Caro carburanti, la doppia partita del Governo: proroga degli sconti e pressing sull’Ue

In programma domani un nuovo Cdm, che dovrebbe allungare per alcuni giorni i tagli già in vigore per il solo gasolio. L'esecutivo risponde all'Unione europea sugli extraprofitti delle società energetiche. E Bruxelles apre a un confronto
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August 25, 2026
Una signora fotografa i prezzi del caro carburante
Una signora fotografa i prezzi del caro carburante
Sul caro carburanti il Governo tira dritto per la sua strada. Ultima mini proroga degli sconti delle accise in arrivo (in scadenza il 26 agosto) e controrisposta all’Ue sulla questione degli extraprofitti delle società energetiche, dopo la bocciatura di Bruxelles di un’ipotetica tassa. Richiesta sottoscritta in una lettera inviata sabato scorso da Roma e Berlino, insieme ad altri quattro partner. Per l’esecutivo, «solo un intervento europeo garantisce equità». Una linea che oggi ha incassato un primo cambio di rotta: la portavoce della presidenza irlandese, di turno alla guida del Consiglio Ue, ha aperto a un confronto con i ministri europei. Ma andiamo con ordine. Oggi si è svolta una riunione telefonica tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dedicata alla situazione dei prezzi dei carburanti e alle misure di sostegno. E domani, secondo Fonti di Palazzo Chigi, è previsto un nuovo Cdm in programma alle 18, che dovrebbe prorogare soltanto per alcuni giorni i tagli già in vigore per il solo gasolio, così da consentire poi al Governo di lavorare a un intervento più mirato. Quella in scadenza domani, dunque, non sarà la misura definitiva, ma servirà a consentire di mettere a punto un nuovo provvedimento nei tempi che sono necessari. L’obiettivo è predisporre una misura maggiormente concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato, rendendo così l’intervento più efficace e selettivo.
Nel frattempo, il Governo tiene il punto nei confronti dell’Unione Europea sul contributo per gli extraprofitti del settore energetico. Ieri era arrivato il secondo niet dell’Ue (dopo quello di aprile), che aveva spento sul nascere l’ipotesi di una tassa comune, lasciando la palla ai singoli Stati, lasciati liberi di intervenire con gli strumenti nazionali nel rispetto delle regole comuni. Una linea che rispediva al mittente la lettera inviata a Bruxelles dai ministri dell’Economia di Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Austria e Polonia. Ma la porta sbattuta in faccia non ha fatto cambiare idea a Palazzo Chigi. Secondo cui «un intervento coordinato a livello europeo – fanno sapere fonti governative - è l'unico strumento in grado di garantire equità e neutralità competitiva: facendo contribuire in egual misura tutte le aziende petrolifere ed energetiche che operano nel mercato unico Ue, si evita di creare discriminazioni commerciali e si protegge la competitività del sistema industriale nazionale». L'Italia, aggiungono, continua a portare avanti con determinazione la propria iniziativa su questo tema, «promuovendone la discussione a livello europeo». E proprio questa sembra essere la strada all’orizzonte. La portavoce della presidenza irlandese, di turno alla guida del Consiglio Ue, aperto a un confronto, «per dare seguito alle questioni sollevate dai ministri europei - ha fatto sapere -. I governi di tutta Europa – ha aggiunto - prestano giustamente grande attenzione agli sviluppi sui mercati dell'energia e al loro impatto sulle famiglie, sulle imprese e sull'economia nel suo complesso. Simon Harris, vicepremier e ministro delle Finanze, discuterà con i colleghi ministri europei il modo più appropriato per dare seguito alle questioni sollevate nella loro lettera». L'attesa è che il confronto sulle tematiche legate al caro-energia sarà affrontato dalla presidenza del Consiglio dell'Ue in contatti bilaterali tra il ministro irlandese Harris e gli altri ministri europei delle Finanze, secondo quanto si apprende a Bruxelles. Tutti i ministri delle Finanze dei Ventisette, poi, sono attesi al Consiglio Ecofin informale del 18 e 19 settembre a Dublino.

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