Dove c'era il manicomio di Imola ora si coltiva futuro
di Elisa Campisi Inviata a Imola
Un progetto di rigenerazione urbana, sostenuto anche con i fondi Pnrr, trasforma un luogo simbolo di dolore, l’ex ospedale psichiatrico, in un polo creativo

Il profumo di un parquet appena piallato, di gesso e vernici, finiture nuove e cemento fresco. È un cantiere ormai quasi ultimato. Nei locali ancora vuoti, però, non c’è alcuna eco: le pareti sono state studiate in modo da creare un’acustica ottimale. Questo luogo diventerà infatti la nuova sede dell’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro”, una delle istituzioni musicali più prestigiose, promessa di futuro ogni anno per circa 250 studenti, non solo di pianoforte, provenienti da tutto il mondo. A rendere speciale questo posto è però la sua storia. Ci troviamo dentro uno dei padiglioni dell’Osservanza di Imola, un complesso di edifici immersi in un parco che ha ospitato l’ospedale psichiatrico cittadino dall’inizio dell’800 fino alla sua dismissione definitiva, nel 1996. La facciata, un involucro di mattoni rossi cotti in diverse epoche, è stata mantenuta identica, a raccontare le varie trasformazioni che l’edificio ha subito per adattarsi alle esigenze del manicomio in circa un secolo di vita. Il resto è stato interamente ricostruito per accogliere gli studenti. A far sì che tra queste mura in cui per circa un secolo hanno rimbombato urla di dolore e sofferenza risuonino ora note e sogni dei più giovani è un grande progetto di rigenerazione urbana, sostenuto da Comune, Con.Ami e fondi Pnrr, che trasformerà la cosiddetta “città dei matti” in un moderno Parco dell’Innovazione, focalizzato non solo sulla cultura – come nel caso del padiglione destinato all’Accademia –, ma anche a ricerca, creatività e inclusione.
«Il Parco nascerà grazie a un investimento complessivo di oltre 22 milioni di euro, di cui 16,9 dal Pnrr, ai quali si aggiungono un cofinanziamento di 4,2 milioni da parte del Con.Ami e oltre 1 milione di euro provenienti dal Fondo opere indifferibili 2023», spiega ad Avvenire il sindaco 35enne di Imola, Marco Panieri. Il primo cittadino, giunto quasi alla fine del suo mandato, tira le somme di tutto quello che la sua amministrazione ha potuto mettere in moto anche grazie alla spinta del Pnrr. L’intervento sull’Osservanza rientra infatti in un più ampio piano di sviluppo che, dal 2020 a oggi, ha mobilitato oltre 250 milioni di euro sul territorio di Imola e del Circondario, 100 milioni dei quali provenienti dal Piano. «Nonostante le sei alluvioni, che sono state la sfida maggiore della mia amministrazione e portavano con sé un rischio di contrazione economica, siamo riusciti a far correre la città in termini di sinergie e investimenti. L’Osservanza è un polmone verde grande un terzo del centro storico, dal quale si trova a due passi. Finalmente lo restituiamo ai cittadini, ma senza cancellarne la memoria».

In particolare, i padiglioni 10 e 12, continua, ospiteranno uno spazio di 200 metri quadrati interamente dedicati agli uffici dei 10 comuni del Nuovo Circondario Imolese e alla memoria, con la creazione del Laboratorio Museale sulle Istituzioni Manicomiali Imolesi. Alcune porte con una sorta di spioncino, quelle usate in origine per la reclusione dei malati, ricordano come questi spazi furono soprattutto di contenimento. Oltre ad alcuni mobili e agli edifici restaurati, racconta ancora Panieri, la testimonianza del passato sarà arricchita da contributi fisici e digitali raccolti grazie al contributo di oltre 100 cittadini: dalle videointerviste alle foto dell’epoca, dal diario di chi lavorava lì ai materiali d’archivio, come le cartelle cliniche. Sono tutti contenuti pensati per accrescere la consapevolezza su cosa è stato quel luogo, ma anche per interrogarsi ancora oggi sul tema della salute mentale.
«Uno spazio di sofferenza viene rilanciato come luogo di competenze, nuove tecnologie e valore», sottolinea il sindaco. A cavallo tra passato e futuro si trova infatti anche il terzo dei quattro interventi strategici sull’ex manicomio. Nell’area dell’ex Artieri che ospitava gli artigiani di un tempo – come il fabbro, il falegname, l’elettricista, il pavimentista e l’idraulico al servizio dell’ospedale – sorgerà un hub progettato per accogliere “gli artigiani” dell’innovazione: uno spazio per giovani realtà imprenditoriali e startup che vogliono sviluppare idee e progetti, oltre che un centro nevralgico per le collaborazioni tra la città, il mondo produttivo, le scuole superiori, l’Its Academy Adriano Olivetti e le facoltà universitarie sul territorio. Tra gli edifici che grazie al Pnrr avranno nuova vita, c’è infine l’ex cabina elettrica che viene trasformata nella “Centralina”, un laboratorio dedicato al cicloturismo e al trekking, un presidio per promuovere forme di turismo sostenibile e mobilità dolce.
I lavori finanziati dal Pnrr termineranno entro il 2025, con l'inaugurazione intorno a giugno 2026. Il percorso di riqualificazione dell’Osservanza però proseguirà. È già in partenza, per esempio, un cantiere promosso dall’Università degli Studi di Bologna per la ristrutturazione dei padiglioni 17 e 19 del complesso, che ospiteranno un nuovo studentato, con l’obiettivo di ampliare l’offerta ricettiva locale legata alla formazione. La speranza del sindaco, naturalmente, è che non solo l’Osservanza, ma tutta la città possa continuare ad attrarre investimenti sulle nuove generazioni. Per Panieri, infatti, il filo rosso di tutti questi interventi sono proprio i giovani: «Abbiamo in corso progetti che coinvolgono anche l’autodromo, i fiumi legati al rischio idrogeologico e la rocca sforzesca. Ma la cosa che mi sta più a cuore è che grazie a questi finanziamenti stiamo costruendo opportunità per i giovani. Imola è a meno di mezz’ora di treno da Bologna, ma con un costo di vita inferiore. Bisogna dunque continuare a consolidare questo ecosistema dinamico in cui formazione, ricerca e collaborazione tra pubblico e privato si intrecciano generando valore e migliorando la qualità della vita delle persone che scelgono di restare o trasferirsi qui».
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