Il giallo del furto di Fentanyl all’Ospedale israelitico
e i timori di Palazzo Chigi

Il 24 giugno sono sparite 80 fiale del farmaco (con cui si potrebbero realizzare fino a "20mila dosi" di stupefacente). Erano custodite
in una cassaforte, aperta con la chiave, il che fa ipotizzare un basista. Mentre i carabinieri del Nas e la procura capitolina indagano, il Governo vuole vederci chiaro
Google preferred source
July 3, 2026
Il giallo del furto di Fentanyl all’Ospedale israelitico
e i timori di Palazzo Chigi
L’ospedale Israelitico a Roma dove sono state rubate le fiale di Fentanyl/ Ansa
Finora, nonostante da un paio d’anni la preoccupazione fosse alta anche in Italia, lo spettro mortifero del Fentanyl non aveva preso corpo. Timori tanti, viste le caratteristiche letali del farmaco se usato fuori dal controllo medico, ma segnalazioni poche. Ora però l’allarme è di quelli seri, da non sottovalutare, visto che dalla cassaforte dei farmaci dell’Ospedale israelitico sono sparite 80 fiale del potente farmaco antidolorifico, con le quali potrebbero essere confezionate, secondo quanto riferito dagli esperti a Palazzo Chigi, fino a «20mila dosi». La Procura di Roma ha avviato un’indagine per furto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, la cui delega è stata affidata ai carabinieri del Comando provinciale e del Nas. Nel frattempo, il Governo ha immediatamente acceso un faro sulla vicenda, tenendo una riunione pomeridiana a Palazzo Chigi. E in serata il ministero della Salute ha attivato i propri ispettori, in parallelo con l’emissione di una nuova circolare per potenziare i controlli.
La cassaforte aperta con
la chiave e l’ipotesi di un basista
Le fiale sono state trafugate dalla farmacia dell’Ospedale israelitico, a Roma. Il furto sarebbe avvenuto da almeno una decina di giorni, dato che la responsabile della farmacia ha segnalato la sparizione delle fiale ai Carabinieri il 24 giugno: «Ho sporto la denuncia, ma non mi so spiegare come sia potuta succedere una cosa simile. Abbiamo sempre svolto tutti i controlli necessari», ha affermato. Secondo fonti investigative, sulla cassaforte non sarebbero evidenti segni di scasso. Potrebbe essere aperta con la chiave., il che non farebbe escludere l’ipotesi di una “talpa” interna o di un basista. Nel locale dove era custodita, non sarebbero state attivate videocamere, previste per legge. Gli investigatori hanno ascoltato gli addetti della struttura: erano in tutto una decina coloro che avevano accesso alla chiave della cassaforte, oltre al guardiano notturno. Inoltre, i carabinieri avrebbero sentito alcune persone che tra il 22 e il 24 giugno hanno avuto accesso all'interno della farmacia, per effettuare pulizie o altri lavori. Ai magistrati di piazzale Clodio è stata trasmessa una prima informativa sull’episodio. Fra le ipotesi, ci sarebbe quella di un furto su commissione con l’intento di rivendere le fiale sul mercato nero, per ricavarne fino a 20mila dosi (anche se altri esperti ipotizzano un quantitativo minore, fino a un migliaio, se i trafficanti volessero tenere alta la quantità di principio attivo). Ma i carabinieri, che definiscono «grave» l’episodio, intendono ricostruire tutta la filiera del medicinale.
Riunione straordinaria a Palazzo Chigi
La notizia è stata trasmessa al ministero della Salute e a Palazzo Chigi, dove ha sede il Dipartimento delle politiche contro la droga e dove il sottosegretario Alfredo Mantovano da tempo auspica la massima attenzione al Fentanyl, potente oppiaceo utilizzato nella terapia del dolore, ma anche una delle droghe sintetiche più pericolose , con effetti decine di volte superiori a quelli della morfina e letale anche in minime quantità, tanto che negli Usa ha mietuto in questi anni centinaia di migliaia di vittime da overdose. Nel pomeriggio, a Palazzo Chigi è stata convocata una riunione d'urgenza, presieduta proprio da Mantovano e a cui hanno preso parte il capo di Gabinetto del ministero della Salute, il direttore della direzione generale per i Servizi antidroga, il direttore generale della direzione Salute della Regione Lazio e i dirigenti del Dipartimento per le politiche contro le dipendenze della Presidenza del Consiglio. «Filtra forte allarme per il comportamento irresponsabile di chi è chiamato a garantire la sicurezza di tali sostanze, nonostante siano previste regole rigorose per l’accesso e la custodia di esse», è quanto hanno fatto filtrare alcune fonti di Palazzo.
Il Piano nazionale di due anni fa e l'irrigidimento dei controlli
Nel marzo 2024, il Governo ha varato un «Piano nazionale di prevenzione contro l'uso improprio di fentanyl e di altri oppioidi sintetici»' adottato per evitare in Italia un'emergenza simile a quella in corso negli Stati Uniti. Fra le misure principali, prevede il rafforzamento dei controlli sulla filiera e l'obbligo di conservare i farmaci a base di fentanyl in armadi blindati o in casseforti con sistemi di videosorveglianza e inventari periodici. Ieri la Regione Lazio ha disposto una visita ispettiva straordinaria nella farmacia ospedaliera e chiesto a tutte le Asl «di verificare la corretta gestione degli stupefacenti». Nei prossimi giorni, sarà riconvocato a Palazzo Chigi il tavolo di monitoraggio sull’attuazione del Piano anti-fentanyl. «Non bisogna farsi trovare impreparati», aveva ammonito due anni Mantovano in tv. Ora bisognerà accertare se e dove c’è stata una falla.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire
Temi