Achille Lauro: «Difendo il Papa che si espone per la pace»

Esce “Comuni Immortali”, nuovo progetto dell'artista che prepara il debutto negli stadi. «Trump? Da credente penso che il compito della Chiesa sia essere vicina alle persone»
April 18, 2026
Achille Lauro: «Difendo il Papa che si espone per la pace»
Achille Lauro ieri notte nel live a sorpresa a Fontana di Trevi
«Da credente penso che sia ovvio che il Papa si esponga per la pace». Achille Lauro sorprende ancora mentre presenta Comuni Immortali, nuova edizione speciale del progetto uscito il 18 aprile, a un anno da Comuni Mortali. Un lavoro che segna un ulteriore passaggio di maturità per Lauro De Marinis, tra immaginario simbolico e una scrittura sempre più narrativa e collettiva. Festeggiato ieri notte con un live a sorpresa a Fontana di Trevi nella sua Roma.
Angeli e demoni attraversano l’intero progetto, dai brani In viaggio verso il Paradiso a La città degli angeli, uno dei tre inediti della nuova versione. Un lessico spirituale che non è ornamento, ma chiave di lettura. «Io sono fortemente credente, l’angelo per me è una figura che riemerge tanto, la contrapposizione del diavolo – ha spiegato Lauro ai giornalisti -. Credo che la vita che io ho fatto, mi abbia fatto vedere entrambi i lati della medaglia, dalla disperazione alla vita che si sogna, quindi rimanderei tutto a questo. Conoscendo bene quello che è la vita per tanti, oneri e onori, mi rifaccio ai peccati dell’uomo, a fino dove un uomo può scivolare o dove può sognare».
Ed è proprio da questa radice di pensiero, che si apre anche uno sguardo più ampio sul presente, soprattutto data la sua frequentazione con gli States dove si è recato per lavorare all’album. Interpellato sugli attacchi di Trump a papa Leone, Lauro non si sottrae: «Essendo figlio di una donna cristiana e volontaria penso che il compito della Chiesa sia di essere vicini alle persone. E’ ovvio che il Papa si espone per la pace. Dall’altra parte siamo in una situazione pericolosa, una situazione di tensione che non si presenta da oltre 70 anni, noi siamo cresciuti in una bolla in cui la guerra ci sembrava fantascienza: oggi siamo in una situazione geopolitica pericolosa. Mia nonna è del '27, mi raccontava della guerra, noi siamo la prima generazione a non avere proprio idea, cresciuti in una bolla di benessere ».
L’immaginario visivo del progetto si muove dentro una dimensione dichiaratamente biblica. Nella parte visual di Comuni Immortali, l’attrice Celeste Dalla Porta, già protagonista del video di Incoscienti giovani, diventa una sorta di nuova Eva. «L'immaginario sarà il Paradiso dell'Eden dove appunto questa donna si sveglia e va verso quello che è la strada di tutti, la strada degli esseri umani, cioè la nascita, il peccato e poi la redenzione».
Il disco nasce tra New York e Los Angeles, città che hanno accompagnato la fase più recente del percorso artistico di Lauro, ormai sempre più internazionale anche nelle collaborazioni e nella scrittura. È un progetto che raccoglie l’eredità di un anno intenso, segnato da oltre 500.000 biglietti venduti tra tour nei palazzetti e nuovi appuntamenti live.
Sulla dimensione pubblica delle parole e sul ruolo degli artisti nel dibattito civile, Lauro mantiene una posizione netta ma non ideologica: «Si espongono a loro discrezione. La politica si fa in modi diversi: la mia battaglia è la mia fondazione (Fondazione Madre) , i ragazzi negli ospedali, e nelle carceri, i giovani italiani. Quello è un modo di fare politica sul territorio, andare ad aiutare le persone sul campo è quello che sono stato educato a fare ed è più il mio lavoro che fare politica. Una canzone è un atto politico, ma è molto soggettivo. Ognuno si espone per le proprie battaglie, vedi Ghali. Io prima della Fondazione facevo tantissime cose private ma non le andavo a sbandierare”.
Il discorso si fa più personale quando il tema tocca la famiglia e i contrasti col padre: «Quando si entra in una fase di maturità, dopo avere attraversato tante fasi della vita, la cosa più importante è la comprensione. Perché la vita è difficile, nel corso degli anni sono riuscito a comprendere e anche perdonare. Non voglio più parlare della mia famiglia – aggiunge -, cercando magari di recuperare delle cose o valorizzando le cose che abbiamo, di tenere la famigli unita, sopperire alle mancanze che ho avuto creando un ambiente sereno per i più piccoli, come le mie nipotine, proteggendoli».
Comuni Immortali si presenta così come un disco di dediche: alla città, alla madre, agli amici, agli amori impossibili e trasformativi. Un’estensione naturale del lavoro precedente, ma con uno sguardo più corale. «È un album di dediche alla mia città, a mia madre, a miei amici sbandati che comunque sono stati parte di questo percorso, all'amore, all'amore che si trasforma, all'amore impossibile».
Il capitolo live si apre con un passaggio simbolico: gli stadi. Nel 2026 tre date tra Rimini (7 giugno), Roma (10 giugno, sold out) e Milano (15 giugno, sold out). Poi il tour negli stadi del 2027, con tappe principali a Udine, Bologna, Bari, Milano, Torino, Padova, Roma e Messina. Un calendario che segna il definitivo ingresso dell’artista nella dimensione dei grandi live italiani.

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