Addio ad Alex Zanardi, la "vincente umanità" di un campione di vita
di Antonella Mariani, inviata a Padova
Nella Basilica di Santa Giustina i funerali dell'atleta paralimpico. Don Marco Pozza: "Per lui vivere era trovare sempre un pizzico di bene" Le parole del figlio Niccolò: ecco cosa mi ha insegnato

"Quanti miracoli sono tra noi... "; il canto d'apertura accoglie la bara di legno chiaro di Alex Zanardi, preceduta dal lungo corteo degli atleti in carrozzina di Obiettivo 3, una delle eredità che il campione paralimpico scomparso il primo maggio a 59 anni, lascia al mondo. La Basilica di Santa Giustina, in Prato della Valle a Padov, è gremita: in duemila dento, fuori qualche centinaio, sotto la pioggia. Certo, ci sono i volti noti in prima fila, dal ministro dello Sport Abodi a Gianni Morandi, da Giovanni Malagò a Bebe Vio, ma il miracolo di Alex si legge sui volti delle persone comuni che oggi hanno voluto esserci. Più che l'atleta famoso in tutto il mondo oggi sono venuti a salutare l'uomo, il suo coraggio e l'ispirazione che la sua vita ha dato a ciascuno di loro. Il parroco del carcere cittadino, don Marco Pozza, legato a Zanardi da una amicizia decennale, trova le parole giuste nell'omelia, dopo aver letto il Vangelo secondo Matteo che narra la parabola dei talenti. "Lascio a voi le medaglie, i podi e gli applausi, mi tengo stretto l'uomo con la sua vincente umanità".
Una vita "percorsa a 300 all'ora anche quando era seduto in carrozzina", ha continuato il sacerdote, "senza mai perdere quel bambino che è stato", un bambino cresciuto in una famiglia semplice di Bologna, papà Dino idraulico e mamma Anna, presente ai funerali, sarta. "Per Alex vivere era trovare sempre un pizzico di bene", per tenere sollevato il mondo. Zanardi ha dimostrato con la sua vita tutta intera che "non c'è curva dove non si può superare". Anche il figlio Niccolò nel commiato finale ha voluto ricordare non la figura di un supereroe - quale per tanti versi è stato - ma il padre ironico, spiritoso, allegro, sorridente. "Mi ha insegnato che se trovi il sorriso nelle piccole cose che fai tutti i giorni, puoi costruire una vita meravigliosa". Ecco "il miracolo tra noi" di Alex Zanardi nel giorno dell'addio: Stefania, la vicina di casa a Noventa Padovana, a cui Alex regalava un sorriso ogni volta che la incrociava. Luca, 20enne che qui a Santa Giustina "voleva esserci perché grazie a lui ho capito che nello sport come nella vita n non c'è un limite e bisogna continuare a sperare". E poi, in fondo alla navata, l'ex direttore di Obiettivo 3, Pierino Dainese, anche lui in carrozzella dopo un incidente sul lavoro e atleta paralimpico: fu tra gli organizzatori della manifestazione benefica del 2020 sulle strade di Pienza, in cui Zanardi subì il drammatico incidente in handbike.
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