Allarme “ghost guns”, le armi fatte in casa con la stampante 3D
A Catania la polizia ha arrestato un 27enne che fabbricava parti di pistola in garage. Precedenti anche a Roma e Teramo: le armi "fai da te" si stanno diffondendo in ambienti estremisti

Non è ancora un’emergenza, ma l’allarme è già suonato forte e chiaro. Criminali ed estremisti hanno iniziato a stamparsi armi in 3d. Basta un file captato nel dark web, oppure semplicemente su Telegram, per fabbricarsi una pistola in cucina. Le chiamano “ghost guns”, perché sfuggono ai metal detector. E anche perché nascono dal nulla, non hanno numeri di matricola e dunque non sono tracciabili: individuarle è difficilissimo. Per riuscirci servono indagini accurate, come quella che giovedì ha portato la polizia in un garage di San Giovanni La Punta, nel Catanese, dove un 27enne aveva allestito un vero e proprio laboratorio per la produzione di armi fantasma. Durante la perquisizione la squadra mobile ha trovato una stampante tridimensionale a resina e un quantitativo di polimeri per la realizzazione di questi strumenti, perfettamente in grado di sparare se vengono assemblati con alcuni parti meccaniche. Alla stampante era collegata una chiavetta usb contenente file di progettazione dedicati alla modellazione tridimensionale delle armi: parti di esse erano riposte in un barattolo, pronte per il montaggio. Ora c'è da capire a quale fine mirasse il giovane, e soprattutto se agisse per sé o per conto terzi.
Il 27enne aveva anche un’altra attività, la produzione di droghe sintetiche. Gli agenti hanno infatti sequestrato Mdma e cristalli di “jungle spice”, oltre ad alcuni panetti di hashish e 163 grammi di ketamina. Non è la prima volta che le “ghost guns” spuntano in ambienti legati alla droga. Nel 2023 a Tor Bella Monaca, periferia di Roma, i carabinieri trovarono in un appartamento tre pistole prodotte con una stampante 3D, descritte come funzionanti, insieme a una Beretta calibro 6,35 e a oltre 250 cartucce. Nell'abitazione e nella cantina furono trovati anche cocaina, hashish e denaro. Furono arrestati due fratelli e un complice. Ma già nel 2022, nella Capitale, ci fu quello che ad oggi resta il maggior sequestro italiano di ghost guns: a Formello la polizia scovò nella villetta di un 40enne 11 armi già assemblate più altre componenti sufficienti per creare almeno altri 50 fucili. In buona parte si trattava di pezzi autoprodotti con una stampante.
Ma l’aspetto più inquietante riguarda la crescente diffusione del “fai da te” in ambienti estremisti. A Pescara, due anni fa, i carabinieri del Ros sequestrarono a un 23enne alcuni pezzi di una Fgc-9, una delle armi open-source più note nell'universo delle ghost guns. Secondo gli investigatori, il giovane aveva acquisito online le istruzioni e intendeva introdurla nelle frange più radicali del movimento anarchico. Ma il fenomeno sta prendendo piede anche e soprattutto nell’estrema destra. Sempre nel 2024, dopo aver intercettato alcuni video circolanti in ambienti digitali suprematisti, la Digos piombò nell’abitazione di un 23enne, trovando anche qui una Fgc-9 e la stampante con cui l’aveva realizzata. La stessa arma artigianale spuntò anche nell’aprile scorso a Teramo: nel telefono di un 17enne il Ros scoprì il manuale di istruzioni per costruirla. Il ragazzo, arrestato al termine di un’indagine per propaganda neonazista e addestramento per finalità di terrorismo, progettava un attacco con coltello.
Le prime tracce di "ghost guns" risalgono però al 2022, quando la polizia di Bari arrestò un giovane radicalizzato e collegato all'organizzazione suprematista statunitense The Base: l'analisi dei dispositivi sequestrati documentò la volontà di procurarsi armi e la capacità di costruire una pistola fantasma attraverso una stampante 3D. Il pugliese finì in carcere per i reati di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale e di propaganda ed istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Proprio nel 2022, l’Europol lanciò una prima allerta, evidenziando un incremento preoccupante di ghost guns sequestrate. Un monito che la Commissione europea ha finalmente recepito in un documento di quest’anno, in cui si sottolinea la minaccia rappresentata dalle armi fabbricate privatamente, comprese quelle realizzate con stampanti 3D. L’obiettivo è arrivare all’emanazione di una efficace direttiva contro il traffico d’armi, che tenga conto anche del nuovo inquietante fenomeno.
Le prime tracce di "ghost guns" risalgono però al 2022, quando la polizia di Bari arrestò un giovane radicalizzato e collegato all'organizzazione suprematista statunitense The Base: l'analisi dei dispositivi sequestrati documentò la volontà di procurarsi armi e la capacità di costruire una pistola fantasma attraverso una stampante 3D. Il pugliese finì in carcere per i reati di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale e di propaganda ed istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Proprio nel 2022, l’Europol lanciò una prima allerta, evidenziando un incremento preoccupante di ghost guns sequestrate. Un monito che la Commissione europea ha finalmente recepito in un documento di quest’anno, in cui si sottolinea la minaccia rappresentata dalle armi fabbricate privatamente, comprese quelle realizzate con stampanti 3D. L’obiettivo è arrivare all’emanazione di una efficace direttiva contro il traffico d’armi, che tenga conto anche del nuovo inquietante fenomeno.
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