Oltre la disabilità, in Uganda: il sorriso ritrovato di Ocean, Margaret e altre 40mila persone

Una mostra fotografica a Milano racconta il progetto “You are not alone” della Fondazione Ambrosoli a Kalongo, nel poverissimo distretto di Agago, sulla scia dell'impegno missionario del medico e padre comboniano, beatificato nel 2022, che qui aveva lavorato per oltre trent'anni. Alla Fondazione Rovati il reportage di Marco Mignani
May 7, 2026
Oltre la disabilità, in Uganda: il sorriso ritrovato di Ocean, Margaret e altre 40mila persone
Il progetto "Your are Not Alone" della Fondazione Ambrosoli in Uganda. Una delle immagini in mostra a Milano alla Fondazione Rovati © Marco Mignani
Ocean ha 5 anni: gli si sono fuse due dita a causa di una grave ustione. Margaret, 12 anni, si è rotta una gamba dopo una forte spinta e l’osso si stava calcificato male. Ora, grazie ai medici e dagli operatori sanitari del Dr. Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo, sono in via di guarigione. Sono tornati a casa, nei loro villaggi, con il sorriso. “Questo è un posto di salvezza. Mio figlio ha preso coraggio e ora cammina di nuovo”, dice la madre di Emmanuel, 3 anni, con gravi malformazioni alle mani e ai piedi. Anche lui sorride. Grazie al progetto “You are not alone” della Fondazione Ambrosoli prova a trasformare il modo in cui una comunità guarda e cura le persone più fragili. Ocean, Margaret, Emmanuel e tutti i loro compagni non sono soli. Anche se vivono in un distretto rurale e poverissimo del nord dell'Uganda, quello di Agago, dove accedere alle cure quotidiane è una sfida quotidiana. Qui oltre un terzo della popolazione sopravvive con meno di un dollaro al giorno e il rischio di povertà estrema è diffuso. Qui il 22,4% della popolazione vive con una disabilità (la media nazionale è del 18,7%): sono disabilità psicosociali, intellettive, motorie e visive. Spesso oggetto di stigma sociale, con la conseguenza che le famiglie coinvolte si trovano ad affrontare condizioni di isolamento, limitato accesso a servizi di supporto e significative difficoltà economiche. Qui quasi un quarto dei giovani con disabilità tra i 6 e i 24 anni ha abbandonato la scuola e l’11% non vi ha mai avuto accesso.
«Per rispondere a questa emergenza – spiega Giovanna Ambrosoli, presidente della Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital – nel 2022 Fondazione Ambrosoli ha avviato il progetto "You Are Not Alone", finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e realizzato in collaborazione con CBM. Il cuore di questo impegno è il Dr. Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo, unico presidio sanitario di riferimento per un bacino di 500mila persone, fondato dal beato padre Giuseppe Ambrosoli, chirurgo e missionario comboniano che ha dedicato al sua vita all’Uganda. Grazie al progetto “You Are Not Alone” la struttura ha potuto ampliare e rafforzare i servizi offerti, contribuendo al miglioramento della qualità della vita della popolazione più vulnerabile nel distretto di Agago. Prima dell’avvio del progetto, mancavano servizi specialistici oculistici, psichiatrici e riabilitativi, essenziali per prevenire o trattare condizioni che, senza cure tempestive, possono diventare permanenti. L’area registrava uno dei più alti tassi di tentato suicidio del Paese, aggravato dalla carenza di personale specializzato in ambito psichiatrico. In tre anni, con questo progetto, abbiamo raggiunto e sostenuto oltre 40.000 persone».
Il progetto "Your are Not Alone" della Fondazione Ambrosoli in Uganda. Una delle immagini in mostra a Milano alla Fondazione Rovati © Marco Mignani
Il progetto "Your are Not Alone" della Fondazione Ambrosoli in Uganda. Una delle immagini in mostra a Milano alla Fondazione Rovati © Marco Mignani
Per raccontare l’impegno di medici, operatori e volontari e dare un volto alle storie di rinascita di uomini, donne e bambini Kalongo, è nata una narrazione fotografica che ha assunto la forma della mostra “You Are Not Alone. Volti oltre la disabilità. Storie di resilienza, salute e speranza”, ospitata all’interno del padiglione d’arte della Fondazione Luigi Rovati a Milano dal 7 al 16 maggio (ingresso libero, da mercoledì a domenica dalle 10.00 alle 20.00) con le immagini del reportage di Marco Mignani fra i pazienti dell’ospedale. Sono 29 fotografie a colori che, attraverso i ritratti e le testimonianze raccolte sul campo, raccontano storie di cura e di riscatto, superando narrazioni stereotipate e invitando a una riflessione sul rapporto tra salute, condizioni sociali e dignità della persona. «Lavoro con la Fondazione Ambrosoli dal 2015 – dice Mignani -. Ho fatto diverse missioni a Kolongo, ma questa è stata la più intensa, ho incontrato persone di una umanità straordinaria. La mia fotografia vuole essere più che documentaristica, direi proprio umanistica. Parto sempre dall’incontro con le persone, l’ascolto della loro storia e della loro vita, cercando di far dimenticare loro la macchina fotografica. Dietro ogni foto c’è sempre la creazione di un rapporto. Di una intesa. Di un legame di fiducia. Ancora di più in un contesto così difficile come può essere un ospedale e in una zona di estrema povertà». «Questa mostra – aggiunge Giovanna Ambrosoli - racconta la risposta alla disabilità – in termini di assistenza e percorsi di cura – in un contesto di estrema povertà e isolamento come quello in cui opera il Dr. Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo. È un’iniziativa che vuole restituire dignità e visibilità a persone che troppo spesso rimangono invisibili. Attraverso le immagini di Marco Mignani vogliamo raccontare non solo le difficoltà, ma anche la forza, la resilienza e la speranza dei più vulnerabili».
E le immagini di Mignani, nella loro essenziale umanità, spesso cruda e senza sconti, trasmettono proprio questo: sensibilità ed empatia. Al punto che non appena si supera la soglia del Padiglione d’Arte della Fondazione Rovati, a spiccare è la luce delle immagini. Nella sofferenza che questi scatti raccontano, ci sono colori, sorrisi, speranza. Volti fieri chi ha scoperto, nella malattia e nelle difficoltà, di non essere solo.

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