I minori migranti sono nel mirino. «Così il governo produce solo nuova irregolarità»

Il ddl approvato dall'esecutivo vuole abrogare il "prosieguo amministrativo" previsto dalla legge Zampa, che consentiva l'inserimento sociale degli under 18 stranieri soli fino ai 21 anni. La parlamentare Pd: questi ragazzi diventeranno invisibili
February 13, 2026
I minori migranti sono nel mirino. «Così il governo produce solo nuova irregolarità»
L’accoglienza ormai è un privilegio, l’integrazione un lusso, la cittadinanza un miraggio. Il giorno dopo l’approvazione del nuovo ddl sull’immigrazione, il disegno appare chiaro e lo esplicita in modo netto Sandra Zampa, parlamentare del Pd che ha dato il nome alla legge sui minori stranieri non accompagnati del 2017. «Si punta a creare nuova irregolarità e, per raggiungere questo scopo, si usano tranquillamente anche i ragazzi che pure hanno già iniziato percorsi di inclusione».
Nel mirino c’è il cosiddetto “prosieguo amministrativo” per i ragazzi arrivati da soli nel nostro Paese. La misura, che verrà ridefinita, riguarda il sostegno prolungato che lo Stato garantisce, attraverso l’inserimento sociale, a queste persone fino ai 21 anni. «Si interrompono percorsi di lavoro e di formazione professionale. Perché? – si chiede Zampa -. Forse per allargare la fascia degli irregolari, visto che l’altro effetto prodotto è che così facendo si nega la continuità del permesso di soggiorno a giovani già inseriti nella vita dei nostri Comuni».
Sono stati proprio i sindaci, in questi anni, a farsi carico dell’arrivo dei minori stranieri non accompagnati, pensando a progetti per loro in tempi di sostanziale disinteresse sul tema. Secondo il primo cittadino di Teramo e delegato Anci per l’immigrazione, Gianguido D’Alberto, «l'impatto di ogni provvedimento relativo alla gestione dell'immigrazione si riverbera inevitabilmente sulle città. Il tema dell'accoglienza è un tema complesso. Come abbiamo detto più volte, non è solo una questione di vitto e alloggio: è molto di più». Dall’insegnamento della lingua italiana allo sport, sono tanti gli aspetti che vedono questi ragazzi al centro di delicati equilibri nella vita delle comunità. D’Alberto ribadisce che il ddl verrà esaminato con attenzione e dovrà «necessariamente essere oggetto di confronto con Anci e i sindaci». Poi torna su un aspetto decisivo. «Se dobbiamo investire sull'accoglienza, che oggi rappresenta una questione ineludibile anche a fronte della situazione internazionale, dobbiamo comprendere che non possiamo affrontare il tema solo ed esclusivamente in maniera securitaria ma dobbiamo guardare ad un reale modello di integrazione». Sullo sfondo c’è il potenziamento del Sai, il sistema di accoglienza diffusa gestito dai territori, ridimensionato in questi anni a favore della gestione prefettizia legata ai Cas.
«Non posso pensare che alla fine prevalgano stupidità e cattiveria» riprende Zampa, che è anche presidente della Commissione sulla Migrazione del Consiglio d’Europa. A chi ha parlato subito di «accanimento» di questo Governo verso i minori, la senatrice democratica risponde parlando di «istinto punitivo. Resta poi incomprensibile - aggiunge - perché si debbano spendere fondi per investire su di loro e poi si blocchi tutto, rimandando questi ragazzi nel limbo, a bivaccare tra stazioni e centri storici. Che ne sarà di loro? La Garante nazionale dell’Infanzia non ha nulla da dire su queste situazioni?».
Di sicuro, l’incertezza sulla sorte dei minori che a 18 anni riceveranno il foglio di via è destinata a riflettersi sui quartieri delle città. «Il rispetto delle regole da parte di chi viene accolto è un principio che dovremmo dare per scontato - precisa il sindaco D’Alberto -. Ora però serve la consapevolezza che solo investendo sui diritti si investe anche sulla sicurezza urbana».

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