Il rilancio di "paginasdigital": «È il momento di cercare i germogli d'erba»

di Redazione romana
La pubblicazione digitale italo-spagnola riparte con nuovi collaboratori e una presenza maggiore sui social. Il direttore Fernando de Haro: «Quando tutto sembra distrutto rimane qualcosa di irriducibile»
May 7, 2026
Il rilancio di "paginasdigital": «È il momento di cercare i germogli d'erba»
Il direttore ed editore di "paginasdigital", Fernando de Haro
 Quasi 20 anni fa nasceva www.paginasdigital.com per offrire riflessioni, analisi approfondite e opinioni ben argomentate. E oggi si rilancia come pubblicazione digitale italo-spagnola con nuovi collaboratori e una presenza più intensa sui social media. Tra quelli spagnoli si aggiungono il filosofo Miguel Palacios, gli scrittori José Ángel González Sainz e Jesús Carrasco. Mentre per gli italiani ci saranno, tra gli altri, lo psichiatra Cesare Maria Cornaggia, il filosofo Costantino Esposito. Presente anche il professore egiziano dell'Università Cattolica di Milano Wael Farouq.
Per il suo direttore ed editore Fernando de Haro «la crisi che stiamo attraversando la conosciamo tutti: i valori illuministici sono crollati, la democrazia è messa in discussione, il multilateralismo è scomparso, le forme tradizionali di sovranità lasciano il posto a grandi aziende tecnologiche che pretendono di dominare anche la parte più intima della nostra coscienza. E in tutti noi domina un malessere, un vuoto che, paradossalmente, ha molto di positivo». «Noi non pretendiamo di informare – aggiunge – sulle ultime notizie (per questo oggi ci sono già altri che lo fanno molto bene), ma di offrire chiavi di lettura di fondo. E siamo convinti che la chiave di tutte le chiavi, quella che permette di iniziare a superare la disinformazione, sia l'irriducibilità dell'io che emerge con più forza in questi momenti difficili. La sfida dell'Intelligenza Artificiale (IA) è proprio appassionante perché valorizza di più l'autocoscienza».
In occasione del lancio di questa nuova, continua de Haro, «ho avuto l'occasione di fare una lunga chiacchierata a Roma con Fausto Bertinotti, uno dei grandi leader comunisti della sinistra italiana. Bertinotti, nella sua casa piena di libri e foto che riassumono gran parte del XX secolo, mi ha offerto un'analisi dettagliata e lucida di quest'epoca in cui viviamo: un'epoca in cui tutto ciò che sembrava solido si è sciolto. Mi faceva notare che quando tutto ciò che è umano sembra essere andato distrutto, rimane qualcosa di irriducibile, un residuo indistruttibile. Non è il momento dei grandi partiti, dei grandi sindacati, delle grandi organizzazioni – mi diceva – è il momento di cercare i germogli d'erba, non di costruire foreste che non esistono più».

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