Arte e natura: dal lago di Bolsena a Civita di Bagnoregio, nuovi percorsi nel segno degli Etruschi
di Andrea D'Agostino, inviato a Bolsena
Le amministrazioni locali puntano a valorizzare tutto il territorio della Tuscia scommettendo su una nuova forma di turismo "slow". L'esperienza rigenerativa del borgo di Làtera attraverso l'arte contemporanea,

Dal lago di Bolsena a Civita di Bagnoregio toccando i tanti piccoli borghi della Tuscia, nel Viterbese, i luoghi da vedere sono tanti. In questi ultimi anni, le amministrazioni locali si sono attivate per promuovere una nuova forma di turismo “slow” in questo angolo del Lazio a poca distanza da Toscana e Umbria: due regioni con cui il territorio condivide numerosi aspetti, sia storici che culturali e religiosi (Bolsena, ad esempio, fa parte della diocesi di Orvieto). I numeri più rilevanti li sta registrando Civita di Bagnoregio, la città di San Bonaventura, dove ci si è attestati sui 550mila visitatori l’anno. «Un numero importante, ma inferiore al 2019 pre-Covid, quando eravamo arrivati a un milione di presenze, con picchi di 13/14mila persone al giorno», racconta il sindaco Luca Profili. Il fascino di questo borgo medievale sospeso sulla valle ha da sempre colpito registi come Hayao Miyazaki, che ne ha tratto ispirazione per il cartone animato Il castello sul cielo (1986). Il soprannome di "città che muore", coniato dallo scrittore Bonaventura Tecchi negli anni ’60, è passato oggi in secondo piano rispetto al fenomeno del turismo di massa, e al problema di come gestire flussi imponenti d visitatori. Se il ponte di accesso, ricostruito 60 anni fa, soddisfa gli standard di sicurezza – gli ingressi sono d’altronde contingentati – ma la vera sfida, ora, è promuovere il territorio circostante. Compresi gli altri piccoli borghi meno noti, ma altrettanto interessanti.

Ecco, quindi, il nuovo progetto: coinvolgere una serie di istituti di varie parti d’Italia per candidare Civita e Bolsena a Capitale italiane dell’arte contemporanea 2028. Proprio nei giorni scorsi è stata presentata la candidatura ufficiale. In caso di vittoria, prosegue il sindaco Profili, «otterremmo un milione di euro di fondi da utilizzare in didattica per le scuole, invitare artisti di fama internazionale come Carsten Holler e ospitarli in residenze d’artista. E poi promuovere una serie di cammini che collegano i vari borghi». Uno di questi è dedicato all’Intrepido Larth, un guerriero etrusco (il cui cippo funerario è uno dei pezzi forti del museo Faina di Orvieto): un sentiero che in circa 60 chilometri porta proprio fino al celebre comune umbro. A settembre, prosegue il sindaco, «lanceremo un altro percorso pedonale, il Sentiero dei Calanchi, lungo circa 50 km, per far scoprire ai visitatori la valle argillosa sotto Civita, dove si può ammirare il borgo da un’altra prospettiva, questa volta dal basso. E soprattutto, potremo coinvolgere gli altri borghi e frazioni di Bagnoregio che vi si affacciano come Castel Cellesi, Lubriano e Vetriolo». Profili parla di "potenza comunicativa" che può davvero fare da traino per il territorio. Roma non è lontana, con i suoi milioni di turisti accorsi per il Giubileo, buona parte dei quale arrivano qui nei fine settimana; una fetta consistente è costituita da turisti asiatici, ma molti arrivano anche dal Nord Europa, dove il turismo è da sempre abbinato a camminate nella natura.

