Andrea sognava la Spagna ma è morto consegnando pizze
di Andrea Zaghi
Il diciottenne torinese lavorava per poter andare in vacanza ma ha perso il controllo del motorino per il nubifragio che domenica ha investito la città

Baffetti e pizzetto, capelli un po’ ribelli, uno sguardo profondo e spavaldo di quelli che colpiscono. Andrea aveva un desiderio, andare in Spagna in vacanza con gli amici per festeggiare i diciott’anni da poco compiuti: spiagge incantate, tuffi senza fine, musica fino a tardi e magari fare mattina per vedere sorgere il sole. Quel desiderio s’è infranto domenica scorsa, in una brutta notte di pioggia battente nel circondario di Torino.
Andrea Salvati i soldi per andare in Spagna non li aveva tutti ma solo una parte, regalo della nonna proprio per il suo compleanno; il resto se lo stava guadagnando pizza dopo pizza. Perché Andrea consegnava pizze a domicilio in sella al suo motorino, non era però un rider di mestiere ma solo un ragazzo che voleva andare in vacanza. E per farlo s’era trovato quel lavoretto: consegnare pizze per conto di una pizzeria di Poirino alle porte di Torino. Lo stava facendo anche sotto un nubifragio che, domenica a tarda sera appunto, stava sferzando il capoluogo piemontese e i suoi dintorni. La pizza era appena consegnata (per fortuna integra e asciutta), l’acqua arrivava a scrosci, il vento spostava il motorino, la visibilità diminuiva e le strade diventavano pericolosi torrenti. Poi la corsa nuovamente in pizzeria, anche se, dicono, quella doveva essere l’ultima pizza della serata. Ma tutto cambia d’improvviso, ad una rotonda alla confluenza di tre strade. Le indagini dei Carabinieri sono ancora in corso, quanto accaduto è però piuttosto chiaro: non c’è nessuno scontro con altri veicoli, ma lo scooter non tiene la strada e scivola sull’asfalto, l’impatto sulle strutture della rotonda è forte, il motorino finisce sopra Andrea e gli schiaccia il torace. Qualcuno vede e chiama subito l’ambulanza che arriva in fretta, carica Andrea e lo porta d’urgenza all’ospedale Cto di Torino. Il ragazzo è grave, ha un trauma cranico e toracico ed è in codice rosso, ma non sembra in condizioni disperate. Poi la situazione precipita, i medici non riescono a fare nulla e il cuore di Andrea si ferma. Tutto finisce.
Non sappiamo quante pizze mancavano ad Andrea per avere tutti i soldi e partire per la Spagna. Sappiamo però che ad Andrea piaceva la musica e che pochi giorni fa era andato ad un concerto di Sfera Ebbasta, uno dei suoi idoli. E sappiamo, soprattutto, che Andrea consegnava pizze per non pesare sulle finanze di casa. Questione di essere capaci di guadagnarsi qualcosa da soli. Dimostrare di essere diventati grandi. Che, a diciott’anni, è necessario iniziare ad essere indipendenti. Anche consegnando pizze, a notte inoltrata e sotto la pioggia. E rischiare la vita, magari senza nemmeno rendersene conto.
Andrea Salvati, come s’è detto, non era un rider di professione, ma la sua tragedia si va ad aggiungere alle altre accadute, anche recentemente, a chi percorre senza sosta le strade per consegnare pizze e altre merci. Sulla collina torinese, un altro rider è morto qualche mese fa in circostanze che paiono simili: si chiamava Adnan Salah Elsayed, era egiziano, aveva 32 anni e un altro desiderio: fare il fotografo di professione. Era il 19 aprile, un’altra domenica, sempre di sera.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire 





