A due anni dalla rivolta in Bangladesh, l'ex premier Hasina prova a riconquistare la scena

L'ex leader, che lo scorso mese ha annunciato il suo ritorno in patria a dicembre, parteciperà domani a un evento in India. La rabbia di Dacca (e dei giovani)
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August 4, 2026
Sheikh Hasina durante un incontro con osservatori e giornalisti stranieri presso la sua residenza a Dacca, in Bangladesh, l'8 gennaio 2024/ REUTERS
Sheikh Hasina durante un incontro con osservatori e giornalisti stranieri presso la sua residenza a Dacca, in Bangladesh, l'8 gennaio 2024/ REUTERS
Non una decisione improvvisa, ma una mossa accuratamente studiata. Che rischia di riaprire ferite mai rimarginate, seminando il caos in una regione attraversata da tensioni mai sopite. L’ex premier del Bangladesh in esilio Sheikh Hasina, affiancata dal figlio Sajeeb Wazed Joy, interverrà domani, in collegamento video, a un evento organizzato dal Foreign Correspondents' Club of South Asia a New Delhi, in occasione del secondo anniversario della rivolta studentesca che rovesciò il suo governo. L’annuncio ha immediatamente scatenato la reazione delle autorità di Dacca che hanno chiesto all’India di fare chiarezza sull’evento, avvertendo, come riporta la Reuters, “che consentire attività politiche da parte di una latitante potrebbe danneggiare il miglioramento delle relazioni bilaterali tra i due Paesi”. La “difesa” indiana non si è fatta attendere: «Trattasi di un evento organizzato da un soggetto privato, noi non c’entriamo», hanno fatto sapere da New Delhi.
Hasina, inseguita da una condanna a morte in contumacia per la repressione violenta della rivolta giovanile che ha portato alla sua defenestrazione del 2024 e alla morte di 1.400 persone, non sembra aver affatto rinunciato ad avere un ruolo politico, con “la complicità” dell’India. L’ex premier sta preparando il ritorno in grande stile nel Paese. Annunciato lo scorso 10 luglio, il rientro in patria dovrebbe compiersi a dicembre. Anche qui non si tratta di una tempista casuale. A dicembre il Bangladesh commemora la vittoria nella guerra del 1971 contro il Pakistan, l'evento fondante attorno al quale la Lega Awami, la formazione di Hasina, ha costruito gran parte della sua identità politica. "Annunciando il suo ritorno con sei mesi di anticipo, Hasina sta cercando di garantire che il dibattito politico in Bangladesh sia dominato da lei, dal suo partito e dal suo ritorno", ha spiegato Ali Riaz, professore di scienze politiche presso la Illinois State University.
Un ritorno che potrebbe avere effetti destabilizzanti su un Paese intrappolato un paradosso. Il movimento di protesta guidato dalla Generazione Z non è riuscito a tradurre il suo slancio politico in successo elettorale. Dopo la parentesi del governo provvisorio nato in seguito alla rivolta, le elezioni tenutesi a febbraio hanno premiato il Partito Nazionalista del Bangladesh (BNP), oggi alla guida del governo. Il malcontento giovanile è tutt’altro che sopito. A meno di cinque mesi dall'insediamento dell’esecutivo, la Generazione Z è tornata in piazza a Dacca e in altre parti del Paese per chiedere riforme al sistema educativo del Paese.
La crisi potrebbe avere forti ricadute geopolitiche. Come hanno sottolineato gli analisti politici, con la destituzione di Hasina, la posizione geopolitica del Bangladesh ha subito un "cambiamento di paradigma". Con un inevitabile allontanamento dall’India ( e un riavvicinamento al Pakistan). Ma non è solo questa distanza ad agitare il gigante indiano. I giovani del Bangladesh hanno incarnato il fantasma della rivolta giovanile, dando una scossa senza precedenti a un sistema politico immobile. Un fantasma che in India oggi ha assunto la straripante (colorata e temibile) presenza del Cockroach Janta Party, il Partito popolare degli scarafaggi.

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