Adesso anche Roma ha il suo Centro della fotografia

Appena inaugurato a Testaccio, nell’ex Mattatoio umbertino, in un padiglione di 1500 metri quadri restaurato con fondi Pnrr e comunali. È il primo tassello della “Città delle arti”. Debutto con le mostre di Irving Penn e Silvia Camporesi
February 3, 2026
Adesso anche Roma ha il suo Centro della fotografia
Gli spazi appena inaugurati del nuovo Centro della fotografia di Roma, nell’ex Mattatoio umbertino, a Testaccio
Se Parigi ha da anni la sua Mep, la Maison européenne de la photographie, ora anche Roma ha uno spazio dedicato esclusivamente all’arte novecentesca della scrittura con la luce. È il nuovissimo Centro della fotografia, che ha aperto i battenti nell’area dell’ex Mattatoio di Testaccio, proprio davanti al Monte dei cocci, la collina nato dall’accumulo di anfore romane, in latino testae. Uno degli ampi padiglioni dello stabilimento di macellazione – costruito nel 1888 e dismesso nel 1975 - sarà d’ora in avanti la struttura di Roma Capitale destinata alle mostre e alla cultura fotografica.
Il Centro, gestito da una fondazione dedicata, si estende su 1.500 metri quadri e si propone come polo internazionale per la fotografia contemporanea. Ospitato nel Padiglione 9D dell'ex Mattatoio, è uno dei progetti principali del vasto programma di rigenerazione urbana in corso nell’ex stabilimento di macellazione. Uno splendido esempio di archeologia industriale umbertina che diventerà, secondo i piani del Campidoglio, la nuova "Città delle Arti".
Picasso, Cannes, 1957 Collection Maison Européenne de la Photographie, Paris © The Irving Penn Foundation
Picasso, Cannes, 1957 Collection Maison Européenne de la Photographie, Paris © The Irving Penn Foundation
La prime mostre ospitate al Centro della fotografia sono dedicate al grande fotografo americano Irving Penn. “Photographs 1939–2007”, e alla fotografa contemporanea Silvia Camporesi, “C'è un tempo e un luogo”. E c’è anche “Corpi reali, corpi immaginati. Identità, appartenenza, costruzione di senso” con opere di Forough Alaei, Kensuke Koike e Alix Marie. Tutte fino al 29 giugno. Il Centro mira a colmare un vuoto storico, con l’obiettivo ambizioso di candidarsi a punto di riferimento per la promozione della cultura fotografica contemporanea, italiana e mondiale.
Il padiglione espositivo è il risultato dell’investimento di 5 milioni di euro per un restauro conservativo che ha rispettato l’armonia e il fascino retrò del sito. La ristrutturazione infatti ha valorizzato l’edificio e le sue architetture industriali di fine '800: le colonne in ghisa, le guidovie a binario per spostare le carcasse appese, il tetto a capriate. Tutto integrato in modo suggestivo con la parte moderna. L’altezza del tetto ha permesso la costruzione di un ballatoio che corre sul perimetro interno, senza interrompere la luce e lo spazio del luogo. Il padiglione in questo modo può ospitare anche più iniziative in contemporanea: il piano terra da oltre 1.000 metri quadri ha spazi modulabili, uffici, biglietteria e biblioteca con 3 mila volumi. Nei 450 metri quadri del primo piano trova posto una grande sala polivalente da 200 metri quadri e uno scenografico ballatoio espositivo.
Ha richiamato tantissimi appassionati di fotografia l'inaugurazione dei nuovi spazi all'ex Mattatoio di Testaccio, a Roma.  Il via con le mostre dedicate a Irving Penn e a Silvia Camporesi
Ha richiamato tantissimi appassionati di fotografia l'inaugurazione dei nuovi spazi all'ex Mattatoio di Testaccio, a Roma.  Il via con le mostre dedicate a Irving Penn e a Silvia Camporesi
A inaugurare il nuovo spazio culturale è stato il sindaco Roberto Gualtieri assieme all’assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, e all’Ad della Fondazione Mattatoio, Umberto Marroni. Ospite d’onore, la sindaca di Parigi Anne Hidalgo, che Gualtieri ha voluto accanto a sé in occasione del 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi. Due fasce tricolori per una inaugurazione importante: «Solo Roma è degna di Parigi e solo Parigi è degna di Roma», ha commentato Gualtieri.
Il restauro del Padiglione 9D è parte di un progetto molto ampio. Già restaurata la facciata con l’iconica tauromachia. Grazie alla collaborazione dell’Università RomaTre e della Fondazione Roma - con un investimento di oltre 90 milioni da fondi Pnrr e comunali - i lavori si concluderanno tra il 2026 e il 2027: 15 i cantieri aperti, per spazi universitari ed espositivi. Nel 2027 è prevista la conclusione dei lavori del Padiglione ex frigoriferi per ospitare la Biblioteca centrale della facoltà di Architettura di Roma Tre. A marzo 2025 è partito il cantiere per la Palazzina 27, nell’ex Magazzino del Bestiame, per una biblioteca multimediale. Un grande spazio per eventi sarà pronto a giugno 2026. Lavori anche negli spazi pubblici a ridosso del Mattatoio: un nuovo parcheggio, il recupero delle facciate esterne e - grazie al contributo della Fondazione Roma - il cantiere per una pista ciclabile da 550 metri che collegherà la ciclovia del Tevere direttamente con l’ex Mattatoio.
Tavush, vision, 2013 © Silvia Camporesi
Tavush, vision, 2013 © Silvia Camporesi

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