Milano, parcheggi selvaggi. L'appello dell'Unione ciechi: «Più sicurezza per i non vedenti»

Si moltiplicano gli incidenti dovuti a ostacoli su marciapiedi e attraversamenti. A settembre giornata di sensibilizzazione. «Contrastare la superficialità si può»
May 4, 2026
Milano, parcheggi selvaggi. L'appello dell'Unione ciechi: «Più sicurezza per i non vedenti»
Giornata nazionale dei cani guida / IMAGOECONOMICA
Un «accorato appello» al sindaco per la sicurezza dei cittadini disabili visivi. E un appuntamento a settembre: le celebrazioni per la Giornata nazionale dei cani guida saranno l’occasione per reclamare una maggiore attenzione da parte della collettività verso chi non ha la vista. Ovvero, una minore «superficialità». Che è il tema centrale portato alla luce dalla lettera indirizzata a Giuseppe Sala da chi ogni giorno, e massimamente negli ultimi anni, trova ostacoli o inciampi sulla propria strada. E che «a gran voce» e «all’unanimità», durante i lavori dell’Assemblea annuale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Milano, ha votato una mozione per denunciare al sindaco «le tante difficoltà e i tanti timori circa quella che è diventata l’impossibilità a muoversi in sicurezza nel territorio cittadino senza l’aiuto costante di una persona che sempre li accompagni».
Il picco dei disagi, dopo il crescendo degli ultimi anni, «è stato durante le Paralimpiadi», spiega il presidente dell’Unione, Alberto Piovani. Proprio nel momento in cui da Milano si comunicava al resto del mondo il valore dell’inclusione e dell’accessibilità, sui suoi marciapiedi si scontravano – letteralmente – il diritto alla mobilità con quello alla sicurezza.
Monopattini, motocicli, autovetture, biciclette, dehors, lavori: «ostacoli di ogni genere presenti sui marciapiedi, sugli attraversamenti e in zone ritenute fino al giorno prima sicure, rendono ogni spostamento una quotidiana scommessa per la propria incolumità vanificando l’impegno e gli sforzi intrapresi dalla sua Amministrazione fino a riportare i termini “accessibilità” e “inclusività” a semplici concetti astratti e per nulla rispondenti alla realtà di Milano», dice la lettera al sindaco.
Se chiunque, ogni giorno, vede monopattini e bici “parcheggiati” su marciapiedi e attraversamenti o macchine o montacarichi fermi con le ruote sugli spazi pedonali, e se per un normovedente questa è al massimo una scocciatura, chi è cieco o ipovedente rischia, come è successo, «di farsi davvero male». Il bastone non basta, perché non rileva, ad esempio, i montacarichi sollevati. Un trauma cranico è stato, finora, l’evento più grave occorso, ma le segnalazioni alla Polizia locale sono all’ordine del giorno. Arrivano da ogni parte della città (l’ultimo accesso al Pronto soccorso è stato per una caduta in zona Gambara: un monopattino lasciato di traverso e costato al malcapitato cinque punti in testa), la circostanza frustrante è che la maggior parte delle chiamate ai vigili arrivano dalla sede dell’Unione, in via Mozart, o dall’Istituto dei ciechi di via Vivaio, a pochi passi dalla Prefettura. Mete quotidianamente tra le più frequentate dai non vedenti e da chi a vario titolo deve raggiungere le due istituzioni. Ma «le segnalazioni restano lettera morta, mentre per il parcheggio selvaggio, solo nei membri dell’associazione, abbiamo registrato due casi di feriti gravi». I casi di cadute con esiti più lievi vengono spesso portati all’attenzione del personale sanitario dell’Rsa dell’Istituto dei ciechi. Purtroppo, non tutti hanno la fortuna di avere un accompagnatore, o un cane guida.
Il problema non sono i monopattini in sé, le bici elettriche, o una mobilità sempre più capillare: Piovani lo sottolinea chiaramente. Ma una più generale mancanza di senso civico. Da qui la richiesta al sindaco Giuseppe Sala non solo di «sensibilizzare gli uffici preposti, specialmente quelli della Polizia locale, affinché intervengano con maggiore sollecitudine in presenza di segnalazioni, troppo spesso inevase». Ma di un opera di «convincimento» verso la cittadinanza affinché prenda coscienza dei disagi e dei pericoli che spesso per distrazione o per «estrema superficialità» provoca nei confronti dei più fragili.
Gli strumenti sarebbero tanti. Dalle multe alla revisione della normativa per le concessioni dei mezzi leggeri in sharing, ma anche più controllo dei vigili. Da parte sua l’Unione italiana dei ciechi e ipovedenti di Milano Ets Aps va nelle scuole che ne fanno richiesta per parlare ai più giovani, fin da piccoli, delle tante sfide quotidiane di chi non ci vede. E del delicato equilibrio che s’instaura e va ricercato nella coesistenza dei diritti di cittadinanza. Un’opera meritoria perseguita anche dalla mostra Dialogo nel buio, che ospita regolarmente le scolaresche di Milano e non solo.  «Ci vorrà tempo», ma è fiducioso, il presidente Uici, che Milano, sempre più smart, possa davvero crescere, oltre che in bellezza e mobilità, anche in inclusione, «partendo dai più giovani che acquisiscono competenze e conoscenze».
Le esperienze, le testimonianze e le buone pratiche dedicate all’«autonomia» e alla «libertà» delle persone non vedenti saranno al centro, alla presenza delle istituzioni, della prossima Giornata dei cani guida.

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