Caro carburanti, ecco cosa ha deciso il Consiglio dei ministri
Cdm a sorpresa prima della partenza della premier per Bruxelles. Credito d’imposta del 28% sul gasolio degli autotrasportatori. Speculazione, in campo “Mister Prezzi” e la Guardia Finanza

Con un timing elettorale accuratamente calibrato, il “decreto carburanti” saltato la settimana scorsa si materializza nel Consiglio dei ministri straordinario di questa sera e consegna al Governo la copertura normativa che mancava per l’ultimo miglio di campagna referendaria. Una riunione convocata a sorpresa, anticipata dal grande attivismo di Palazzo Chigi, che nel pomeriggio ha ospitato gli incontri serrati di Giorgia Meloni con il titolare dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, e poi con quello dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Mentre a Milano andava in scena lo “show” di Matteo Salvini con i petrolieri.
La novità più sostanziosa è il taglio di 25 centesimi delle accise per venti giorni. Una misura a tempo, dunque, nella speranza (mai sopita a Palazzo Chigi), che il quadro in Medio Oriente si stabilizzi. È la stessa Meloni a darne l’annuncio ai microfoni del Tg1 poco dopo il termine della riunione dell’esecutivo e poi in un video diffuso sui social: «Combattiamo la speculazione e abbassiamo immediatamente il prezzo. Il pacchetto di misure ha un obiettivo chiaro nell'immediato, cioè fermare la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi, una crisi che chiaramente tutti lavoriamo perché finisca nel più breve tempo possibile. Il messaggio che vogliamo dare ai cittadini è semplice – insiste –: continueremo a fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per impedire che si speculi su ciò che sta accadendo e per evitare che le conseguenze della crisi possano impattare sulle famiglie e sulle imprese di questa nazione». Parole che arrivano in contemporanea con quelle di Salvini su Rete4, per una sorta di derby governativo delle uscite televisive.
Il capitolo dedicato al contrasto alla speculazione è il più articolato. Prevede l’introduzione di un regime di controllo speciale sui «fenomeni distorsivi lungo la filiera di approvvigionamento e distribuzione dei carburanti». Una strategia che coinvolgerà Mister Prezzi, la Guardia di Finanza, l’Antitrust e, in ultima istanza, la magistratura, chiamata a verificare «la sussistenza del reato di manovre speculative». In caso di «repentini incrementi dei prezzi o delle quotazioni internazionali di riferimento», si legge nel testo, il Garante per la sorveglianza dei prezzi dovrà comunicare alla Guardia di Finanza «il dettaglio degli operatori della distribuzione e delle relative compagnie petrolifere» su cui effettuare gli accertamenti. La Gdf farà quindi le dovute verifiche risalendo lungo la filiera fino «al costo giornaliero di acquisto del greggio e dei prodotti raffinati da parte del titolare dell'autorizzazione petrolifera sui mercati di riferimento». Dopodiché, se le anomalie dovessero essere confermate, le Fiamme Gialle trasmetteranno le risultanze di nuovo al Garante, che a sua volta informerà il ministro delle Imprese e del Made in Italy. A quel punto spetterà al Governo adottare eventuali iniziative per «l’avvio dei procedimenti sanzionatori». Se ritiene ci siano i presupposti, Mister Prezzi potrà inoltre inoltrare il dossier all’autorità giudiziaria entro due giorni, «al fine di verificare la sussistenza del reato». Salvini promette di vigilare anche sulle compagnie petrolifere che, a suo dire, avrebbero recepito il messaggio inviato nella riunione del pomeriggio a Milano, corredato dalla “minaccia” di una futura tassazione sugli extraprofitti.
Inizialmente si era parlato di dare ossigeno immediato solo ai ceti vulnerabili, con il rafforzamento della social card, ma la misura è stata poi riassorbita dal taglio trasversale delle accise. Rispetto alle bozze circolate prima del Cdm, sembrerebbe invece confermato il credito d’imposta per gli autotrasportatori pari al 28% della spesa sostenuta per l'acquisto del gasolio impiegato da veicoli di categoria euro 5 o superiore, utilizzati per l'attività di impresa. Gli oneri sono valutati in poco più di 600 milioni di euro per il 2026.
Il Pd, che per primo aveva proposto l’attivazione delle accise mobili (il taglio sul prezzo compensato dall’extragettito Iva dovuto al rincaro), bolla il provvedimento come un’operazione elettorale: «Il Governo ha inventato un nuovo modello economico: uno sconto di 20 giorni pagato con i soldi che gli italiani hanno già versato con i rincari delle settimane scorse – attacca Francesco Boccia, capogruppo in Senato –. In pratica prima incassi di più perché i prezzi salgono, poi restituisci una briciola e lo chiami intervento. Peccato che le accise mobili non funzionino così». Il co-portavoce nazionale di Avs, Nicola Fratoianni, ironizza: «Non potevano aspettare lunedì ma forse temono che lunedì, a urne chiuse, l'umore non sia dei migliori». E anche Matteo Renzi punge: «Meloni abbassa le accise che pure lei aveva alzato. Smentendo il ministro Urso che aveva dichiarato: tagliare le accise avvantaggia i ricchi (sic!)».
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