Calabresi è pronto a candidarsi a sindaco di Milano
La decisione era già nell'aria, poi una quarantina di giorni fa aveva detto che ci stata pensando: « Cerco una nuova strada»

Mario Calabresi ha rotto gli indugi. E, anche se manca l’ufficialità, ha annunciato di fatto che si candiderà a sindaco di Milano per il centrosinistra. La decisione era già nell’aria da mesi, poi una quarantina di giorni fa aveva detto che ci «stava pensando». Ora il giornalista si mette in corsa per Palazzo Marino: ieri ha comunicato ai colleghi della sua azienda, Chora Media (che fa podcast), le sue intenzioni e le dimissioni dal ruolo di direttore editoriale e di presidente del Consiglio di amministrazione del gruppo Be Water Content, che comprende Chora e Will Media.
«Dopo sei anni e 420 serie podcast lascio Chora. Scrivere questa frase mi fa fatica e molta impressione», ha annunciato sulle sue pagine social. «Lascio perché sento forte il richiamo a percorrere una strada nuova. Domani guarderò al futuro, oggi voglio fermarmi a pensare con emozione e gratitudine a quello che abbiamo costruito insieme – ha spiegato Calabresi - alla visione che ho condiviso ogni giorno con Guido Brera, alla squadra di persone eccezionali con cui ho lavorato».
Nel centrosinistra si è sempre parlato di primarie per scegliere chi sarà il candidato alla successione di Beppe Sala e il campo è già affollato. Quando il 22 luglio Calabresi aveva manifestato la volontà di partecipare alla sfida, aveva ricevuto il sostegno dall’ex sindaco Gabriele Albertini e da Roberto Formigoni. E ieri di Carlo Calenda e Pina Picierno. Sostegni che segnano un enorme cortocircuito: piace molto a destra (anche se il vicepremier Antonio Tajani, di FI, lo ha escluso: «Abbiamo le nostre idee») e spacca un po’ il centrosinistra. Per il leader di Azione e la fondatrice di Spazio Pubblico, «Mario Calabresi è un ottimo candidato riformista per Milano. Andrebbe sostenuto da subito da tutto il centrosinistra, senza farlo passare per il tritacarne delle primarie». «La candidatura di Calabresi rappresenta una sintesi efficace tra pragmatismo e visione. Milano ha bisogno di una proposta forte, autorevole e aperta, capace di coinvolgere le forze produttive e tutte quelle energie civiche che ogni giorno contribuiscono alla crescita della città. È questa la sfida politica. Milano deve essere sempre di più un laboratorio di buona amministrazione, sviluppo e innovazione, per coniugare competitività e inclusione», hanno concluso Calenda e Picierno. Nel frattempo debutta Carmelo Burgio, il generale candidato sindaco di Futuro nazionale che ha definito la sicurezza una «priorità», criticando Milano.
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