Il monito di Mattarella: «Fare della prevenzione un'attività permanente»

Il messaggio del Presidente della Repubblica alla 76^ Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, promossa dall'Anmil a Longarone
Google preferred source
October 11, 2026
Il monito di Mattarella: «Fare della prevenzione un'attività permanente»
Alcuni strumenti per la sicurezza dei lavoratori/ IMAGOECONOMICA
«Fare della prevenzione un'attività permanente, affinché nessun lavoro possa mettere in pericolo la vita di chi lo svolge». Questa «responsabilità non eludibile» in capo a «istituzioni e forze sociali», è il monito del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affidato al messaggio per la 76^ Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro promossa dall'Anmil, in programma a Longarone, in provincia di Belluno, a pochi giorni dal 63° anniversario della tragedia del Vajont. «La scelta di Longarone richiama uno dei più gravi disastri ambientali avvenuti nel nostro Paese - sottolinea il Presidente - e suona monito di quanto sia necessario porre la vita e la dignità di ciascuna persona al centro di ogni scelta, a partire da quelle collettive e da quelle che caratterizzano i contesti di produzione e di lavoro. La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro trova il suo fondamento nei principi della Costituzione - ricorda Mattarella -. Da essi discende un dovere concreto: intervenire sui rischi prima che si traducano in incidenti, attraverso una prevenzione efficace, una formazione adeguata e misure di protezione».
Anche per il presidente del Senato, Ignazio La Russa, «la sicurezza nei luoghi di lavoro deve rappresentare una priorità assoluta», perché «dietro ogni infortunio, dietro ogni vita spezzata o segnata da conseguenze permanenti, ci sono persone, famiglie e comunità che meritano attenzione, sostegno e risposte concrete». 
Sostegno e risposte reclamate da tempo dalle famiglie delle vittime del lavoro, ricorda il presidente dell'Anmil, Amedeo Bozzer, che torna a chiedere l'istituzione della Procura nazionale del lavoro e del reato di omicidio sul lavoro.  «Non si tratta di giustizialismo, bensì di inaugurare una nuova era di giustizia sociale che merita basi solide volte a ritrovare la perduta fiducia nella capacità dello Stato di tutelare la sicurezza dei lavoratori - sottolinea Bozzer -. Un’era che finalmente restituisca dignità alla salute e sicurezza dei lavoratori attraverso l’istituzione di una Procura Nazionale del Lavoro, capace di accentrare e uniformare le indagini in materia superando la deleteria frammentazione territoriale vigente, e guidata da una squadra di magistrati esperti della vastità tematica che la sicurezza del lavoro abbraccia. Una Procura che faccia finalmente scuola, reale e non solo di facciata», rincara il presidente Anmil.
Ma la Giustizia, quando si parla di vittime del lavoro, incontra ancora troppi ostacoli e lentezze, denuncia la presidente della Commissione parlamentare sulle condizioni del lavoro in Italia, Chiara Gribaudo. «È iniziato il processo per i cinque operai morti a Brandizzo e non ci sono nemmeno delle aule adeguate - denuncia la deputata del Partito democratico -. Forse bisognerebbe avere più rispetto per delle stragi plurime e dare delle aule consone perché siamo a un livello molto grave». «Serve un cambio radicale di approccio che non si basi esclusivamente sui provvedimenti, che sono sì utili, ma che devono nascere da un ascolto di chi vive il mondo del lavoro e soprattutto da chi raccoglie le esigenze e le istanze dei lavoratori - ricorda Gribaudo -. Non so che cosa debba ancora succedere perché vi sia un sussulto e uno scatto in avanti profondo nel Paese e nel tessuto economico. Dobbiamo mettere insieme più strumenti per rafforzare una formazione e una prevenzione di qualità e non gli attestatifici per ridare la centralità alle persone da tutelare. E poi c’è il grande elefante nella stanza - conclude -: bisogna dirci che qualcosa non sta funzionando nella catena degli appalti e soprattutto dei subappalti, dove si annidano i problemi maggiori, quindi è da lì che bisogna partire».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire
Temi