Caro carburanti, la doppia partita del Governo: proroga degli sconti e pressing sull’Ue
In programma oggi pomeriggio un nuovo Cdm, che dovrebbe allungare per alcuni giorni i tagli già in vigore per il solo gasolio. L'esecutivo risponde all'Unione europea sugli extraprofitti delle società energetiche. E Bruxelles apre a un confronto

Sul caro carburanti il Governo tira dritto per la sua strada. L’imperativo della premier Meloni è «fare presto». Ultima mini proroga degli sconti delle accise in arrivo (in scadenza oggi) e controrisposta all’Ue sulla questione degli extraprofitti delle società energetiche, dopo la bocciatura di Bruxelles di un’ipotetica tassa. Richiesta sottoscritta in una lettera inviata sabato scorso da Roma e Berlino, insieme ad altri quattro partner. Per l’esecutivo, «solo un intervento europeo garantisce equità». Una linea che ieri ha incassato un primo cambio di rotta: la portavoce della presidenza irlandese, di turno alla guida del Consiglio Ue, ha aperto a un confronto con i ministri europei. Ma andiamo con ordine. Tutto è iniziato con una riunione in video chiamata che si è svolta in mattinata tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Incontro dal clima non proprio disteso - come è circolato da alcune voci -, durante il quale hanno messo a punto un nuovo Cdm, che si dovrebbe tenere oggi alle 18. All’ordine del giorno la proroga - soltanto per alcuni giorni - dei tagli già in vigore per il solo gasolio, così da consentire poi al Governo di lavorare a un intervento più mirato. Quella in scadenza oggi non sarà la misura definitiva, ma servirà a consentire di mettere a punto un nuovo provvedimento. L’obiettivo è predisporre una misura maggiormente concentrata sulle fasce di reddito più basse. Il nodo sono le risorse. Per la proroga potrebbero servire 80-100 milioni. Ne serviranno ben di più per sostegni di orizzonte più lungo. E su questo Salvini continua a spingere sul contributo «da grandi banche ed energetici». Mentre Tajani è contrario.
Nel frattempo, il Governo tiene il punto nei confronti dell’Unione Europea sul contributo per gli extraprofitti del settore energetico. Martedì era arrivato il secondo niet dell’Ue (dopo quello di aprile), che aveva spento sul nascere l’ipotesi di una tassa comune, passando la palla ai singoli Stati, lasciati liberi di intervenire con gli strumenti nazionali nel rispetto delle regole comuni. Una linea che rispediva al mittente la lettera inviata a Bruxelles dai ministri dell’Economia di Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Austria e Polonia. Ma la porta sbattuta in faccia non ha fatto cambiare idea a Palazzo Chigi. Secondo cui «un intervento coordinato a livello europeo – hanno fatto sapere fonti governative - è l'unico strumento in grado di garantire equità e neutralità competitiva». Inoltre, spiegando che «l’Italia continua a portare avanti con determinazione la propria iniziativa», le stesse fonti hanno chiarito che attraverso la lettera, «la Commissione Ue non è stata “interrogata” per un parere o un'autorizzazione vincolante su questo specifico punto». La lettera, invece, era indirizzata «alla presidenza di turno irlandese nell’ambito della filiera in sede Ecofin» come «iniziativa politica pensata per aprire un confronto». E proprio questa sembra essere la strada all’orizzonte. La portavoce della presidenza irlandese, di turno alla guida del Consiglio Ue, ha aperto una porta. «I governi di tutta Europa - ha detto - prestano giustamente grande attenzione agli sviluppi sui mercati dell’energia e al loro impatto sulle famiglie, sulle imprese e sull’economia nel suo complesso. Simon Harris, vicepremier e ministro delle Finanze, discuterà con i colleghi ministri europei nel modo più appropriato per dare seguito alle questioni sollevate nella loro lettera». Per ora non in sede Ecofin ma con colloqui bilaterali. Intanto il caro carburanti continua a crescere: un litro di gasolio speciale ha sfondato i 3 euro in autostrada. E Angelo Bonelli (Avs) incalza la premier Meloni: «Intervenga sulle accise con un prezzo amministrato».
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