I nuovi corsi di specializzazione per il sostegno rispetteranno il fabbisogno di docenti

Il ministero dell'Università ha fissato a quota 30.241 i percorsi per l'anno scolastico 2025/26. Per Cisl scuola si tratta di una cifra «soddisfacente»
April 23, 2026
I nuovi corsi di specializzazione per il sostegno rispetteranno il fabbisogno di docenti
ANSA
Il ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) ha fissato il fabbisogno nazionale di percorsi di specializzazione per il sostegno a 30.241 posti. Si tratta, di fatto, del numero di nuovi docenti che serviranno per il supporto alla didattica degli alunni con disabilità: per l’anno scolastico 2025/26, in particolare, il dicastero non ha previsto percorsi per il sostegno alla scuola secondaria di secondo grado, che conta già un numero alto di insegnanti specializzati. Il sindacato Cisl scuola ha accolto con favore la quota fissata dal Mur: «Finalmente questa volta registriamo una ragionevole coerenza tra fabbisogno e offerta di percorsi – sostiene la segretaria generale Ivana Barbacci –. La Cisl scuola ha evidenziato ripetutamente, negli scorsi anni, la carenza di docenti specializzati sul sostegno soprattutto nella scuola primaria e in particolari aree del Paese. L’offerta di percorsi si concentrava invece su regioni e ordini dove il fabbisogno era in linea con le esigenze dei territori, perpetuando squilibri incomprensibili e non giustificati».
La regione per cui il Ministero ha previsto il maggior numero di percorsi è la Lombardia (6.903), seguita da Piemonte (4.378) ed Emilia-Romagna (3.851). Le meno fornite, invece, sono Molise (47) e Basilicata (65). La maggior parte dei posti sono rivolti alle scuole primarie (21.202), seguite dall’infanzia (4.809) e le secondarie di primo grado (4.230). La preoccupazione del sindacato adesso è rivolta all’effettiva attuazione dei percorsi negli atenei: «Quest'anno finalmente troviamo l’offerta in linea con il fabbisogno evidenziato dal ministero dell’Istruzione: mi auguro ora che le Università dei territori che registrano il più alto numero di percorsi li rendano concretamente disponibili», chiosa Barbacci.
Il nodo da sciogliere in tema di didattica agli alunni con disabilità, però, resta la continuità dei docenti di sostegno. Attualmente i posti istituiti in deroga sono oltre 100mila in tutta Italia. «Servono, dunque, interventi che consentano di trasformarli in posti stabili – continua la segretaria di Cisl scuola –. Non è risolutivo dei problemi il solo incremento di 2mila posti realizzato negli ultimi due anni». Al centro delle richieste di Cisl scuola è anche la superazione del numero chiuso, almeno in alcune aree del Paese. «Serve anche una riforma della formazione iniziale universitaria per la scuola primaria e dell'infanzia – conclude Barbacci –, prevedendo che si consegua la specializzazione sul sostegno all'interno della laurea quinquennale in Scienze della formazione primaria, superando anche il numero chiuso a fronte della difficoltà crescente che si registra nelle scuole di alcune aree del Paese di reperire maestri in possesso del titolo».
Adesso la palla passa agli atenei, chiamati ad attivare i corsi di specializzazione per l’undicesimo ciclo, ma ai percorsi potranno essere ammessi in sovrannumero anche gli idonei del decimo ciclo presso le sedi in cui hanno sostenuto le prove. La banca dati del Mur sarà disponibile da oggi fino al prossimo 7 maggio per le proposte di attivazione da parte delle Università.

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