«Mi chiamo Andrea e sono un campione di paraciclismo. Vi lancio la mia sfida alla Forrest Gump»

Andrea Pusateri a 4 anni perse la mamma che lo aveva salvato da un incidente, in cui rimase con una gamba sola. L'atleta 33enne da oggi al 17 agosto correrà la “Beyond Limits”. «Partirò da 42 città d'Italia e spero di voltarmi e vedere che c'è qualcuno che mi segue in questo fantastico viaggio. Ciò che ti manca nella vita può diventare un'opportunità»
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July 3, 2026
«Mi chiamo Andrea e sono un campione di paraciclismo. Vi lancio la mia sfida alla Forrest Gump»
Andrea Pusateri, 33 anni, campione di paraciclismo: da oggi al 17 agosto correrà per tutta l'Italia la sua seconda "Beyond Limits 2026"
«Ciò che non ti uccide ti rende più forte». La massima di Nietzsche, Andrea Pusateri, 33enne campione di paraciclismo di Triuggio, Brianza, l’ha fatta sua fin da piccolo. A 4 anni in un incidente alla stazione ferroviaria di Monza venne salvato dalla madre, la signora Elena Scarsella, che poi perse la vita nella tragica circostanza. Andrea, oltre alla mamma, quel maledetto giorno del ’97 perse entrambi gli arti inferiori, ma la gamba sinistra poi gli venne reimpiantata dal professor Marco Lanzetta. Un colpo tremendo che Pusateri ha raccontato nel libro "I limiti non esistono - Le sfide che hanno cambiato la mia vita" (Piemme). L’autobiografia in cui fa i conti con una vita spericolata, quasi alla Vasco Rossi delle due ruote. Una vita che l’ha visto cadere ancora, ma anche rialzarsi sempre e subito, con il sorriso. A renderlo più forte e a canalizzare quella che lui chiama «la rabbia dentro che avevo contro tutto il mondo» è stato il paraciclismo, sport in cui è stato il n°1 italiano per dieci volte oltre a collezionare, tra i vari successi internazionali, anche cinque podi in Coppa del Mondo. Il 6 marzo 2015 un’altra caduta poteva essergli letale: scivola dalla bici durante un allenamento e viene trasportato all’ospedale di Varese in gravi condizioni. «Per le numerose ferite che avevo riportato sono rimasto in coma farmacologico per una settimana. Ma tre mesi dopo, a Maniago, vinsi la mia prima medaglia d’oro in Coppa del Mondo», ricorda con la giusta fierezza questo fuoriclasse di tenacia che, oltre al paraciclismo, ora si dedica anche al triathlon, alle sfide da Ironman.
«Dal 2023 faccio anche le gare di gran fondo con i normodotati. Non ho mai avvertito il senso di disabilità e ho sviluppato fin da piccolo una filosofia che è quella del “non ci sono limiti”. Lo spirito agonistico che mi viene da dentro sprigiona quell’adrenalina che mi aiuta sempre ad arrivare fino in fondo agli obiettivi che mi prefiggo». Tenace e carismatico Andrea, che ha stregato i dirigenti della federciclismo di Taiwan con cui collabora da tempo. «I mesi invernali li passo tra Taiwan, Dubai e gli Emirati Arabi, dove mi alleno, gareggio e cerco di fare la mia parte da ambasciatore dello “sport senza limiti”. Dopo tanti anni, correre ancora a 40 km orari in bicicletta lo faccio essenzialmente per mandare un messaggio a tutti quelli che con una disabilità si sono arresi, e si sbagliano, perché l’unico limite è quello che ci diamo noi stessi. Io ho scoperto che senza una gamba posso correre più forte di tanti normodotati. Ciò che ti manca nella vita può diventare un’opportunità per migliorarti, come persona ancor prima che come atleta». A credere nei suoi progetti illimitati è stata la premiata ditta Rovagnati «che ringrazierò sempre – dice Andrea - perché Rovagnati è stato il primo sponsor in Italia a darmi fiducia». Per chi è cresciuto con i telequiz di Mike Bongiorno, Rovagnati è sinonimo di “Gran Biscotto”, lo spot vincente gridato con allegria nella trasmissione cult della Ruota della fortuna. Erano gli anni ’90 e oggi Rovagnati ha puntato esclusivamente sulle due ruote della bici di Andrea Pusateri di cui è stato official partner nelle ultime due edizioni del Giro E, l’Exclusive e-bike experience che si svolge nei giorni e sulle strade del Giro d’Italia. «Quest’anno ero l’unico paraciclista a prendere parte al Giro E 2026. Non è andata benissimo, solo sesti classificati, rispetto all’anno precedente quando da capitano della Rovagnati siamo arrivati sul podio e abbiamo anche conquistato la maglia verde di Trenitalia».
E ora è tempo di un’altra impresa senza limiti e confini, quanto meno apparenti, la seconda edizione del Beyond Limits 2026. «È un’idea partorita assieme alla mia compagna, Erica Delli Carri. Lo scorso anno sono partito dall’ambasciata italiana di Dublino e in 16 giorni ho percorso 2.700 km, tutti documentati e condivisi sui social con un botto di contatti che ci hanno spinti a riprovare l’esperienza. Inizialmente avevamo pensato a un viaggio alla “Forrest Gump” sulle strade e le alture degli Stati Uniti, ma vista l’aria che tira, la politica bellica e di chiusura nei confronti di noi europei da parte del presidente Trump, abbiamo felicemente ripiegato sull’Italia».
Andrea oggi partirà da Livigno per arrivare al traguardo finale fissato sempre a Livigno, il 17 agosto. «Sono 42 città di partenza e altrettante di arrivo per un tracciato nazionale — solo la Sardegna esclusa per motivi di trasporto — di circa 6mila chilometri che coprirò in 42 giorni. L’effetto “Forrest Gump”, voltarmi e vedere che c’è qualcuno che mi segue in questo fantastico viaggio, mi piacerebbe si verificasse anche qui nel nostro Paese. Alla prima tappa del 3 luglio, Livigno-Varese, mi hanno già scritto dieci ciclisti che mi accompagneranno per quel tratto. Andrò a salutare anche papa Leone XIV? No, l’arrivo romano sarà a Lido di Ostia. Un luogo che mi farà piacere rivedere è Frigole nel Salento, lì d’estate affittavamo la casa al mare con i nonni, e poi passerò anche da Cefalù, dove è nato mio padre, Pasquale, che mi seguirà a distanza».
A distanza, ma molto ravvicinata, e con il logo stampato sulla maglia, lo seguiranno anche i suoi primi tifosi, la famiglia Rovagnati. «Siamo felici di essere al fianco anche in questa seconda edizione di Beyond Limits e di associare il nome della nostra azienda a un’iniziativa che interpreta in modo autentico valori nei quali crediamo profondamente: impegno, dedizione, inclusione e amore per lo sport. Andrea rappresenta un esempio concreto di come passione e perseveranza possano trasformare ogni ostacolo in opportunità. Per questo sosteniamo ancora una sfida così ambiziosa e significativa». Andrea scende dalla bici per l’ultimo allenamento prima del Beyond 2026 e già pensa alla prossima edizione, in cui spera che Rovagnati lo seguirà ancora: «Con Erica abbiamo già programmato Emirati Arabi 2027, Giappone 2028, Cina 2029. E poi – sorride divertito Pusateri –, sperando che non ci sia più Trump nei paraggi, il Beyond 2030 si correrà negli Stati Uniti».

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