Indottrinamento islamico in aula? Valditara trova solo dialogo interreligioso

Per rispondere al deputato vannacciano Rossano Sasso, il ministero dell'Istruzione ha avviato una ispezione. Ma il risultato è stato un buco nell'acqua: solo sette progetti in Italia, proposti perlopiù da cattolici
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July 3, 2026
Indottrinamento islamico in aula? Valditara trova solo dialogo interreligioso
Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara / ANSA
Per rispondere a un dubbio sollevato dal deputato Rossano Sasso, eletto tra le fila della Lega e ora passato a Futuro nazionale di Roberto Vannacci, il ministero dell’Istruzione ha interrogato tutti gli uffici scolastici regionali italiani e oltre 7.000 istituti, alla ricerca di tracce di «indottrinamento islamico» nelle nostre aule. Il risultato è stato un buco nell’acqua: solo sette sono i casi «riconducibili alla fattispecie», come li definisce in una nota lo stesso Ministero. Si tratta, in sostanza, di incontri con imam: due inseriti all’interno di percorsi di Educazione civica e cinque organizzati direttamente da insegnanti di religione cattolica. Lo scopo, in nessun caso, aveva qualcosa a che fare con «l’indottrinamento islamico»: le lezioni – ammette il Ministero nella nota – facevano parte «di percorsi dedicati alla conoscenza delle religioni monoteiste». Con un chiaro intento educativo: «Promuovere il dialogo interreligioso».
Nella risoluzione che ha dato il via all’ispezione del Ministero, il deputato Sasso sollevava il dubbio che gli studenti italiani siano vittime «di un corposo tentativo di strumentalizzazione da parte di alcuni gruppi di pressione, che vorrebbero superare il dibattito sociale e politico per indottrinare gli studenti con principi non riconosciuti dallo Stato». Quali sono questi principi? In pratica, «la Sharia» che, nella definizione del deputato vannacciano, è «la legge islamica totalmente in contrasto con le leggi italiane». L’indottrinamento islamico nelle scuole italiane sarebbe tanto minaccioso da far concludere al parlamentare che anche «la libertà di insegnamento non può essere considerata assoluta» a fronte di «iniziative che incitano all’odio e alla violenza». Eppure, nessuno dei progetti censiti dal ministro Giuseppe Valditara aveva scopi diversi da quelli didattici. Perdipiù, come certifica il Dicastero, in tutti i casi i genitori erano stati «pienamente informati» e le attività didattiche sempre «preventivamente approvate». In altre parole, quest’anno le “lezioni in moschea” sono state pochissime – 7 a fronte di circa 400mila studenti provenienti da Paesi a maggioranza islamica – e sempre desiderate da docenti e famiglie.
Le opposizioni hanno contestato al Ministero anche le modalità del monitoraggio. «Il ministro Valditara continua nell'opera di schedatura delle scuole italiane», lamenta la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti. La sottosegretaria del Ministero Paola Frassinetti, però, ridimensiona: «Trovo fuori luogo chi parla di fantomatiche schedature». In ogni caso, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’indagine di Valditara ha mostrato chiaramente che le scuole italiane non rischiano ancora alcun indottrinamento islamico. Ma forse per dirlo - e per rispondere al deputato di "Futuro nazionale" - non serviva davvero un’ispezione.

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