«Conosco bene il Nepal, quella zona è come un budello. Un'ondata di piena e vien giù tutto»

di Simone Moro
Il racconto in prima persona dell'alpinista Simone Moro: dobbiamo abituarci a questi eventi estremi, causati anche dal surriscaldamento climatico. Troppe case fragili costruite vicino al fiume: ciò che l’uomo poteva permettersi di fare una volta, dimenticandosi della natura, adesso non si può fare più
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August 27, 2026
«Conosco bene il Nepal, quella zona è come un budello. Un'ondata di piena e vien giù tutto»
L'alpinista Simone Moro durante un incontro a Milano di qualche anno fa, dedicato alle sue imprese in alta quota / Ansa
Conosco bene il luogo della tragedia, ci sarò passato decine di volte. Per questo, l’immagine dell’ondata di fango che ha travolto quei luoghi di passaggio mi ha impressionato tantissimo. Sono case arroccate, affacciate sul fiume. Strade che si incrociano. Posti di transito, appunto, non méte di trekking. Il tetto del mondo, le nostre vette, è tutto più lontano.
Quel punto di frontiera è come un budello: noi alpinisti e migliaia di escursionisti siamo passati da lì, in quella zona di confine in cui vivono anche le popolazioni tibetane. Confesso di averlo pensato, vedendo le abitazioni costruite a fianco, così vecchie e fragili: basta un’ondata di piena e vien giù tutto.
La verità è che dobbiamo abituarci a questi eventi estremi, causati anche dal surriscaldamento climatico. Una volta si poteva tollerare la presenza di case in questi posti, oggi no. E i fenomeni sono sempre più marcati, in un contesto altamente antropizzato e per questo molto più pericoloso.
È un monito per noi, quanto accaduto in Nepal. Un monito a prenderci cura dei nostri boschi, dei letti dei nostri fiumi, che invece sono in stato di totale incuria. Vediamo ponti che crollano, legnami e detriti che si fermano in acqua mentre la burocrazia ci impedisce di intervenire.
È necessario e urgente mettere in sicurezza il nostro territorio. Ciò che l’uomo poteva permettersi di fare una volta, dimenticandosi della natura, adesso non si può fare più.
Alpinista, ha scalato la cima di otto dei quattordici ottomila
(Testo raccolto da Diego Motta)

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