Il sorvolo, le strette di mano, l'incontro coi bambini: Mattarella è stato a Niscemi
di Giulio Isola
Breve visita a sorpresa del capo dello Stato nella città sconvolta dalla frana: «Sono venuto qui per far vedere che il sostegno si mantiene alto». L'emozione degli sfollati: «Grazie presidente». E a scuola gli auguri alla piccola Gioia per il compleanno

A Niscemi, dove la terra continua a muoversi e le ferite restano aperte, è arrivato questa mattina il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una visita breve, ma densa nel significato politico e umano: la presenza dello Stato nel luogo in cui la fragilità del territorio si è trasformata in trauma collettivo . Dopo il sorvolo in elicottero dell’area interessata dal dissesto, il capo dello Stato ha raggiunto il centro cittadino, accolto dal sindaco Massimiliano Conti, dal vicario del prefetto di Caltanissetta e da una folla di cittadini radunati nella piazza davanti al municipio. Applausi lunghi, strette di mano, parole che oscillano tra gratitudine e richiesta di ascolto: «Grazie presidente», ma anche «Non si dimentichi di noi». In quelle voci, la consapevolezza di una comunità ferita che chiede continuità, non solo attenzione momentanea.

Accompagnato dal capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, da poco nominato commissario straordinario per l’emergenza, Mattarella ha effettuato un sopralluogo nella zona rossa, fino al Belvedere. Qui ha incontrato soccorritori, forze dell’ordine, vigili del fuoco e volontari impegnati nella gestione di una crisi che non si è ancora arrestata. Ai cittadini che gli raccontavano il proprio dramma, il presidente ha risposto con parole misurate e prive di retorica: «So che è difficile in queste condizioni. Qui c’erano gli affetti, c’era la vostra vita. Lo capisco bene. Per questo sono venuto qui, per far vedere che il sostegno si mantiene alto». Una frase che oggi trova un primo riscontro concreto con l’erogazione dei primi contributi economici – circa 800 euro a famiglia per 78 nuclei – destinati agli sfollati. Nel dialogo con i residenti, sono emerse storie che condensano il senso della perdita. Oxana, una giovane donna che abitava a pochi metri dalla frana, si è rivolta al capo dello Stato senza filtri: «Ho perso tutto. Non ho più niente, ho perso anche la mia identità». Un altro cittadino, stringendogli la mano, gli ha detto semplicemente: «Lei è il miglior presidente». A un'altra donna che chiedeva di intervenire con urgenza sulla Strada provinciale 11 – oggi unica via di accesso al paese – Mattarella ha risposto definendola «una priorità assoluta», ascoltando il racconto straziante di chi, su quella strada, ha perso una figlia di nove anni, Aurora, mostrando la sua fotografia.

La visita è poi proseguita nella scuola “Mario Gori”, uno dei plessi che ospitano provvisoriamente gli alunni degli istituti dichiarati inagibili dopo la frana. Qui hanno trovato posto alcune delle 31 classi sgomberate. È soprattutto in questo passaggio che la presenza del presidente ha assunto un valore simbolico forte. «All’inizio stentavo a crederci», ha raccontato la dirigente scolastica Licia Salerno. «Ero certa che sarebbe venuto a trovarci, ma l’emozione è stata grande. È stato molto umile, vicino. Ha rivolto l’attenzione soprattutto ai bambini: ci ha chiesto come stanno, come li stiamo aiutando, cosa facciamo per rendere questo momento il più sereno possibile. Ci ha detto: buon lavoro, andate avanti». Mattarella è entrato nelle aule, ha salutato gli alunni, ha incontrato anche alcuni bambini sfollati. I più piccoli, sorpresi, hanno risposto con un timido «buongiorno». Una bambina, Gioia, proprio oggi festeggiava il compleanno e glielo ha detto con orgoglio.

«Lo Stato è con noi», ripetono in molti a Niscemi. «La presenza del Presidente lo conferma». C’è incredulità, ma anche sollievo, tra i cittadini che lo hanno visto prima in piazza, poi nella zona rossa e infine a scuola. «Non ci aspettavamo di vederlo qui – dice una donna visibilmente commossa –. Non siamo soli». Conclusa la visita, il presidente ha lasciato Niscemi per Palermo, dove nel pomeriggio lo attende al Teatro Massimo la cerimonia per la IX Giornata dell’orgoglio dell’appartenenza all’Avvocatura e dell’accoglienza dei giovani.
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