Zuppi a Kiev e la sua preghiera per i «costruttori di pace» in Ucraina
di Giacomo Gambassi, inviato a Kiev
Terzo giorno della missione del cardinale e inviato del Papa. Nella capitale partecipa alla cerimonia per il battesimo della Rus’ di Kiev. L’invocazione perché «i prigionieri possano tornare a casa, i bambini riabbracciare le loro famiglie, i dispersi siano ritrovati e tutti possano piangere davanti al corpo del proprio caro che è caduto». Oggi gli incontri istituzionali

È il giorno del battesimo della Rus’ di Kiev. Festa civile e religiosa per l’Ucraina che entra anche nell’agenda della visita del cardinale Matteo Zuppi nella nazione sotto attacco da quattro anni. Terza giornata della missione dell’inviato del Papa in Ucraina che da ieri sera è a Kiev, dopo aver fatto tappa nella regione di Leopoli anche per incontrare i prigionieri di guerra dell’esercito russo detenuti in una delle cinque colonie penali del Paese. Zuppi è uno degli ospiti d’onore alla cerimonia istituzionale voluta da Volodymyr Zelensky che si tiene nel centro della capitale per la Giornata dello Stato ucraino, come il presidente ha voluto venisse chiamata la ricorrenza dal 2021 quando l’ha inserita nel calendario nazionale. Fra i presenti la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Anche il cardinale depone una corona di fiori durante il “rito” pubblico nella piazza di fronte al monastero dorato di San Michele divenuto un memoriale di guerra fin dai primi giorni dell’invasione russa. E soprattutto recita la sua preghiera «per la cara Ucraina» in cui chiede al Signore «una pace giusta», il «coraggio e la saggezza per essere costruttori di pace» e che «i prigionieri possano tornare a casa, i bambini riabbracciare le loro famiglie, i dispersi siano ritrovati e tutti possano piangere davanti al corpo del proprio caro che è caduto». Sono i quattro ambiti d’azione della diplomazia umanitaria della Santa Sede che, anche grazie alla missione del cardinale Zuppi voluta da papa Francesco e confermata da Leone XIV, ha permesso di creare un canale fra Kiev e Mosca per salvare vite e favorire il dialogo fra le due capitali come “via” che possa incoraggiare i negoziati ancora in stallo.
Ecco il testo integrale della preghiera del cardinale Zuppi:
Innalzo la mia preghiera a Te, Dio Onnipotente, per la cara Ucraina. Nella tua misericordia concedi una pace giusta, e che i prigionieri possano tornare a casa, i bambini riabbracciare le loro famiglie, i dispersi siano ritrovati e tutti possano piangere davanti al corpo del proprio caro che è caduto. Ispira in ognuno di noi il coraggio e la saggezza per essere costruttori di pace e la determinazione di sconfiggere il male con bene. San Volodymyr, prega per noi. Santissima Madre di Dio, intercedi per noi.
La festa lega le sue radici al principe Volodymyr il Grande che aveva portato il cristianesimo in Ucraina. Santo per la Chiesa d’Oriente che Zuppi ricorda nella Messa del mattino nella cappella della nunziatura apostolica di Kiev concelebrata con il nunzio, l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas. «Santo che richiama i nomi sia del presidente dell’Ucraina, sia di quello della Russia – dice il cardinale –. E nome che significa “principe della pace”. Possa san Volodymyr illuminare le menti e il cuore dei due capi di Stato per aprire strade di giustizia e pace». Oggi la giornata di Zuppi è dedicata sia ai colloqui istituzionali, sia agli incontri con le organizzazioni attive negli ambiti d’impegno vaticano: scambio dei prigionieri di guerra, restituzione dei bambini ucraini portati in Russia, rimpatrio delle salme dei caduti nei combattimenti.
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