"Sirene", una canzone contro il silenzio imposto alle donne afghane

Il brano della giovane cantautrice Martina Attili e la collega afghana Alia Ansari è un messaggio di libertà e resistenza per tutte le donne discriminate e perseguitate. Un progetto nato in collaborazione con Nove Caring Humans
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September 1, 2026
Le donne afghane come creature mitologiche, oppresse e «stuprate, insultate, rapite»: è dedicata a loro l'intensa canzone che la giovane cantautrice Martina Attili ha scritto e interpretato insieme alla collega afghana che vive a Londra Alia Ansari. Le due artiste alla fine di agosto hanno pubblicato "Le sirene", un brano nato proprio a sostegno di tutte coloro che nel Paese dei taleban sono costrette all'invisibilità e progettato con Nove Caring Humans, l'organizzazione che da 13 anni lavora per lo sviluppo dell'Afghanistan e negli ultimi cinque, dopo il ritorno dell'Emirato, ha continuato ad aprire spazi di lavoro e formazione per le donne, senza interrompere il sostegno alle comunità più vulnerabili.
Martina Attali e Alia Ansari (a sinistra)&nbsp;<br>foto Mariachiara Panone
Martina Attali e Alia Ansari (a sinistra)&nbsp;<br>foto Mariachiara Panone
Scritta inizialmente da Martina, la canzone trova una particolare profondità grazie al duetto con Alia, che scrive e interpreta una parte originale in dari. Se si pensa che in Afghanistan alle donne è vietato cantare perfino dentro casa, la forza di questa canzone ne esce raddoppiata. «Le sirene vogliono solo cantare, parlare, ballare, nuotare, amare, partire e non tornare più». Un orizzonte proibito per 20 milioni di afghane, rinchiuse nei loro burqa da una dittatura che teorizza e mette in atto una vera e propria apartheid di genere.
Martina Attili ha 25 anni: ne aveva 17 quando ha partecipato a X Factor (era il 2018) con il suo Cherofobia, diventato disco di platino. L'anno scorso ha pubblicato il suo primo album, Signorina Rivoluzione. «Quello che mi ha spinto a prendere parte al progetto con Nove Caring Humans è il mio forte legame con la libertà - spiega la cantautrice -. Ognuno dovrebbe fare le proprie scelte e decidere come vivere la propria vita; come cantante sento di dover lottare per il diritto di cantare». Alia Ansari, dal canto suo, dice di aver voluto portare la sua voce in questa canzone «non solo per le donne e le ragazze dell'Afghanistan, ma per tutte le donne che lottano per il diritto di scegliere, creare ed essere ascoltate». La cantante afghana conclude con la speranza che "Le sirene" «posso portare le loro voci oltre i confini e ricordare al mondo che sono ancora qui, continuano a sognare e a resistere»

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