anche ieri, di buon mattino e poi all’imbrunire, il signor Giovanni Curci, 90 anni, per tutti da sempre e semplicemente “Giannino”, ha raggiunto il cimitero di Campobasso per recarsi in un’area un po’ in disparte, un piccolo appezzamento di terreno dove – proprio nella nuda terra – sono sepolti i bambini nati prematuri e morti subito dopo, insieme ai feti di aborti spontanei. Quell’angolo, che più di qualcuno ha definito “di paradiso”, Giannino lo cura con amore da oltre un quarto di secolo volontariamente e, prima ancora, da dipendente comunale: sistema il terreno e i fiori che lui stesso ha piantato, innaffia dove c’è bisogno, toglie le foglie secche in autunno, pulisce le croci in legno dove nel frattempo ha apposto delle coccarde bianche che danno ancora più colore di purezza a questa porzione del cimitero, assieme alla ghiaia bianca dei vialetti che ripiana dove c’è bisogno, tra una sepoltura anonima e l’altra: sono circa 200 queste croci nel cimitero del capoluogo molisano, per altrettanti bambini che ogni mattina Giannino saluta con un “Buongiorno” e poi, alla sera, quando torna a casa, saluta di nuovo con un “Buona notte, adesso nonno va via, ma ci vediamo domani”.
Una dedizione amorevole, quella di Giannino, che l’altro ieri il Comune di Campobasso ha voluto omaggiare con il conferimento di una targa-ricordo, consegnata dalla sindaca Marialuisa Forte, con una motivazione che recita così: «L’Amministrazione comunale esprime profonda gratitudine a Giovanni “Giannino” Curci per la sua straordinaria umanità, per la dedizione silenziosa e costante con cui, da anni, custodisce il luogo della memoria e dona dignità alle tombe più fragili, quelle dei bambini mai nati. Nel suo gesto quotidiano, semplice e immenso, Giannino ha saputo trasformare il dolore in cura, la solitudine in presenza, il ricordo in amore. Il suo impegno volontario, che non conosce stagioni né festività, illumina il cimitero di Campobasso con la luce discreta della bontà autentica. L’albero di Natale che ogni anno dedica ai piccoli è diventato simbolo di tenerezza, rispetto e speranza. Per tutto questo, la Città gli è riconoscente e lo onora come esempio di valore umano, di servizio e di generosità senza misura».
La sindaca lo ha poi abbracciato, a nome di tutta la città, con un ringraziamento anche per il consigliere Gianluca Maroncelli, che per primo ha proposto il riconoscimento.
Per la cerimonia in Municipio, Giannino era accompagnato dalla figlia Raffaella, che – con il padre fuori di casa per altri impegni – ne racconta la sua gioia: «Non se lo aspettava questo riconoscimento, ma la cosa lo ha reso molto felice, era contento, anche per le tante telefonate che poi ha ricevuto da persone che hanno voluto congratularsi. E noi siamo molto fieri di lui. Ma neanche stavolta è voluto mancare all’appuntamento con quelli che chiama “i miei bambini”. Certe volte lo vediamo alzarsi alle 4, ma ci dice di non preoccuparci perché sta andando al cimitero a quell’ora che non fa tanto caldo. Passa dalla tomba di mia mamma e poi va dai suoi bambini. Qualche volta adesso lo accompagna mio marito Massimo, per aiutarlo un po’, perché l’età è quella che è. E magari questa cosa bella di pensare a quei bambini, può diventare una tradizione di famiglia…».
Di una bella famiglia, quella di Giannino, che ha anche altri tre figli: Pasquale, gemello di Raffaella, Amelia e Giuseppe, 6 nipoti (Daniele, Giovanni, Miriana, Giorgia, Federica, Valeria) e i pronipoti Isabel e Leonardo. E poi tutti i suoi “nipotini” acquisiti delle duecento coccarde bianche che, storia nella storia, un conoscente ha voluto regalargli quando ha saputo del desiderio di Giannino di abbellire così quei sepolcri. E curarli con amore: come ha fatto dal 1990 al 2001, prima del pensionamento, e ora fa volontariamente. Senza conoscere domeniche o feste e, anzi, festeggiando proprio con quei bambini, allestendo ogni anno un grande e colorato albero di Natale in quell’angolo di cimitero, che si illumina alla sera. Quando nonno Giannino va via, per tornare all’indomani.

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