I trucchi non funzionano più: storie di anziani che sventano le truffe

Le campagne di sensibilizzazione iniziano a lasciare il segno: i pensionati si fidano sempre meno di chi bussa alla loro porta. A Torino una 85enne ha sventato per la seconda volta un tentativo di raggiro e fatto arrestare il malvivente
May 5, 2026
I trucchi non funzionano più: storie di anziani che sventano le truffe
Tempi duri per i truffatori. Anni di campagne di sensibilizzazione portate avanti dalle forze dell’ordine stanno iniziando a dare i loro frutti: gli italiani hanno imparato l’arte di fiutare l’inganno, riuscendo sempre più spesso a smascherare la messinscena dei furboni di turno. Come a Monteriggioni alcuni giorni fa, dove un 18enne è stato arrestato in flagranza per truffa aggravata. Il giovane, spacciandosi per carabiniere, ha chiamato una 71enne avvisandola che il marito era in caserma con un’accusa di rapina. Per scagionarlo, ha insistito, sarebbe stato necessario versare una cauzione. Mentre però il truffatore si stava recando a casa della donna per ritirare il malloppo, lei si è insospettita e ha chiamato i carabinieri, quelli veri. Il trucco di spacciarsi per un tutore dell’ordine, assai inflazionato nell’ultimo periodo, stavolta non ha funzionato. Merito di una maggior consapevolezza sociale, maturata anche e soprattutto tra gli anziani, vittime predilette dei malviventi.
L’ultima rivincita sull’illegalità si è consumata a Torino: una 85enne ha ricevuto la telefonata da un uomo che qualificandosi come medico la informava di una grave malattia diagnosticata al figlio, curabile solo attraverso un intervento chirurgico la cui spesa, di ben 120 mila euro, poteva parzialmente essere coperta consegnando l’oro in suo possesso. Peccato che la pensionata non avesse mai avuto figli maschi ma solo una figlia, che ha subito provveduto ad allertare. La donna, a sua volta, ha chiamato i carabinieri, che hanno suggerito di stare al gioco per incastrare l’individuo e i suoi eventuali complici. Così è stato. Nel corso della successiva telefonata la nonnina ha simulato confusione e agitazione, soprattutto quando il finto medico le ha passato il presunto figlio. Quest’ultimo, ostentando estrema ansia e preoccupazione, le comunicava che da lì a poco sarebbe passata da casa una donna per ritirare i gioielli necessari a finanziare l’operazione. Ma quando la complice, una 41enne polacca, si è presentata nell’abitazione, ha trovato ad attenderla i militari, che l’hanno arrestata con le classiche mani nel sacco. Va detto che stavolta i truffatori hanno scelto decisamente la persona sbagliata: l’85enne era infatti già stata vittima di un altro tentativo di truffa risalente al febbraio 2024 e anche in quell’occasione, grazie alla sua lucidità, aveva consentito l’arresto di un cittadino tedesco di 18 anni.
È andata malissimo anche a un 54enne napoletano, che a Pistoia un paio di settimane fa ha contattato un ignaro cittadino per comunicargli un inesistente provvedimento giudiziario a suo carico. La vittima designata non ha però abboccato e ha chiamato prontamente il 112, permettendo alla polizia di individuare e denunciare il 54enne, risultato gravato da diversi precedenti. Sempre nella città toscana, un tunisino 19enne, irregolare, ha simulato una “perquisizione urgente” nella casa di un 88enne, riuscendo a farsi consegnare oro e contanti per 25 mila euro. Non appena uscito in strada, però, è stato intercettato da una pattuglia impegnata proprio nell’attività anti truffa.
Il business insomma prosegue, ma gli italiani stanno finalmente attivando gli anticorpi: riuscire a beffarli si sta rivelando un gioco molto più complicato di prima. La sfida però continua, perché i truffatori elaborano continuamente nuove tecniche. L’ultimo esempio a Termini Imerese, vicino a Palermo, dove la polizia ha sventato un nuovo raggiro. La vittima si è presentata in commissariato raccontando di essere stato ripetutamente contattato telefonicamente da sedicenti operatori bancari ed esponenti delle forze dell'ordine che, attraverso una tecnica di manipolazione psicologica detta “engineering”, lo avevano convinto a riscuotere un buono fruttifero da 25mila e ad accreditare la somma sul proprio conto corrente, per poi provare a convincerlo che si era trattato di un errore e che perciò doveva “restituire” la cifra a un Iban di comodo. Ma l’uomo non si è fidato e ha avvisato gli agenti, che di concerto con le Poste hanno messo al riparo i i suoi risparmi.

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