Allegro e generoso: chi era don Francesco, morto a 37 anni a Vicenza con il 16enne Alberto

di Naike Monique Borgo, Vicenza
Il giovane salesiano è rimasto vittima di un incidente stradale mentre accompagnava i ragazzi del Grest. Con lui è deceduto un animatore 16enne
Google preferred source
June 26, 2026
Allegro e generoso: chi era don Francesco, morto a 37 anni a Vicenza con il 16enne Alberto
Un ritratto di don Francesco, morto a 37 anni in n incidente stradale nel Vicentino / Uff. stampa diocesi di Vicenza
Non si trova una foto che non racconti la gioia profonda di don Francesco Andreoli, salesiano di quasi 37 anni, morto tragicamente in un incidente lungo la Superstrada Pedemontana Veneta all’altezza di Malo (VI) ieri mattina, 25 giugno, mentre accompagnava i ragazzi del Grest per una giornata di svago a Gardaland. Con lui viaggiava anche un giovane animatore, Alberto Fioretto, sedicenne promessa della Novatletica Città di Schio. Alberto viene ricordato per il sorriso e la grande passione: un mix creato da una gioia grande, fatta anche di impegno e determinazione per raggiungere obiettivi precisi. Mai un allenamento perso da quella che l’associazione sportiva di cui era parte definisce “un’anima libera”. Studiava all'istituto Chilesotti di Thiene, era animatore del Grest già da qualche anno e atleta della Novatletica Città di Schio per il mezzofondo. Lascia i genitori e una sorella. Lo avevano salutato ieri mattina, vedendolo partire felice per la gita dell’oratorio, e non l’hanno più visto rientrare.
A Schio, città vicentina dalla lunga tradizione laniera ed artigiana, don Francesco era arrivato circa 8 anni fa. Con il suo carisma è diventato subito un riferimento per giovani e ragazzi, ma anche per le famiglie, la comunità civile e religiosa. Sui post che in queste ore lo raccontano, oltre al suo sorriso autentico, rimbalza la sua presenza: c’era sempre, scrivono in tanti. Capace di fare rete, sia nelle realtà ecclesiali che extraecclesiali, era sempre in movimento, fisicamente e nel cuore, perché pieno di un Amore autentico incontrato fin da bambino grazie ai salesiani e alle Figlie di Maria Ausiliatrice. Si è lasciato interrogare da questo Amore e ha capito, un po’ per volta, che lo chiamava a una donazione totale per la Chiesa nella famiglia dei salesiani.
Energico, generoso, con lo scherzo e la battuta facili, pronto a raccontare la gioia profonda che lo abitava, don Francesco ha voluto testimoniare sempre la sua scelta per il Signore. Un cammino, il suo, che ha attraversato momenti di dubbio e di ripensamento, ma che si è radicato sempre più nel Signore Gesù incontrato anche nei suoi ragazzi. Un giovane uomo autentico, caratterizzato da un carisma specialissimo, che unificava parole e gesti con una presenza discreta e sicura, che ora fa percepire un grande vuoto. Una presenza che l’ha portato a creare l’esperienza “Unità Pastorale Giovani”: da un paio di anni Salesiani, animatori dei gruppi giovanili e capi scout dei gruppi delle parrocchie della città di Schio condividono alcuni momenti di preghiera e formazione costruiti insieme. Esperienza in cui lui credeva molto e di cui andava fiero. Sempre per i suoi ragazzi.
Lo scorso 12 aprile, proprio nell’oratorio di Schio, insieme al Servizio diocesano di Pastorale Giovanile e all’associazione Noi Vicenza aveva organizzato una giornata di formazione per tutti gli educatori dei Grest che in queste settimane sono impegnati con i bambini più piccoli. “Try to see” – Prova e vedrai - era lo slogan. Quasi a dire guarda oltre ciò che vedi. Un po’ come faceva don Francesco che vedeva e immaginava sempre qualcosa oltre, con coraggio ed entusiasmo grandi capaci di trascinare tutti. Un leader buono, che ha a cuore ogni persona incontrata, perché la guarda, la ascolta e la ama. Esattamente come il Maestro che il giovane salesiano aveva deciso di seguire per sempre.
Solo domenica scorsa, 24 giugno, proprio per i suoi ragazzi del Grest, don Francesco era riuscito a far arrivare il campione di calcio Gigi Buffon a Schio, perché potesse incontrare bambini e ragazzi. Nella gioia. La stessa gioia che è il filo conduttore di tutta la vita di questo religioso. Per gioia ha scommesso una vita sul Vangelo. Per gioia e nella gioia ha speso i suoi giorni, crescendo insieme ai ragazzi che tanto ha amato. Per gioia, solo per gioia e amore. Tanto che in queste ore, si sentono risuonare parole d’incredulità e una delle frasi di don Bosco che don Francesco ripeteva più frequentemente, quasi in una consegna: «Voglio vedervi felici nel tempo e nell’eternità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire