I libri scolastici costano sempre di più, ma le famiglie quest'anno spenderanno meno

Guardando ai costi complessivi delle adozioni, il prezzo che pagheranno i genitori è inferiore dell'1,4% rispetto allo scorso anno. Il motivo ha a che fare anche con una nuova sensibilità dei docenti
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September 2, 2026
I libri scolastici costano sempre di più, ma le famiglie quest'anno spenderanno meno
IMAGOECONOMICA
A cinque giorni dalla prima campanella, che suonerà il 7 settembre a Bolzano, i genitori dei circa otto milioni di studenti italiani ancora devono comprare buona parte dei libri su cui studieranno i loro figli. Ma quest’anno, guardando ai prezzi delle adozioni dei docenti, spenderanno complessivamente meno del precedente: l’1,4% in meno, per la precisione, secondo il calcolo dell’Associazione italiana editori (Aie). E non perché i libri siano meno cari – anzi, i prezzi continuano ad aumentare – ma perché molti docenti cercano strategie alternative per contenere la spesa e rientrare nei tetti imposti dal ministero dell’Istruzione. Da un lato, selezionando testi più economici sul mercato. Dall’altro, evitando di adottare libri che prevedono di impiegare poco in aula. «Merito dell’ampia offerta di titoli disponibili e delle scelte sempre più oculate dei docenti», sintetizza Aie nel suo annuale rapporto sui prezzi dei libri scolastici.
A indirizzare il corpo docente verso adozioni più economiche, secondo Aie, è stato prima di tutto il Ministero: «C’è stata sicuramente una sensibilizzazione maggiore, rispetto al passato, sui tetti di spesa», commenta Giorgio Riva, presidente del gruppo educativo di Aie. Eppure, un influsso l’hanno avuto anche le scelte degli editori sul mercato: «I titoli ormai – continua il presidente – sono migliaia e la proposta è ampia e differenziata per ogni ambito disciplinare. Alcuni editori sono riusciti anche a non aumentare i prezzi: forse, quest’anno, c’è stata una attenzione ancora maggiore agli aspetti economici». In altre parole, la rispondenza alle esigenze didattiche ormai non è più l’unico criterio con cui gli insegnanti selezionano i testi. E molti editori se ne sono resi conto.
Gli aumenti dei prezzi, poi, restano comunque inferiori all’inflazione su base annua, che a luglio si attestava al 2,8%. Mediamente i libri di testo costano il 2,3% in più rispetto allo scorso anno per la scuola secondaria di primo grado e l’1,8% per la scuola secondaria di secondo grado. I prezzi vengono stabiliti ogni anno a gennaio, quando gli editori consegnano i listini ad Aie che li condivide con il ministero dell’Istruzione e con le segreterie scolastiche. A partire da quel momento, non possono subire modifiche per tutto l’anno. «Anche quest’anno gli editori hanno limitato gli aumenti dei prezzi contribuendo così a non aggravare il peso economico sulle famiglie, nonostante i costi che affrontano siano aumentati, non solo per via dell’inflazione», spiega Riva.
I prezzi dei libri, però, potrebbero salire più rapidamente nei prossimi anni per l’effetto delle ultime riforme: l’introduzione da settembre dei nuovi programmi del primo ciclo, la revisione degli istituti tecnici con avvio nel 2026 e la riforma dei licei che sarà effettiva dal 2027. Tutte «riforme – continua Riva – che comportano per gli editori lo stravolgimento della pianificazione editoriale pluriennale, e di conseguenza la svalutazione di investimenti già fatti e costi di accelerazione dei progetti».
Ad aggravare la situazione per i pochi attori che popolano il mercato dell’editoria scolastica, è anche l’inverno demografico. Nel prossimo decennio si conteranno sempre meno studenti e, a cascata, ci sarà sempre meno bisogno di libri. Anche per questo, la stragrande maggioranza del fatturato dell’editoria scolastica resta controllata da soli quattro gruppi (Mondadori, Zanichelli, Sanoma e La Scuola) e, per altri editori, è rischioso investire grandi risorse nel mercato dei libri di testo. «In questo quadro complesso – dice Riva – chiediamo un intervento pubblico». Le richieste degli editori sono due: introdurre una detrazione delle spese per l’acquisto dei libri di testo a favore delle famiglie una «maggiore efficienza» degli aiuti da distribuire alle famiglie in povertà assoluta. «Fondi che devono arrivare ai beneficiari nei tempi adeguati», conclude Riva.

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