Bolsena dispone a sua volta di numerose strutture ricettive: è il Comune principale che si affaccia sul lago, con oltre 3.600 abitanti e una storia millenaria alle spalle (il nome deriva dal latino Volsinii, evoluzione dell’antico nome etrusco di Velzna). E proprio il suo lago, il più grande vulcanico d’Europa, esercita sul turista un grande fascino, grazie ai tanti scorci e alle sue località. Una di queste è l’isola Bisentina, acquistata alcuni anni fa dalla Fondazione Rovati di Milano, e dal 2022 aperta tutte le estati al pubblico: vi si arriva in barca dal Comune di Capodimonte, sulla riva opposta, e vi si possono ammirare la darsena in stile liberty, alcune chiese di diverse epoche e una cisterna di epoca etrusca (forse la malta citata da Dante Alighieri nel Paradiso). Ma anche il borgo antico di Bolsena conserva vari monumenti da visitare: dalla Rocca dei Monaldeschi in cima alla rocca, alla basilica di Santa Cristina, teatro del famoso miracolo eucaristico nel 1263 (quello che Raffaello immortalerà nel suo celebre affresco nei Palazzi Vaticani). Anche qui è in corso un progetto cicloturistico per collegare i tanti comuni sul lago: un percorso lungo circa 60 km, come spiega Andrea Basili, assessore alle Opere pubbliche e agli Eventi. «La Regione Lazio si è impegnata a realizzare questo anello ciclabile che porterà anche a Montefiascone, il borgo più alto sul lago; si è al lavoro per lo studio di fattibilità, eliminando o i tratti in comune con le strade asfaltate, e ci vorrà ancora qualche anno». Non solo: «c’è già un percorso ciclopedonale di alcuni chilometri che collega il porto di Bolsena a Civita di Bagnoregio che attraversa una riserva naturale. Stiamo montando la segnaletica, e alla fine del mese il percorso tra i due Comuni sarà inaugurato ufficialmente». In questi ultimi anni è aumentato il turismo di prossimità, non solo quello dal Nord Europa, «e dobbiamo essere pronti a offrire proposte anche per il fine settimana, facendo rete tra i piccolo borghi del lago».

L’ultima tappa è a Làtera, a 15 km di distanza da Bolsena. In questo piccolo e appartato borgo di alcune centinaia di abitanti, due anni fa è stato lanciato il premio internazionale “Latera The Art Farm”: l’obiettivo è valorizzare Làtera attraverso l’arte contemporanea, mettendo in contatto la popolazione locale con artisti provenienti da tutto il mondo, che vengono qui ospitati. Per le strade si possono vedere i murales dell’artista spagnola Elisa Capdevila e una Meridiana, realizzata lo scorso anno nella piazza antistante la rocca, realizzata dal duo canadese Polymetis, formato da Nicholas Croft e Michaela MacLeod. I Polymetis hanno vinto l’ultimo premio, che ha visto una partecipazione straordinaria con oltre 120 candidature da tutti i continenti, a conferma dell'interesse internazionale suscitato dall'iniziativa. A breve, infine, aprirà inoltre il primo bando per la ricerca di un artista che realizzi una scultura o una nuova installazione. Anche in questo caso l’obiettivo, come racconta il sindaco Franceso Di Biagi, è promuovere il turismo “slow”, grazie sia alle eccellenze gastronomiche (Làtera è famosa per le castagne), sia alla tradizione artigianale. "Latera The Art Farm" sarà inoltre raccontato attraverso un docufilm dedicato. Al lavoro culturale si affianca quello sulla ricettività, con la creazione di un albergo diffuso. «Da questo progetto ci aspettiamo una rinascita del nostro borgo – sottolinea il sindaco –. Vogliamo contrastare lo spopolamento e nello stesso tempo offrire opportunità e nuovi servizi alla popolazione. Credo che questa scommessa ci vedrà vincitori ma potremo dirlo con certezza solo con il tempo».
Intanto, da quando è nato il premio, gli abitanti stessi si sentono più coinvolti: soprattutto le abitanti hanno preso l’abitudine di riunirsi una volta a settimana in uno spazio comunale dove realizzano a maglia con l’uncinetto delle grandi decorazioni floreali che vengono poi appese sulle strade del centro da una finestra all’altra come a “tappezzare” il cielo, offrendo un curioso contrappunto visuale ai murales sottostanti, in una curiosa e originale commistione tra artigianato e street art.
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