La strage di Crans e i punti ancora oscuri che l'inchiesta dovrà chiarire

La "missione" dell'esecutivo vallese la scorsa estate in Corsica, luogo d'origine dei titolari del Constellation, mai controllato in 5 anni. L'uomo, ex detenuto, comprò casa senza mutuo. E la compagna in fuga dall'incendio con la cassa
January 8, 2026
La strage di Crans e i punti ancora oscuri che l'inchiesta dovrà chiarire
Il memoriale davanti al bar "Le Constellation" / Afp
Nel giorno più triste, mentre a Roma, Milano e Bologna si dà l’ultimo addio ai ragazzi morti bruciati nel maledetto Constellation, in Svizzera iniziano a sollevarsi interrogativi pesanti. A cui le autorità elvetiche dovranno dare risposte cristalline ed esaurienti quanto prima. C’è una striscia di fatti che inizia a farsi imbarazzante (eufemismo), visto che si parla di una “tragedia” in cui sono morti 40 giovani e più di un centinaio sono in ospedale, alcuni dei quali gravissimi.
Senza avventurarsi in teoremi, e sottolineando il sacro principio della presunzione d'innocenza, ecco quanto emerso nelle ultime ore. Partiamo dall’ultima, delicata circostanza. Nell’estate scorsa, precisamente tra l’11 e il 14 agosto, l’intero Consiglio di Stato del Vallese, guidato dal presidente Mathias Reynard (che la mattina del 2 gennaio, insieme al vicepremier italiano Antonio Tajani ha pianto sul luogo della strage), si è recato in Corsica per un viaggio ufficiale. Sole, mare, cene e incontri con le autorità locali, incuranti della minaccia di una mafia corsa che proprio nei primi mesi del 2025 aveva rialzato la testa tra omicidi e affari illeciti. Una missione utilissima per imbastire (o rafforzare) i rapporti di amicizia e collaborazione con l'Isola di Napoleone, da cui però ogni tanto rischiano di arrivare ospiti un po' invadenti.
A Bastia e dintorni il Consiglio ha parlato di politica (federalismo), ambiente, gestione degli incendi (tragica ironia della sorte) e ovviamente investimenti economici. Un viaggio raccontato dal sito dello stesso Consiglio, che 4 mesi fa passò inosservato. Ma che ora, a posteriori, appare quantomeno come una coincidenza stonata, visto che per 5 anni nessuno ha effettuato controlli sulla regolarità del Constellation, di proprietà proprio di due coniugi corsi. A rivelare candidamente le omesse ispezioni (facendo infuriare le famiglie) è stato il sindaco di Crans-Montana, aggiungendo di non sapersi spiegare nemmeno lui il perché («Corruzione? Inimmaginabile» ha detto, scartando l'ipotesi avanzata da un cronista). Un legame, quello tra Corsica e Cantone Vallese, che adesso andrà necessariamente chiarito: con trasparenza, senza isterismi. Lo si deve alle vittime e alle loro famiglie. Tenendo conto anche del crescente allarme su riciclaggio e corruzione contenuto nella “Strategia della Svizzera per la lotta alla criminalità organizzata" messa a punto dal Consiglio federale a dicembre. Il documento punta il dito contro le mafie d'importazione, sempre più attratte dal business del turismo. Fanno rumore anche le affermazioni di Sebastien Fanti, legale di alcuni familiari delle vittime. L'avvocato, che per 9 anni ha lavorato nell'amministrazione cantonale e si è occupato di diversi casi di corruzione, ha chiesto l'arresto dei titolari del Constellation e di alcuni funzionari locali. "Ma non accadrà - ha sibilato - perché qui giocano tutti a golf insieme...". Poi ha puntato il dito contro Jacques Moretti, avanzando pesanti dubbi sulle origini delle sue fortune. "Ho 54 anni, lavoro come avvocato da 26 e ho un'ipoteca su ogni immobile che possiedo: non conosco un solo cliente straniero che si stabilisca in Svizzera senza accendere un mutuo. Mentre il signor Moretti viene a Crans-Montana e acquista immobili per un valore di tre milioni di franchi in contanti" ha aggiunto l'avvocato. Difficile capire da dove venissero quei soldi, visto che nel Vallese non esiste un sistema di tracciamento del denaro.
Quel che si sa è che i Moretti’s erano i principi delle serate notturne: nel loro piccolo impero figurano infatti anche il Vieux Chalet, la Petite Maison e Le Senso. Parte della stampa elvetica, ben informata sui delicati segreti finanziari della Confederazione, si sta soffermando sul milieu dorato frequentato dai due, saliti sui monti appena una decina d’anni fa e subito apprezzati da molti: imprenditori, professionisti, anche politici. Niente di strano, in un posto dove si è soliti pasteggiare a ostriche, caviale e champagne. Tuttavia il sito investigativo di Zurigo (in lingua tedesca) Insideparadeplatz sostiene che lo shopping dei Moretti sulle Alpi svizzere iniziò con il botto: i due comprarono una casa nella vicina Lens, valore stimato 880 mila euro, senza bisogno di mutuo. Niente male, per un ex detenuto: il 49enne Jacques Moretti infatti è stato in carcere in Alta Savoia (Sud della Francia) per 4 mesi nel 2008, portandosene dietro altri 8 con la condizionale. L’accusa: sfruttamento della prostituzione. Prima era stato anche coinvolto in indagini per truffa e persino sequestro di persona. Un passato nebuloso, che però riecheggia nel freschissimo presente: due giorni fa due troupe della Rai sono state aggredite da alcuni energumeni fuori dai suoi locali. Non risulta che la polizia li abbia identificati, nonostante la stessa sorte fosse capitata poco prima a due giornalisti svizzeri. Metodi che ricordano certe vecchie “tradizioni” corse, quando persino siciliani e marsigliesi si sentivano in soggezione.
Ci sarebbe parecchio da dire anche su lady Jessica Moretti (Maric da nubile), nata in Costa Azzurra ma cresciuta pure lei sull’Isola. Studi in economia, master all’estero, è il cervello fine della premiata ditta, esperta in meccanismi finanziari e gestionali. Basterà però un’immagine, quella ripresa dalle telecamere, con lei che – pare – si allontana dal rogo con l’incasso della serata stretto tra le mani. Lasciandosi dietro duecento giovani corpi in fiamme.

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