Dalle panchine ai musei fino alle scuole:
tutti i “rifugi climatici” del Patto europeo

In occasione della Giornata per le vittime della crisi climatica globale, istituita nel 2023 dopo le alluvioni di Belgio e Germania, l’iniziativa promossa dalla Commissione Europea rilancia la necessità di realizzare spazi pubblici aperti a tutti per offrire refrigerio
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July 15, 2026
Dalle panchine ai musei fino alle scuole:
tutti i “rifugi climatici” del Patto europeo
Un incontro sulle ondate di calore organizzato sulle panchine climatiche a Venezia
Il caldo non colpisce tutti allo stesso modo: chi vive in città, con molto cemento e pochi spazi verdi rischia di soffrire, e di morire, di più. A pagare il conto, drammatico, delle alte temperature sono le persone più povere, anziane e con ridotte risorse proprie per ricorrere al raffrescamento. La povertà di raffrescamento (cooling poverty, ndr) rappresenta infatti una delle principali cause di malessere per le categorie più fragili. In occasione della Giornata europea per le vittime della crisi climatica globale, istituita nella giornata del 15 luglio dal 2023 da Parlamento europeo, Consiglio e Commissione europea dopo le devastanti alluvioni che colpirono Belgio e Germania nel luglio 2021, il il Patto Europeo per il Climarilancia l’urgenza dei “rifugi climatici”: luoghi pubblici o aperti al pubblico — parchi, musei, biblioteche, centri civici, spazi culturali — che durante le ondate di calore possono offrire ombra, refrigerio, acqua, informazioni e supporto, in particolare alle persone più esposte.
«Le vittime della crisi climatica globale sono migliaia, ma non ne percepiamo la dimensione reale perché molte di queste morti non si vedono facilmente dato che il numero maggiore si concentra in territori lontani, hotspot climatici da cui migrano milioni di persone - ha dichiarato Gianni Tartari, coordinatore del Patto Europeo per il Clima per l’Italia - Ma le vittime della crisi climatica non sono, in realtà, lontane da noi: negli ultimi anni anche l’Italia ha subito eventi estremi, aggravati dal surriscaldamento dell’area mediterranea, con conseguenze sulla sicurezza e sulla salute delle persone».
In occasione della Giornata per le vittime della crisi climatica, il Patto ha lanciato due iniziative pubbliche, a Venezia e a Nuoro, che mettono al centro proprio questo tema: la necessità di trasformare la memoria delle vittime in prevenzione, informazione e protezione concreta delle comunità.
A Venezia, con le “Panchine climatiche”, è stato organizzato un incontro su ondate di calore, salute e rifugi climatici. «Venezia, oltre a essere a rischio soprattutto per l’innalzamento del livello del mare, deve anche trovare soluzioni per le ondate di calore che la colpiscono, insieme all’intera Europa — ha detto Luciana Favaro, del Patto Europeo per il Clima per l’Italia— Per noi di EuCliPa un primo passo è mettere a disposizione dei cittadini una mappa in cui sono indicati i rifugi climatici che via via vengono realizzati nel territorio del nostro Comune».
A Nuoro è stato presentato lo Spazio Ilisso, primo museo rifugio climatico della rete sarda: uno spazio aperto alla cittadinanza per offrire refrigerio, valorizzando il ruolo dei luoghi culturali. «Abbiamo pensato ad un evento che sia l’avvio di un progetto più ampio e che coinvolga cultura, ambiente e territorio portando una proposta molto concreta: una rete regionale di rifugi climatici, a partire dagli spazi culturali» ha spiegato Michela Fancello, ambasciatrice del Patto Europeo per il Clima
Nell’urgenza di predisporre i rifugi climatici per la popolazione più fragile, per il Patto sottolinea anche le scuole potrebbero in questo senso essere utilizzate come presidi sociali, radicati e diffusi sul territorio, veri e propri “ climate shelter ”: capaci di garantire benefici enormi per gli studenti ma anche per la cittadinanza. «Le istituzioni, però, devono superare la logica dell’emergenza, le soluzioni ecologiche devono diventare la normalità amministrativa - sottolineano dal Patto - , Per questo risulta fondamentale adottare i Paesc (Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima), così come i Piani Aria-Clima e i Regolamenti del Verde. Solo così si possono implementare su larga scala le Nature-Based Solutions (Nbs, soluzioni basate sulla natura): interventi per trasformare il cemento in spazi vivi, capaci di proteggere la salute dei cittadini e rinfrescare le nostre città, ma non solo, perché le NbS sono anche in grado di mitigare gli effetti degli eventi pluviometrici estremi».

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