Adesso anche Roma ha il suo Centro della fotografia
di Redazione
Appena inaugurato a Testaccio, nell’ex Mattatoio umbertino, in un padiglione di 1500 metri quadri restaurato con fondi Pnrr e comunali. È il primo tassello della “Città delle arti”. Debutto con le mostre di Irving Penn e Silvia Camporesi

Se Parigi ha da anni la sua Mep, la Maison européenne de la photographie, ora anche Roma ha uno spazio dedicato esclusivamente all’arte novecentesca della scrittura con la luce. È il nuovissimo Centro della fotografia, che ha aperto i battenti nell’area dell’ex Mattatoio di Testaccio, proprio davanti al Monte dei cocci, la collina nato dall’accumulo di anfore romane, in latino testae. Uno degli ampi padiglioni dello stabilimento di macellazione – costruito nel 1888 e dismesso nel 1975 - sarà d’ora in avanti la struttura di Roma Capitale destinata alle mostre e alla cultura fotografica.
Il Centro, gestito da una fondazione dedicata, si estende su 1.500 metri quadri e si propone come polo internazionale per la fotografia contemporanea. Ospitato nel Padiglione 9D dell'ex Mattatoio, è uno dei progetti principali del vasto programma di rigenerazione urbana in corso nell’ex stabilimento di macellazione. Uno splendido esempio di archeologia industriale umbertina che diventerà, secondo i piani del Campidoglio, la nuova "Città delle Arti".

La prime mostre ospitate al Centro della fotografia sono dedicate al grande fotografo americano Irving Penn. “Photographs 1939–2007”, e alla fotografa contemporanea Silvia Camporesi, “C'è un tempo e un luogo”. E c’è anche “Corpi reali, corpi immaginati. Identità, appartenenza, costruzione di senso” con opere di Forough Alaei, Kensuke Koike e Alix Marie. Tutte fino al 29 giugno. Il Centro mira a colmare un vuoto storico, con l’obiettivo ambizioso di candidarsi a punto di riferimento per la promozione della cultura fotografica contemporanea, italiana e mondiale.
Il padiglione espositivo è il risultato dell’investimento di 5 milioni di euro per un restauro conservativo che ha rispettato l’armonia e il fascino retrò del sito. La ristrutturazione infatti ha valorizzato l’edificio e le sue architetture industriali di fine '800: le colonne in ghisa, le guidovie a binario per spostare le carcasse appese, il tetto a capriate. Tutto integrato in modo suggestivo con la parte moderna. L’altezza del tetto ha permesso la costruzione di un ballatoio che corre sul perimetro interno, senza interrompere la luce e lo spazio del luogo. Il padiglione in questo modo può ospitare anche più iniziative in contemporanea: il piano terra da oltre 1.000 metri quadri ha spazi modulabili, uffici, biglietteria e biblioteca con 3 mila volumi. Nei 450 metri quadri del primo piano trova posto una grande sala polivalente da 200 metri quadri e uno scenografico ballatoio espositivo.

A inaugurare il nuovo spazio culturale è stato il sindaco Roberto Gualtieri assieme all’assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, e all’Ad della Fondazione Mattatoio, Umberto Marroni. Ospite d’onore, la sindaca di Parigi Anne Hidalgo, che Gualtieri ha voluto accanto a sé in occasione del 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi. Due fasce tricolori per una inaugurazione importante: «Solo Roma è degna di Parigi e solo Parigi è degna di Roma», ha commentato Gualtieri.
Il restauro del Padiglione 9D è parte di un progetto molto ampio. Già restaurata la facciata con l’iconica tauromachia. Grazie alla collaborazione dell’Università RomaTre e della Fondazione Roma - con un investimento di oltre 90 milioni da fondi Pnrr e comunali - i lavori si concluderanno tra il 2026 e il 2027: 15 i cantieri aperti, per spazi universitari ed espositivi. Nel 2027 è prevista la conclusione dei lavori del Padiglione ex frigoriferi per ospitare la Biblioteca centrale della facoltà di Architettura di Roma Tre. A marzo 2025 è partito il cantiere per la Palazzina 27, nell’ex Magazzino del Bestiame, per una biblioteca multimediale. Un grande spazio per eventi sarà pronto a giugno 2026. Lavori anche negli spazi pubblici a ridosso del Mattatoio: un nuovo parcheggio, il recupero delle facciate esterne e - grazie al contributo della Fondazione Roma - il cantiere per una pista ciclabile da 550 metri che collegherà la ciclovia del Tevere direttamente con l’ex Mattatoio.

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