Migranti, trovato un altro corpo senza vita a Pantelleria
Sale a 15 il bilancio dei cadaveri ritrovati sulla spiaggia. E altre sette persone recuperate su una spiaggia libica, tra loro anche tre bambini

Un altro corpo restituito dal mare nel Trapanese. Domenica, sugli scogli in località Bue Marino a Pantelleria, è stato ritrovato il cadavere di una persona, presumibilmente di sesso maschile. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale dell’isola nell’attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria competente.
Con questo ultimo ritrovamento sale a quindici – sei a Pantelleria, due a Custonaci, una a Trapani, una Marsala, una a Petrosino, una a San Vito Lo Capo e quattro in Calabria – il numero delle salme recuperate nelle ultime due settimane nelle acque e lungo le coste di Sicilia e Calabria. In alcuni casi sono stati recuperati già in stato di decomposizione. L'ultimo, il 19 febbraio sulla spiaggia di Torrazza, a Petrosino, comune a metà strada tra Marsala e Mazara del Vallo. Due giorni prima, invece, al tramonto, un altro nel mare di San Vito Lo Capo (Trapani). A notarlo è stato un pescatore che con la sua imbarcazione stava esplorando la costa per la prima battuta di pesca dopo giorni di bufera. E martedì sera, un altro di fronte Custonaci, sempre nel Trapanese. Andando ancora a ritroso, nella mattinata di domenica 15 febbraio, un altro di fronte la costa meridionale di Marsala: un uomo con giubbotto salvagente. Poi, altri cinque corpi senza vita, nel giro di pochi giorni, al largo dell'isola di Pantelleria. E lo scorso 5 febbraio, un altro corpo senza era emerso vicino l'isola della Colombia, di fronte il porto di Trapani. Altri quattro cadaveri sulle coste tirreniche del Vibonese e del Cosentino. Tutti possibili migranti annegati per il naufragio dei loro barconi a causa del maltempo (tra il 18 e il 21 gennaio anche il violento ciclone "Harry"), quasi sempre impossibile da identificare perché in stato di decomposizione o con parti del corpo divorate dai pesci. Spesso non si riesce a distinguere neppure il sesso.
Mezzaluna rossa: sette migranti trovati morti su una spiaggia
Sette migranti irregolari provenienti dall'Africa subsahariana sono stati trovati morti su una spiaggia a est della capitale libica, Tripoli. Lo ha riferito un operatore della Mezzaluna Rossa libica. Tra loro c'erano tre bambini, ha detto l'operatore, aggiungendo che probabilmente ci sono altri migranti morti che non sono ancora stati trovati. La Mezzaluna Rossa libica non ha fornito dettagli sulle circostanze della loro morte. L'organizzazione ha affermato in un comunicato di «aver recuperato sette corpi da una spiaggia a Qasr Al-Akhyar appartenenti a migranti irregolari».
I corpi sono stati trovati domenica a Qasr al-Akhyar, una città costiera a circa 73 chilometri a est di Tripoli, si legge nel comunicato. La Libia è un Paese di transito per migliaia di migranti che ogni anno tentano di raggiungere l'Europa. Secondo l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) delle Nazioni Unite, lo scorso anno oltre 2.100 migranti irregolari sono morti o sono scomparsi mentre tentavano di attraversare il Mar Mediterraneo verso l'Europa.
Oim: 501 morti o dispersi nel Mediterraneo centrale da inizio anno
Almeno 501 persone sono morte o risultano disperse sulla rotta del Mediterraneo centrale dall'inizio dell'anno al 21 febbraio. Lo rende noto l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) in Libia nel suo ultimo aggiornamento pubblicato su X. Nello stesso periodo, precisa l'agenzia dell'Onu, i migranti intercettati in mare e riportati in Libia sono stati 1075, di cui 917 uomini, 120 donne, 38 bambini.
L'appello di Semeka che ha perso il fratello in mare durante il ciclone Harry
Intanto proseguono gli appelli dei familiari e dei conoscenti dei dispersi in mare: fra loro ci sono anche i familiari di Amily, partito da Sfax nei giorni del ciclone Harry, nel mediterraneo. «Abbiamo parlato con Semeka (il fratello di Amily, ndr) - raccontano i volontari della Ong Refugees in Libya - che ha perso il fratello e la sorella in mare durante il ciclone Harry. Ci ha detto che è bloccata a Sfax, tra gli uliveti, dal 2023—aspettando, sopravvivendo, resistendo. Il 18 gennaio, suo fratello, insieme alla compagna Alpha Samoa (di 19 anni) e Samuela Johnson (di 24 anni), tentò di attraversare il Mar Mediterraneo diretto all'Italia. Da allora sono scomparsi». «Oggi, Semeka chiede alle autorità italiane di aiutare a identificare i corpi recentemente apparsi al largo delle coste siciliane. Sta chiedendo dei nomi. Sta chiedendo certezza. Sta chiedendo dignità» concludono
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